“La Isla Minima”: Quando il crimine habla español

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Negli anni ’80, in una cittadina della provincia spagnola, due sorelle spariscono nel nulla. A occuparsi del caso due detective richiamati da Madrid, Pedro e Juan: due personaggi antitetici, rappresentanti ognuno le due correnti politiche prevalenti del periodo, in uno stato diviso tra l’uscente fascismo e un iniziale, dilagante ideale di democrazia. Appena arrivati in città i due dovranno fare i conti con l’indifferenza degli abitanti del luogo, poco interessati alle sorti delle due ragazze, mal giudicate per i loro costumi un po’ troppo liberi, e con le difficoltà del collaborare tra loro, per i diversi modi di fare e i diversi ideali. Le cose peggiorano con il ritrovamento dei cadaveri delle due scomparse, che mostrano segni di abusi e torture, costringendo Pedro e Juan a confrontarsi con una realtà inquietante e retrograda, dove il pericolo è sempre in agguato dietro i canneti…

la isla minima poster

La isla minima

Regia: Alberto Rodriguez

Titolo originale: La isla minima
Paese: Spanga
Genere: Thriller
Durata: 105 minuti
Interpreti: Javier Gutiérrez, Raúl Arévalo, María Varod, Perico Cervantes, Jesús Ortiz

Consigliato a: amanti della tensione vecchia scuola, quelli che cercano sempre di capire chi sia l’assassino, fan dei buddy movies
Sconsigliato a: splatterofili, accaniti moralisti, filo-franchisti

la isla minima fugaIntrigante nella sua realistica crudezza, “La Isla Minima” si presenta come un thriller da manuale: due investigatori, l’uno l’opposto dell’altro, in un contesto a loro ostile, nel tentativo di dare giustizia a delle vittime martoriate non solo dall’assassino di turno, ma dall’ambiente stesso che le circondava. E la sua semplicità è proprio uno dei punti di forza di questo piccolo gioiello, che l’anno scorso ha “leggermente” dominato la premiazione dei Premi Goya (ben 10 premi su 17 nomination, tra cui quelli per “Miglior Film” e “Miglior Regia”), conquistando la scena della cerimonia cinematografica più importante della Spagna. Non ci si annoia mai, lo spettatore si ritrova in una costante crescita di ritmo e tensione, fino all’adrenalinica soluzione finale. Di nota è l’inseguimento tra Pedro e uno dei principali sospettati, in auto, fra i canneti ai margini della città: sfrecciando nell’oscurità, senza particolari effetti speciali, le inquadrature riescono a tenere lo spettatore incollato alla sedia, pronto a scattare ai punti di svolta per scaricarne la tensione.

la isla minima fuciliAltro punto peculiare del film è l’uso non troppo eccessivo dei particolari macabri: ci vengono si mostrati i cadaveri delle due ragazze nella loro interezza, ma non per fare scalpore, semplicemente per dare una maggiore sensazione di realismo. Questo è molto importante, considerando che molti prodotti dello stesso genere abusano fino all’esasperazione del truculento, in cerca dell’attenzione dello spettatore. E, così facendo, “La Isla Minima” dimostra che non ha bisogno di simili mezzucci per intrattenere; basta una sceneggiatura ben dosata, che ben si sposa con la regia abile e fluida. Probabilmente sarebbe stato un po’ più d’approfondire il rapporto tra i due partner d’indagine, i quali passano da una poca confidenza reciproca ad un gesto stupendo da parte di uno dei due, senza un particolare punto di svolta e senza spiegazioni. Ma, tralasciando ciò, lo spettatore (soprattutto se amante del genere) si troverà di fronte un thriller vero e proprio, un piccolo gioiello che

 

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Chi lo ha scritto

Walter Di Bella

La mia storia inizia quando, da bambino, tra i vari disastri e le costanti richieste di cibo, i miei portarono in casa una videocassetta di “Titanic”. Rimasi così meravigliato dalla scoperta di quel mondo magico e immenso che è il cinema (e il fatto che la fonte d’ispirazione di un bambino sui quattro anni sia stato un film sulla morte di centinaia d’innocenti per ipotermia è tutto un dire) dal ricercare quelle emozioni appena provate in altre storie. Storie che, in parte, hanno fatto di me ciò che sono ora. Ovvero un’aspirante regista che studia a Bologna, dove passa i pomeriggi tra cinema e bevute con gli amici, ma col cuore sempre rivolto alla materna Sicilia, e che sogna ancora di fare, un giorno, un viaggetto sull’Enterprise o di passare la pistola a Dylan Dog.

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