“Del maiale non si butta via niente… “

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logo… nemmeno la cotenna, le frattaglie, le ossa, la coda, gli unghielli, le setole e il sangue!
fetsaSenza scendere ulteriormente nei particolari e nei tagli dell’animale, diciamo solo che tra lardo, coppa, scannello, spalla, petto, coscia, pancetta, guanciale, filetto, culatello, stinco… il maiale è sempre stato il protagonista indiscusso di ogni “porcile”, ma non solo! anche di feste paesane, come per esempio: “Chiamatemi signor maiale” di Argenta, “Porcelli e porcini” a Caronia o “Porco in piazza” a San Leonardo Valcellina!

maialino marzapaneNel corso dei secoli, questo suino ha assunto molteplici forme rappresentative e plurimi significati. Simbolo di fertilità e di ricchezza, ma anche di voracità, di ingordigia, di lussuria e pure di buon auspicio. Sicuramente sarà capitato a molti, soprattutto a chi non mangia il maiale perché vegetariano, vegano, mussulmano o perché semplicemente a dieta, di intenerirsi di fronte a un “delizioso” maialino di marzapane o ad un soffice peluche tutto rosa con la coda a forma di cavatappi!

Tutt’altra storia, invece, se consideriamo il contesto in cui la simbologia del maiale spopola comunque, ma dove il sostantivo diventata l’epiteto, non per un maialino portafortuna o un tenero peluche, bensì per un uomo che abusa in modo sregolato di cibo o di sesso. Allora, in genere più che di maiale, si parla di porco, termine che possiede senza dubbio un maggior impatto emotivo. Qui, c’è poco da intenerirsi, anzi, le emozioni che suscita un porco, in genere sfiorano il disgusto, la repulsione e il disagio. A volte, però, inutile negarlo, suscitano anche una strana forma di attrazione e di curiosità.
Se è vero, infatti, che il porco sregolato nel cibo, nella maggior parte dei casi, infonde ribrezzo -in particolare quando si ingozza al punto da non riuscire a deglutire, gocciola sudore nel piatto dove mangia e parla innaffiando di saliva e avanzi chi sta attorno- non è ugualmente vero che un porco sregolato nel sesso –nella maggior pare dei casi- infonde ripugnanza, anzi.

uomoChissà perché, infatti, un gentiluomo –sessualmente parlando- non piace a nessuno, o meglio, piace solo quando si tratta di farsi portare a cena al ristorante, di festeggiare il compleanno in oreficeria, di intervenire a pranzi di lavoro o ad eventi benefici e piace quando è l’uomo da presentare a mamma e papà. Lo stallone, invece –sessualmente parlando- piace a tutti e, di norma, è pure presentabile in pubblico, ma è una specie rara, in via di estinzione. Il porco, infine –sessualmente parlando- è una bomba! il problema, però, si manifesta fuori dal letto, quando mangia, per esempio, oppure quando tenta di fare conversazione o quando vi presenta ai suoi amici, strizzandovi contemporaneamente una chiappa, in modo plateale. Mamma e papà non devono assolutamente conoscerlo, prima della mano arriverebbe un rutto o una scorreggia. L’animale che è in lui è irrefrenabile.
A letto, il porco è l’uomo perfetto, quello con cui tutti vorrebbero condividere le gioie del sesso; fuori dal letto, invece, diventa un perfetto sconosciuto, quello con cui nessuno vorrebbe condividere nemmeno lo stesso lato del marciapiede.

