Lo sceneggiatore Dalton Trumbo: il “comunista” hollywoodiano che sfidò le liste nere

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Il regista Jay Roach, dopo aver diretto commedie di successo, come “Ti presento i miei” e “Austin Power”, si mette alla prova con un film,” L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo”, su un periodo difficile della storia americana; quello della Guerra Fredda con la Russia, del maccartismo e della caccia alle streghe.
Per farlo sceglie di raccontare la storia di Dalton Trumbo, uno degli sceneggiatori più famosi di Hollywood, vincitore di due Oscar®, per “Vacanze Romane” e “La grande corrida”. Due onorificenze che lo scrittore non potè mai ritirare, perché le due sceneggiature premiate erano state scritte sotto falso nome, a causa delle liste nere che in quel periodo impedirono a tanta gente di lavorare.

Bryan Cranston e Hellen Mirren

Cranston e Mirren

Dalton Trumbo, interpretato da un magnifico e brillante Bryan Cranston (amata star della serie tv Breaking Bad e candidato all’Oscar® per questo ruolo), alla fine degli anni ’40 era uno degli sceneggiatori più pagati di Hollywood e viveva una vita da “ricco e famoso”, pur essendo iscritto al Partito Comunista e sostenitore dichiarato degli scioperi dei lavoratori dello spettacolo. Paladino della libertà di parola e di pensiero, fu il più celebre dei “Dieci di Hollywood”, che si rifiutarono di collaborare con la Commissione per le Attività Antiamericane. Per questo motivo furono condannati, incarcerati, marchiati come comunisti, ma soprattutto iscritti nelle liste di proscrizione e banditi da Hollywood. Qual è stata la colpa più grande dei Dieci? Non si trattava di aver scritto o diretto degli ipotetici film bolscevichi, ma di essersi rifiutati di rispondere, facendo appello al primo emendamento della Costituzione americana che protegge ogni libertà, a una sola domanda: “Lei è o è mai stato iscritto al Partito Comunista?”.

Per Trumbo comincia un periodo estremamente difficile; messo al bando dalle major e costretto a scrivere di nascosto, sotto falso nome e per compensi assolutamente inadeguati rispetto alle sue capacità, lotta per sostenere la sua famiglia. Nel farlo è sostenuto dalla moglie Cleo (Diane Lane), che gli rimane incrollabilmente al fianco, punto fermo della sua vita, nonostante i problemi che tutti i membri della famiglia si trovano ad affrontare, a causa della battaglia che lui non vuole smettere di combattere.

Bryan Cranston e Diane Lane

Bryan Cranston e Diane Lane

Uno dei più accesi nemici di Trumbo e dei supposti comunisti, era la regina del gossip hollywoodiano, Hedda Hopper, amata per le sue rubriche di pettegolezzi e letta da milioni di persone. La interpreta un’eccezionale Helen Mirren, molto brava nel non renderla una macchietta, nonostante i suoi tailleur rosa e gli stravaganti cappellini, che stridono con la sua granitica volontà di difendere la democratica America dall’invasione rossa.

Dopo anni di umiliazioni, alla fine Trumbo viene riabilitato dal regista Otto Preminger, che lo scrittura per il film Exodus e da Kirk Douglas, che gli lascia firmare con il suo vero nome lo script di Spartacus, mettendo così di fatto fine al periodo delle liste nere.  Anche il resto del cast è sbalorditivo: da John Goodman nel ruolo di uno dei fratelli King, biechi produttori di film commerciali e a basso costo, che assoldano Trumbo per scrivere sceneggiature a due lire sotto pseudonimo, a Elle Fanning, testarda e forte figlia maggiore di Trumbo, così simile al padre nel suo modo di combattere per le cose importanti.

John Goodman

John Goodman

Nonostante la regia e la sceneggiatura non abbiano grandi elementi di originalità, il film merita la visione. Perché narra una delle più incredibili sospensioni dei diritti civili dell’America moderna. Perché la denuncia di quest’ingiusto sistema persecutorio, non è poi così lontana da alcune violazioni della libertà di parola e pensiero che avvengono  anche nell’attualità di oggi. E perché c’è Bryan Cranston, che aderisce completamente al personaggio, riuscendo a esprimere la furiosa energia di Trumbo, la sua genialità, il suo egocentrismo sfrenato, la sua vena polemica, ma anche la sua natura di marito e padre amorevole, il suo puro idealismo e la sua generosità. Un’interpretazione immensa, che incoraggia, emoziona e strappa delle risate sincere.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?