Internet ci rende stupidi?

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In questo preciso momento avrete visto il titolo. E nel più classico dei paradossi proprio utilizzando la Rete. Ora si tratta di scegliere se andare avanti a leggere oppure farsi distrarre dagli altri mille link, video e foto presenti su Internet. Ma sappiate che qualsiasi mossa farete, il vostro cervello cambierà…Uno dei ritornelli che si sente sempre in giro è: “la tecnologia è neutra”. Esso è una delle tante giustificazioni che ci siamo dati per far finta di non vedere certi aspetti negativi dell’uso massivo delle componenti tecnologiche. Eppure la realtà, dimostrata da studi scientifici, è un’altra: la tecnologia ci cambia, muta il nostro agire, il nostro pensare e soprattutto il nostro cervello. E non sempre necessariamente in meglio.

Durante gli anni ’90, ha fatto il suo ingresso nel mondo la Rete, evoluzione di un progetto militare (Arpanet), che nel giro di appena due decenni è riuscita a conquistare miliardi di persone. Essa ci serve per tutto: lavorare, comunicare, divertirci e conoscere tutto ciò che vogliamo. Agli albori fioccavano le previsioni più ottimistiche riguardo al mezzo, con la promessa di una conoscenza migliore e infinita, di un’interazione più veloce con gli altri, con risparmio di tempo, di energie, ecc. E in effetti, all’inizio, fu letteralmente una meraviglia, che dilagòleomidfeb2 ancora di più grazie al web 2.0 e all’invasione degli smartphone. Eppure in tutto questo oro luccicante, qualcuno cominciò a notare l’altra faccia della medaglia, rimanendo all’inizio un po’ intontito, salvo poi accorgersi dell’immenso prezzo che richiede la Rete a ognuno di noi.
Uno di questi è Nicholas Carr, saggista, giornalista e autore del libro “Internet ci rende stupidi? Come la Rete sta cambiando il nostro cervello”, in cui osa mettere in discussione il bengodi generale, non attraverso semplici constatazioni sociali, ma presentando diverse ricerche scientifiche che vanno a dimostrare il lato nascosto della Rete. E per scrivere l’opera, essendo anch’egli assorbito nell’infinito universo del web, ha dovuto fare uno sforzo notevole per evitare il famigeratissimo rumore di fondo, ormai onnipresente grazie ai nostri smartphone.

- siete ancora con noi, oppure un messaggino di WhatsApp vi ha distratto? -

Nell’interessante libro viene spiegato in modo semplice, ma preciso, come Internet stia mutando non solo il nostro agire, ma letteralmente il nostro cervello a livello fisico, dalle sinapsi ai neuroni. Tutto ciò ovviamente va a influire sulla memoria, sulla capacità di pensiero e attenzione, che lentamente, ma inesorabilmente, vanno a peggiorare. L’eccesso di stimoli, informazioni, video e foto, finiscono per sovraccaricare il cervello fino a spegnerlo. Diventiamo sempre più distratti, superficiali, con un’enorme difficoltà a concentrarci, considerato che la nostra mente viene “abituata” a cercare sempre nuovi stimoli, nuove immagini, nuove parole, ecc.

- quanti articoli avete letto fino in fondo o solo il titolo di essi? -

La stessa semplicità di accesso all’informazione finisce paradossalmente per danneggiarci, in quanto non siamo più stimolati a cercare e ragionare a livello profondo, ma ci “affidiamo” al motore di ricerca, ai commenti più votati o a quello che ci fa vedere Facebook nella nostra bacheca. Questo finisce per pregiudicare la nostra stessa memoria, non più allenata a immagazzinare notevoli informazioni.

- se siete arrivati a leggere fin qua senza interruzioni, siete stati già bravi, molto bravi -

leomidfeb3Alcuni opinionisti ottimisti sostengono che sia solo un momento storico di passaggio, in modo da abituare il nostro cervello a diventare multitasking, in grado di assorbire milioni di informazioni, anche se finora diversi esperimenti sociologici e scientifici hanno dimostrato che sta avvenendo l’esatto contrario .
La stessa qualità dell’informazione sulla Rete è crollata in maniera verticale, con l’elevazione della demenza al pari dei premi nobel (cit. Umberto Eco), mentre milioni di persone ormai ingurgitano distratte informazioni a caso, brevi trafiletti e immagini, immagini, immagini.
L’avvento degli smartphone ha esteso la potenza di Internet a livelli mai visti prima, tanto che un’immagine di Banksy rappresenta in modo spietato il grado di dipendenza della gente. Questo comporta non solo una forma di asocialità e passività inquietante, ma anche disturbi del sonno, distrazioni continue e senso di smarrimento senza il caro “cellulare avanzato” con noi.

Questa combinazione di variabili potrebbe paradossalmente minare a lungo termine la vita di parecchie persone, specialmente quelle più leomidfeb3dipendenti dal mezzo, creando una massa di persone legate non al presente, ma al momento istantaneo, dove qualsiasi pensiero profondo si perde nella notte dei tempi…Previsione eccessivamente pessimistica o possibile futuro? Provate a fare questo: staccate internet per una settimana, provateci…vi sentirete inizialmente come eroinomani senza la dose quotidiana, il Tempo stesso vi sembrerà eterno e vi accorgerete di come alcuni vostri sensi, prima spenti, si saranno riattivati. Ma siete sicuri di potervi staccare? Una volta dentro Matrix l’illusione diventa più potente della realtà. E soprattutto Matrix è così divertente, così ricco, così…

 

- dopo aver letto questo articolo, vi sentite più intelligenti o stupidi? –

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