Don Olinto Marella – La povertà la carità l’impegno

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I. BOLOGNA: ANGOLO VIA OREFICI-VIA CLAVATURE

• Un pedagogista di strada. Siamo consapevoli – avvolti da anni dall’alto magistero etico/sociale di Padre Marella: dalla barba incolta e dalla marsina nera – che il tentativo di isolare la “sua” idea di Pedagogia dalla vasta enciclopedia delle sue opere teologiche e filosofiche (nonché di intuizioni profetiche) rischia di avventurarsi in percorsi interpretativi scoscesi, disseminati di terreni insidiosi e accidentati.

marella padre dei poveri

L’angolo dei poveri di Padre Marella, nel centro storico di Bologna

In punta di piedi, consapevoli della precarietà della nostra avventura interpretativa, non rinunceremo a identificare le tre macro/idee pedagogiche (l’idea di Persona, l’idea di Carità, l’idea di Giovani) che popolano gli orizzonti dell’Educazione illuminati da questo eminente pastore della Fede.

Il soggetto/Persona posto da Don Olinto alle frontiere più avanzate del Personalismo pedagogico europeo – a partire dal suo storico angolo pe- troniano di via Orefici/via Clavature – non è fondato né dall’esperienza soggettiva (individuale), né da quella oggettiva (socioculturale). E neppure dalla loro reciproca integrazione. E’ un principio ontologico ed assiologico, dal momento che la sua “essenza” è presupposta alla coscienza o fa tutt’uno con il per sé della coscienza medesima. Cosicché, soltanto il ricorso alla Fede (ad un orizzonte di trascendenza) può garantire alla realtà della Persona la sua autententica e integrale umanizzazione.

Nel suo lungo viaggio pedagogico, il personalismo di Padre Marella porta per mano la donna e l’uomo in un universo di segni, per la decodifica dei quali occorre disporre di alfabeti assiologici (atti di fede) che assicurino certezza di entrata e di uscita nelle e dalle insidiose paludi delle
etiche correnti. In altre parole. L’Educazione si configura come il terreno naturale in cui cresce e vive rigogliosa la Persona/valore: multidimensionale e integrale. Sulla scia della suddetta idea di Persona, il volto dell’infanzia e dell’adolescenza che esce dalle parole di Don Olinto é mille miglia lontano da quello che popola l’odierna civiltà dei consumi: generatrice di bambine e di bambini tramutati nell’immagine surrogatoria di umanità manichine. Create e imposte per ragioni di mercato dall’odierna industria commerciale (abbigliamento, alimentazione, salute) e massmediatica (rotocalco, tv e digitale).

Al contrario, i giovani di Padre Marella dispongono sia di ali leggere per librarsi nei cieli dell’immaginario alla scoperta delle galassie della fantasia e della creatività, sia di gambe solide (la parola, il pensiero, l’amore e la carità) per camminare liberi lungo i sentieri della vita quotidiana. Per andare/oltre: verso l’altrove.

• L’amore come carità sociale.

Se nella “teoria” dell’Educazione di Don Marella il soggetto/Persona prende le sembianze di una stella polare, nella sua Pedagogia “in-situazione” la Carità sociale prende l’immagine di una stella cometa che dà la strada ad un’umanità libera di testimoniare la propria opzione morale, la propria solidarietà e la propria utopia. Secondo Don Olinto, il rischio della Carità trova riparo nella Fede che garantisce la libertà della Persona nella costruzione della sua vita morale in modo che non sia puro arbitrio, ma possibilità di dare senso etico/sociale alla propria progettazione umana. In particolare, è nella versione della Carità sociale che si perviene all’azzardo del sii te stesso cercando disperatamente di essere anche l’altro. Ovvero, realizza la tua Persona cercando di costruire, con essa, un mondo infinito di valori. Evitando di chiudere il tuo orizzonte di vita nell’ambito di assiomi univoci ed esclusivi: negativi rispetto alle prospettive costruttive del soggetto/Persona.

E’ attraverso l’opzione della Carità sociale che il piano della Singolarità e quello della Socialità testimoniano relazione e tensione reciproca, mantenendo il proprio rispettivo valore. E’ attraverso l’opzione della Carità sociale, dunque, che si compie integralmente l’Educazione all’amore.

La tensione al cambiamento verso una umanità nuova – di cui è carico il Personalismo pedagogico di don Marella – non è rivolta ad un uomo e ad una donna astorici, astratti e metafisici. Di qui la sua attenzione e la sua sensibilità verso la categoria pedagogica dell’impegno: ineludibile per una teologia della secolarizzazione (la città secolare) che intenda uscire dal ghetto mistico, inaugurando quell’azione politica per mezzo della quale Dio reintegra gli uomini nella reciproca responsabilità.

Padre Olinto Marella chiede la carità nel "suo" angolo

Padre Olinto Marella chiede la carità nel “suo” angolo

Parlare dell’Eterno si fa questione anche pedagogica perché la teologia va intesa come Educazione al mutamento personale.
Se l’uomo engagè è l’uomo che sceglie in direzione dell’integralità della Persona (e non della sua alienazione), parimenti la Pedagogia dell’impegno si fa Educazione alla scelta, all’azione e alla partecipazione nella direzione della Carità sociale. I calessi della carità e dell’impegno conducono, dunque, alla progettazione esistenziale di una “nuova” società. Possibile se sapremo dare protagonismo e futuro (quindi, cittadinanza “compiuta”) al Continente giovanile. Dotandolo, al più presto, di nuove gambe etico/sociali e di nuove frontiere assiologiche: irrinunciabili per non smarrirsi (e perdersi) nella cupa boscaglia dei disvalori che popolano l’odierno ventunesimo secolo. Domanda. Quali frontiere valoriali “alternative” ha indicato Don Olinto durante il suo apostolato religioso ed educativo?

PRIMA FRONTIERA. Il suo nome si chiama rispetto della vita in tutte le sue articolazioni (dell’uomo come dell’ambiente), intesa come sfida perma-
nente alle pratiche della violenza: quindi, come orizzonte aperto agli universali valori della pace.padre marella dipinto

SECONDA FRONTIERA . Il suo nome si chiama personalità integrale contro i riduzionismi artificiali, consumistici e alienanti. Un soggetto/Persona presente e attivo nel sociale, autonomo nelle scelte e ricco di vita interiore. La minaccia incombente di un’umanità inesorabilmente massificata
e omologata può essere contrastata soltanto scommettendo sulla coscienza vitale e spirituale delle nuove generazioni.

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