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Passa. Non passa.
Passa. Non Passa.
E’ stato il mantra di questi giorni e settimane sul DDL Cirinnà, quello che avrebbe introdotto in Italia le Unioni Civili anche per le coppie omosessuali insieme alla possibilità di adottare il figlio del partner (magari frutto di maternità surrogata), la cd stepchild adoption.
Il Ddl Cirinnà è stato accantonato a causa di dinamiche criptoparlamentari e inciuci politici e sostituito da un nuovo testo, epurato dei nodi più spinosi e divisivi, che sarà discusso e, presumibilmente, approvato nelle prossime ore o giorni.
Fiumi di parole e di inchiostro sono stati spesi sul tema, mi permetto di intervenire anch’io nel dibattito.

Ddl Cirinna_ (2)Ritengo innanzittutto che la questione delle Unioni Civili fra persone dello stesso sesso dovrebbe essere affrontata da due diverse prospettive: una individuale e l’altra sociale.
Da un punto di vista individuale domando a chi si opponeva al DdL Cirinnnà come si possa negare agli altri diritti di cui noi stessi godiamo? Io sono stata educata, secondo i dettami del cristianesimo, all’etica della reciprocità “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, quindi per analogia estensiva riconosci agli altri diritti di cui tu stesso godi o che rivendichi.

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.”
(Gesù nel discorso della Montagna, dal Vangelo Secondo Matteo 7.12)
Come individuo chi sono io per negare un “diritto”?
Esiste poi una prospettiva sociale, sono un individuo parte integrante di una società che ho il dovere di tutelare. Questa nostra società ha una storia e una cultura millenarie e trova il proprio fondamento nella famiglia tradizionale come l’abbiamo conosciuta fino ad ora, padre, madre, figli, ipostatizzazione culturale e giuridica di quella che è sempre stata la famiglia naturale, con buona pace di chi sostiene il contrario.
Questa “formula” ha già subito nel corso degli ultimi decenni innumerevoli “mutazioni” per adattarsi al diverso sentire comune, a mutate esigenze individuali a diverse spinte culturali. Da tutto questo la nostra società italiana, europea, occidentale come è uscita? Rafforzata nel proprio tessuto culturale e valoriale?
Altra questione, sempre da una prospetttiva sociale: un domani, che potrebbe non essere lontano, qualora minoranze con storia, cultura e sentire diversi dai nostri dovessero richiedere il riconoscimento, per esempio, delle unioni poligamiche, oggi vietate dalla legge e sentite con riprovazione, come dovremmo comportarci come individui e come soscietà?
In fondo chi sono io per negare un (altro) “diritto”?
Esaminato da una prospettiva individuale e individualista non si poteva che essere favorevoli al DdL Cirinnà, ma dalla prospettiva di una società che voglia mantenere una continuità valoriale e culturale?
Ddl Cirinna_ bis (2)Siamo su un piano inclinato, il DdL Cirinnà non è passato, ma con una soluzione di compromesso al ribasso le Unioni Civili saranno introdotte in Italia e la cd stepchild adoption continuerà il proprio cammino giurisprudenziale, come è stato fino ad ora, fino ad un riconoscimento definitivo.
Non mi stupirei se fra una ventina d’anni fossimo qui a discutere di un DdL Al Harazi per introdurre il matrimonio poligamico in Italia e la domanda è: ma se arrivassimo a questo che ne sarebbe delle unioni civili fra omosessuali, considerato che da quelle stesse minoranze l’omosessualità è considerata contro natura?
Io vedo il grosso rischio di un corto circuito ideologico e culturale all’orizzonte, ma siamo su quel piano inclinato e con le parole di Tolstoj: “Tale è la sorte immutabile di tutti coloro che agiscono, i quali tanto meno sono liberi quanto più sono posti in alto nella gerarchia umana”.

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Chi lo ha scritto

Maria Grazia Giordano Paperi

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Nata a Lodi, ha vissuto numerose vite quasi sempre fra le due sponde del Po, quella lodigiana e quella piacentina. Ha svolto studi classici presso il Liceo Ginnasio "M. Gioia" di Piacenza, si è laureata in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Parma. Scrittrice, poeta, ghostwriter e ghostcreative, ha esordito come autrice nel 2012 con il romanzo "E poi madri per sempre" (Edizioni Compagine), nel 2015 è uscito "Pufulet. L'asinello di Santa Lucia" (Edizioni Gutenberg). Convinta ambientalista si sposta quasi esclusivamente sulla sua bicicletta "La Poderosa", ama leggere, viaggiare, fotografare, andare al cinema, coltivare l'orto.

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