Intervista a Jacopo Lupi, giovane libraio ora editore.

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E’ giovanissimo, è un libraio e abita a Sulmona, deliziosa città del centro Abruzzo nota per essere la patria di Ovidio e dei confetti: Jacopo ha da pochi mesi iniziato un’avventura piuttosto coraggiosa, quella di aprire una casa editrice, come se non ci fosse voluto abbastanza coraggio nell’aprire solo un anno fa , una piccola libreria nel centro della sua cittadina che, seppur bellissima, da troppi anni soffre un bel po’ l’isolamento dalle città più ricche e grandi e per questo , era sommessamente relegata ai margini della promozione culturale abruzzese e non. Jacopo ha deciso di fare un’inversione di rotta e il suo entusiasmo non sembra essere solo temporaneo: il ragazzo ha le idee chiare, la casa editrice ha già all’attivo diverse collane e molte nuove uscite per il 2016.  Per questo  noi de “L’Undici” abbiamo deciso di incontrarlo per farcele spiegare.
1  L’idea di diventare editore com’è nata?
 Quello che ho appena realizzato e continuo a realizzare è, innanzitutto, un sogno. Ho sempre amato i libri, la lettura e la scrittura. E’ sempre stato questo il mio mondo di riferimento, il filo conduttore che attraversa tutta la mia vita. E poi mi affascina l’incontro con gli autori e il processo di realizzazione, promozione e vendita del libro, dalla prima parola posata sulla carta fino allo sguardo del lettore. Ho fatto la mia gavetta sul campo in librerie e caffè letterari, anche collaborando con varie piccole case editrici. L’idea di diventare editore quindi in me c’è sempre stata, il sogno di portare un “immagine”, un soggetto di un autore, dal suo stato grezzo alla nascita di un vero e proprio libro.
2 Le tre case editrici italiane a cui vorresti un giorno che la Lupi somigliasse
 Casa editrice Einaudi per le preziose pubblicazioni e la classe e lo stile che ne sono il marchio di fabbrica. Minimum fax per la sua attenzione e la sua sensibilità alle nuove forme letterarie. Feltrinelli come sinonimo di garanzia.
3 E’ più difficile essere libraio o editore?
Sono entrambi ruoli difficili ma affascinanti allo stesso modo. L’unica differenza è che da libraio si lavora anche molto di muscoli, con arrivi e rese da fare ogni giorno, mentre da editore si lavora molto con la testa e con l’intuito. Non so dire cosa è più difficile, posso solo dire che entrambi i ruoli mi hanno sedotto quindi le difficoltà non mi pesano.
4 Perché le persone leggono meno?
 Perché hanno meno tempo, o perlomeno è quello che dicono sempre. La realtà è che stiamo diventando sempre più schiavi del progresso e della velocità, quindi fermarsi, riposare e leggere un buon libro sembra roba da nullafacenti, quando invece un libro puotrebbe ampliare le tue vedute e arricchire il tuo percorso.
5 La scelta delle opere da pubblicare come avviene?
 Questa è la parte più affascinante del lavoro, la scelta delle opere. Io personalmente mi avvalgo di diversi collaboratori, di un editor che mi aiuta nel delicato compito della scelta di cosa pubblicare e cosa purtroppo scartare. In italia secondo le statistiche sono di più gli scrittori che i lettori, una discrepanza che per forza di cose necessita una forte scrematura sul nascere. L’opera viene scelta per il suo contenuto, per l’inerenza alle varie collane della casa editrice, per la sua originalità e spesso anche per lo scalpore o l’innovazione che potrebbe portare. Poi ci si investe tempo e denaro per rendere l’opera pubblicate.
6 Hai scelto di pubblicare un libro su un personaggio molto scomodo come Gabriele Paolini, raccontaci di più se ti va…
Può sembrare una scelta azzardata ma in realtà la reputo una scelta logica in linea con quello che mi sono ripromesso quando ho deciso di buttarmi in questa avventura: ovvero combattere il pregiudizio e rimanere libero e indipendente da ogni logica di mercato e di potere. Voglio una casa editrice che abbia il coraggio di fare anche pubblicazioni che nessuno vuole fare per paura delle conseguenze. Ho conosciuto tempo fa la scrittrice Mari Rosa Barbieri, autrice del libro di Paolini e tempo dopo mi ha contattato per parlarmi di questa pubblicazione. Ho accettato perché mi sembrava una sfida difficile e affascinante allo stesso modo, poi dopo essermi addentrato sul caso Paolini mi sono convinto ancora di più. Un uomo che è stato letteralmente massacrato dalla stampa, dalla chiesa e dalla politica perché scomodo. Per questo ho accettato di raccontare il suo punto di vista, perché credo che tutti devono avere la possibilità di spiegare e far emergere la propria verità
7 Un dilemma: le piccole case editrici e la distribuzione
 Per le piccole case editrice la distribuzione è davvero molto complicata poiché ti scontri con i grossi colossi e le grandi catene che ti bloccano sul nascere. Noi stiamo lavorando su una distribuzione diretta nelle librerie indipendenti e piano piano ci stiamo facendo spazio nelle catene, con le nostre forze. Siamo gia riusciti ad entrare nella catena di distribuzione Rusconi e in molte librerie indipendenti in tutta italia, ma non nego che per i piccoli editori il percorso è estremamente in salita.
8 Com’è l”editoria in Abruzzo?
L’editoria in abruzzo è in forte ripresa, sto vedendo che molte case editrici stanno nascendo e si stanno rinnovando dando un prodotto sempre più alto. Certo come in molte cose spesso manca la collaborazione tra simili in abruzzo, figlia magari di invidie e pregiudizi, ma con una buona dose di buona volonta l’editoria abruzzese può superare anche questo grosso muro, l’ultimo per diventare importanti nel panorama nazionale.

lupieditore9 Cosa sogni per la lupieditore? 
 Sogno di pubblicare libri belli e di valore, di migliorare il mio lavoro giorno dopo giorno, si scegliere autori bravi che siano esattamente quello che scrivono!

Per informazioni maggiori

www.lupieditore.it

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Cosa ne è stato scritto

  1. rita

    ti auguro…GIOIA PIENA, PREPARAZIONE, PASSIONE E ..LEGGEREZZA per questo tuo nuovo lavoro di Editore, da donare a noi …scribacchini, che costruiamo pensieri e li offriamo con la luce negli occhi.

    Rispondi

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