L’Unione Europea è una minaccia

2
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

L’Unione Europea e l’Euro sono diventati i temi centrali di questi anni. Sogni, utopie, idealismi e problemi hanno condizionato la vita di tutti noi. Ma il vero termine che definisce la UE di oggi è “inganno“. Il sogno dei padri fondatori è stato tradito e alla luce della realtà odierna si sta rivelando irrealizzabile. Questo non vuole essere un semplice articolo, ma un manifesto, un j’accuse contro l’ideologia imperante dei tecnocrati e l’utopia pericolosa degli europeisti.

Democrazia e sovranità

La democrazia liberal-democratica è un concetto astratto nelle istituzioni comunitarie. La UE è stata modellata da oscuri tecnocrati, interessi economico-finanziari e burocrati al servizio di questa o quella potenza. Le decisioni dell’Europarlamento spesso hanno un valore simbolico e la sua legittimità è ai minimi termini, indegno per qualsiasi meccanismo di potere. I tentativi di strappare certe deleghe nazionali si sono risolti nell’aumento del potere dei burocrati e nella diminuzione del potere dei cittadini. La questione è divenuta palese con la famosa costituzione europea, fatta calare dall’alto per essere approvata dai parlamenti (i referendum si celebrarono solo in Francia e Olanda e, Anti-austerity protesters burn a euro note during a demonstration outside the European Union offices in Athens, Greeceperaltro, gli esiti bocciarono la costituzione succitata), dimostrando il disprezzo assoluto per la volontà popolare su una questione così importante.
Gli ultimi anni hanno mostrato il volto autoritario delle autorità europee, al servizio delle nazioni più forti (Germania in testa), sguinzagliate per delegittimare governi e scelte popolari non gradite al nucleo di potere al comando.
Una comunità di popoli si è trasformata in un apparato burocratico fuori controllo, condizionato da migliaia di lobby (come nel caso del futuro trattato TTIP), dove il controllo democratico diventa qualcosa di fastidioso e poco gradito.

Economia (euro)

L’Unione e l’Euro, secondo la disgraziata opinione di uno dei nostri premier (Romano Prodi, doveva migliorare il benessere dei suoi cittadini. Nella realtà si è rivelato un disastro economico per diversi Paesi, mentre altri ne hanno approfittato per aumentare la propria ricchezza. Il tutto si è palesato con la crisi dell’Eurozona nel 2011 e la depressione/stagnazione che ha investito il Sud Europa. Alcuni di questi paesi hanno sperimentato la brutale “cura” imposta dall’alto (Grecia, ecc), mentre altri da anni non crescono più, come l’Italia. L’imposizione di un’unica moneta in mercati con strutture, leggi e tradizioni diverse ha prodotto vinti e vincitori e ha congelato il continente in un’inquietante decadenza. A questo si sono aggiunte le politiche economiche volte a massacrare gli stipendi dei lavoratori (Austerity), in nome della competizione più ottusa e della famosa produttività.

Identità

La comunità europea non ha un’anima, né un’identità forte. E’ il tentativo di fondere cinque grandi culture (latina, anglosassone, mitteleuropea, slava e nordica) in un unico calderone annacquato. Non vi sono eventi storici fondamentali a far da fattore unificante e di sicuro l’ingresso dell’Euro o il Trattato di Maastricht non scaldano i cuori e le anime. Gli stessi confini, altro fattore fondamentale, sono un mistero dato che si è arrivati a considerare l’ingresso della Turchia o Israele, mentre paradossalmente è esclusa la Russia, nettamente più europea.
Questa mancanza di identità si riflette nelle sue istituzioni, vissute con freddezza se non con palese indifferenza dalla maggioranza dei cittadini. Ma la domanda principe per capire il vuoto europeo è questa: quanti sarebbero disposti a combattere e morire per la UE e i suoi leader?

leofeb3Burocrazia

La mancanza di una costruzione politica chiara e forte ha fatto emergere un apparato burocratico complicatissimo e disfunzionale a livello decisionale. Da qui gli eterni conflitti fra governi e organi europei. Da qui gli eterni incontri inconcludenti con decisioni frutto di accordi al ribasso e quindi destinate inevitabilmente a fallire. La palese inefficienza di fronte al fenomeno migratorio e la reazione scoordinata dei vari Stati ha reso evidente ai cittadini tutto ciò.