Naturalmente si parla di uomini. La donna, infatti, se paragonata al nostro caro suino, diventa una porcona, quando va bene, oppure una maiala insaziabile. Assume, invece, l’epiteto di scrofa, nel momento in cui l’allusione è rivolta al senso di sporcizia che evoca o alle sue forme generose –in questo caso, in genere viene definita grassa e lasciva-.
Ma torniamo agli animali, quelli veri.

maiale1La conclusione è semplice, un maiale resta sempre un maiale: un porco rumoroso che ci vede poco e si rotola nel fango e nel letame; spesso, però, è buffo, simpatico e, soprattutto, molto “buono”.
Questo fino a ieri… o almeno, fino a qualche tempo fa. Un giorno, infatti, ho letto sul giornale locale una notizia scioccante: “Nutriti con rifiuti i suini del San Daniele. In Friuli sequestrati 400 suini “sospetti”, ai maiali scarti industriali”. Allora, le cose cambiano. “Nutriti con rifiuti…”, accidenti! Avessero detto nutriti con amore, con il biberon o anche con un sondino, avrei potuto farmene una ragione; una ragione in più per “affettarlo” con gusto, ma così’… porca vacca, quella che si rifiuta, sono io!

donneAd ogni modo, la situazione non è poi così tragica; dopotutto, anche se in Friuli hanno sequestrato 400 maiali, intendo “maiali sospetti”, restano comunque disponibili le inequivocabili “vacche” nostrane, la cui carne -senza alcun sospetto- è sempre più pregiata e saporita di quella di un suino qualunque!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

Cosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Bel quadretto, ben incorniciato, sull’ intreccio tra umani e maiali.
    Mi resta una dolorosa perplessità: quando Lei scrive di uomini-porci e donne, mi par di capire che Lei si riferisce al fatto che, più o meno, tutte le donne amerebbero fare sesso con porci tanto truculenti e bavosi, per poi maritare uomini di altra fatta, da presentare solennemente ai genitori, da cui farsi regalare fra sorrisini immacolati il brillantino di fidanzamento che fa tanto ragazza per bene, da esibire, serenamente compiaciute, in società.
    Le Sue parole: ” A letto il porco è l’ uomo perfetto, quello con cui tutti vorrebbero condividere le gioie del sesso” . Non prendo in mano la grammatica da tempo,ma quel tutti, pronome indefinito, indica proprio la totalità delle persone, poco da fare. Intende dire che anche gli uomini vorrebbero far sesso col porco? Uomini e donne, tutti? O veleva scrivere “tutte”? Indicando ” soltanto ” , si fa per dire, l’ universo femminile?
    Se, come mi par di capire dal Suo articolo, il porco piace proprio portarselo a letto a tutte le donne e cambiare marciapiede per strada quando la luce e le occasioni del di’ mettono in chiara luce le caratteristiche sconcezze di tal compagno di lenzuola, più che dei porci di antica memoria ( la bella Circe ne sapeva dunque qualcosa, tocca riconoscerlo anziché accusarla di crudeltà ) bisogna preoccuparsi seriamente della condizione sessuale e morale della donna, del degrado umano ed etico in cui pare venga cresciuta oggidì.
    Alla luce di tanto, parrebbe dunque superfluo e inutile, preoccuparsi di stupri e violenze di cui molte donne sono vittime!
    Credo che vada fatta chiarezza e immediatamente. Nessuno si sogna di negare l’ esistenza di porche che a letto s’ infangano rotolandosi coi porci, magari sbandierando di giorno un ometto pio e presentabile, ma resto convinta che la maggior parte delle donne sia ancora, appunto, fatta di donne che a letto cercano amore e tenerezza e di giorno vogliono stringere ai fianchi, camminando per la pubblica, via quel compagno straordinario che le rende uniche, appassionatamente amate e felici anche fra le lenzuola. Magari le ragazze oggidì non suscitano pensieri siffatti, a causa di comportamenti e scelte immaturi in generale. Ma un conto è la loro immaturità molto imputabile a pessimi modelli massmediatici, un conto una loro irrimediabile sporcizia. Se poi vogliamo parlare di donne piuttosto maturotte, si può anche analizzare la questione più a fondo ché, si sa, l’ avanzare degli anni non induce in tutte le donne saggezza e capacità di accettazione della propria condizione. Prova ne sono i volti e i capelli variamente spennellati, rifatti e strafatti di nonnette che paiono le loro nipotine.
    Dunque, ben venga l’ analisi che ci son uomini e uomini, ma non mi pare accettabile un infimo ed infelice egualitarismo della morale e della sessualità femminile.

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