“Anomalisa” l’incredibile animazione di una storia adulta e malinconica

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Charlie Kaufman, già sceneggiqatore di film “anomali” come “Essere John Malkovich” e “Se mi lasci, ti cancello” (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), con un’animazione in stop motion incredibilmente realistica, realizza un film intriso della sua vena surreale ma soprattutto di una grande malinconia che pervade ogni inquadratura. Un’opera unica e anche per questo imperdibile.

Anomalisa_poster

Anomalisa

Regia: Charlie Kaufman e Duke Johnson
Sceneggiatura: Charlie Kaufman

Paese: Stati Uniti
Genere: drammatico
Durata: 90 minuti
Premi: Nominato come miglior film di animazione agli Oscar 2016. Leone d’Argento al Festival di Venezia 2015

Doppiatori originali:
David Thewlis: Michael Stone
Jennifer Jason Leigh: Lisa Hesselman
Tom Noonan: tutti gli altri personaggi

Doppiatori italiani:
Angelo Maggi: Michael Stone
Claudia Razzi: Lisa Hesselman
Stefano Benassi: tutti gli altri personaggi

Consigliato a: chi vuole stupirsi con un’animazione differente e con una storia reale e malinconica, umanissima
Sconsigliato a: ai bambini spensierati

Michael è un motivatore che gira gli Stati Uniti tenendo conferente e promuovendo il suo ultimo libro di successo. Ha un ottimo lavoro e una famiglia, dovrebbe essere felice e realizzato, ma da subito lo troviamo scontroso, insofferente verso i gesti e soprattutto le parole delle tante persone con cui normalmente, come tutti, deve confrontarsi.

Durante il viaggio in aereo, nel percorso tra l’aeroporto e l’albergo, nei dialoghi al telefono, ci accorgiamo che c’è qualcosa che ci disturba: tutti i personaggi tranne il protagonista hanno la stessa voce. Uomini, donne, voci registrate, TV…tutti parlano con lo stessa voce. Sono tutti uguali? Dicono tutti le stesse cose e quindi cose che già conosciamo, cose che si confondono in un sottofondo indistinto, cose che non hanno più nessuna importanza?anomalisa sogno

Il protagonista va avanti, con le sua scostanza, i suoi dubbi, la sua malinconia. L’albergo dove alloggia si chiama emblematicamente Fregoli, cioè un luogo che è una malattia mentale, a ricordarci che viviamo in un mondo paranoico nel quale non è semplice distinguere la realtà dai nostri deliri, i persecutori dai perseguitati (è Michael che immagina che tutti desiderano fare sesso con lui o è lui che ha un approccio sessuale con gli altri?).

anomalisa_SD3_758_426_81_s_c1Al Fregoli, Michael incontra Lisa, una donna dall’aspetto convenzionale e dalla conversazione non particolarmente brillante, ma con una caratteristica che la distingue e la innalza sopra tutti gli altri: Lisa parla con una voce propria. E’ lei l’anomalia in questo mondo fatto di voci, volti e sentimenti indistinti. Questo incontro di voci è vero, reale, fisico e il loro rapporto sessuale tanto realistico da diventare un inaspettato momento erotico. Questo sembra poter cambiare lo scorrere delle vite di entrambi. Ma una voce diversa per quanto tempo riuscirà ad avere la forza di distinguersi dal coro?

anomalisa-kaufman-001Kaufman e il coregista, l’animatore Duke Johnson, sono bravissimi a portare alla luce tematiche profonde e umanissime come la malinconia o la nostalgia per qualcosa che forse non c’è mai stato, sicuramente non c’è e probabilmente mai ci sarà. Con una tecnica intrinsecamente lontana dal vero  come la stop motion (in pratica pupazzetti animati),  ci offrono un mondo estremamente realistico e profondamente umano. Sfondi e personaggi sono resi con una tecnica perfetta e hanno la forza di mostrare la realtà che prende vita dentro e fuori il cervello dei protagonisti,  una realtà malata e disturbante che risulta più vicina alla nostra di quanto vorremmo credere.

Anomalisa è un film dalla trama semplice che si presta a letture stratificate, che lascia spazio alle molte domande che lo spettatore è costretto a porsi. Ne risulta un’opera che scorre rapida tra dialoghi ben congeniati e scene spiazzanti, un’opera unica per tecnica e per profondità, per questo da non perdere.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Kiki

    Visto ieri, film incredibile, concordo con l’ottima analisi.
    Se lo avessero girato con attori in carne&ossa sarebbe stato un pippone psicanaliticheggiante, con i pupazzi in slow motion è un assoluto colpo di genio di quelli a cui ci ha abituato Kaufman come sceneggiatore (al netto di quel pazzesco buco nell’acqua che fu Il ladro di orchidee). Questo più angoscia che malinconia, dalla prioma all’ultima scena.

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