Politica estera

Non esistiamo in politica estera. Esistono invece le politiche estere dei vari Stati Europei, che spesso danneggiano gli altri partner comunitari. Il famoso ruolo di “ministro degli esteri” ricoperto attualmente dalla Mongherini è un ruolo ridicolo e inqualificabile.
Questo problema spesso viene usato dagli europeisti come scusa per accelerare sull’integrazione, non rendendosi conto che non esisterà mai una politica estera comune, se non come egemonia da parte della nazione più potente. Una soluzione che finirebbe per minacciare gli interessi vitali dei cittadini degli altri Stati.

Mega-nazione e Globalizzazione

Una delle tesi forti degli euro-entusiasti è la necessità di costruire mega-nazioni per competere nel mercato globale, pena il declino e la povertà. Una menzogna propagandistica clamorosa, fatta circolare sui mass media proprio da quelle èlites parassitarie che hanno tutto da guadagnarci da una situazione del genere. In verità molte piccole o medie nazioni hanno mostrato di potere mantenere alti livelli di ricchezza senza la necessità di federarsi o rincorrere utopici Stati Globali. Basta prendere come esempio il Giappone, la Corea del Sud, la Nuova Zelanda, Israele, la Svizzera, Singapore, la Norvegia, ecc.
Al contrario nelle superpotenze economiche (prendiamo Usa e Cina) la classe media/povera è vittima di maggiori disuguaglianze, con la ricchezza che si accentra verso il vertice oscenamente avido.

Xenofobia, movimenti reazionari

L’imperativo di unirsi a tutti i costi, di far sacrifici e di chinare la testa perchè “ce lo chiede l’Europa” sta resuscitando paradossalmente i leofeb4nazionalismi, i populismi e le forze xenofobe. In tutti i paesi europei sono in ascesa forze ostili alla UE, con alcuni movimenti dai lati inquietanti.
Più i tecnocrati delegittimati spingono verso l’unificazione, più aumentano i rischi di disgregazione con rancori, revanscismi e accuse pesanti fra le nazioni. Un effetto collaterale prodotto dalle politiche autoritarie dei burocrati e di quei leader disposti a fare affondare le popolazioni europee pur di mantenere in piedi l’ideologia europeista.

Ideologia

L’europeismo è diventato un’ideologia, un dogma a cui ubbidire. A sentire gli europeisti sembra che prima del 1992 l’Europa fosse un antro infernale dominato dalla povertà. Essi, esattamente come certi comunisti pre-1989 che non vedevano l’Urss per quel che era (una dittatura fallimentare), non vogliono sentire parlare dei lati oscuri del progetto europeo e gli enormi rischi a cui stiamo andando incontro. Eppure fin dagli anni ’90, diversi economisti e politici avevano denunciato la pericolosità del processo: inascoltati e accusati di eresia.

Nessuno vuole negare alcuni benefici dell’integrazione (i costi diminuiti degli scambi economici, il miglioramento di alcune leggi, la facilità di viaggo fra i vari paesi, ecc), ma questi non possono compensare i disastri e i rischi che si stanno accumulando a causa di un processo fallito. Insistere su questa strada ci porterà o a una dittatura tecnocratica ed elitaria o al collasso disordinato dell’Eurozona con il rischio di conflitti su larga scala. La soluzione migliore, onde evitare l’ascesa di nazionalismi aggressivi, sarebbe quella di guidare la dis-unione con un processo chiaro e di comune accordo, in tempi abbastanza rapidi. Diversi politici europei l’hanno già fatta ventilare come ipotesi, fra cui il potente ministro tedesco Schauble.

Certe volte bisogna aver il coraggio di prendere atto della realtà e seppellire  “matrimoni falliti” per avere un futuro più sereno e libero.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Maria Grazia

    Bravo. Condivido ogni parola, per me europeista convinta da oltre 30 anni, per me che mi sono commossa al primo viaggio senza “frontiere”, questa Europa é un feroce subdolo tradimento.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?