Zapoj, una sbornia di libri. “Americana” di Don DeLillo

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Americana

“In fondo alla sala c’era una bella coppia, un uomo e una donna con le gambe che si sfioravano sotto il tavolo. Mi misi a fissare la ragazza nel tentativo di attirarne lo sguardo. Mi bastava un breve sorriso, nient’altro. Mi avrebbe fatto molto piacere. Avevo un’energia dentro che chiedeva di essere liberata tramite piccolezze del genere. Rubare un sorriso alla giornata di quell’uomo che le sedeva accanto. Attimi di egocentrismo che tesaurizzavo con cura e serbavo nei ricordi uno per uno. Il cenno del capo. Il sorriso delicato. Lo sguardo profondo sopra la punta accesa della sigaretta. Più di questo sarebbe stato troppo. Non volevo far soffrire nessuno.”

Questo romanzo parla di David Bell, dell’America, e, dato che si tratta di un’opera di Don DeLillo, della morte.

David incarna appieno lo stereotipo di successo occidentale: giovane di successo, nel lavoro e con le donne, troppo arguto per non annoiarsi. La menzogna, l’illusione che siamo il lavoro che facciamo.

David è stanco e ha paura. Decide quindi di partire alla ricerca dello spirito della sua terra e di sé stesso, in Kentucky, Iowa, Indiana, Illinois, e altri Stati non molto turistici, in cui il Sindaco potrebbe essere impersonato da una pannocchia di granturco.

Farà la conoscenza di personaggi come il signor. Hutchins, che (ovviamente) preferisce farsi chiamare Hutch, e Glenn Yost jr., ma per gli amici Bud. Insomma bravagentepiccoloborghese.
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Il tutto è ambientato negli anni ’70, ma ricorda i bei vecchi tempi di un quadro di Norman Rockwell, che tutto filava liscio come l’olio.

I compagni di viaggio di David sono Sully, una tipetta niente male con velleità (o forse sicurezze) artistiche, un vecchio, e un rottame reduce del Vietnam. David ha una macchina da presa, una Bolex.

Conta di imprimere su pellicola 8 o 16mm polvere e un leone di montagna.

Troverà l’amore della sua vita, che lascerà dopo mezza giornata.
Strade blu.

“Allora le rivolsi un sorriso imbecille, e lei rispose con lo sguardo desolato di una gracile suorina che ha mendicato con successo qualche soldo senza trovare però una mano disposta a sfiorare la sua.”

à mon avis: 10/10

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