Cina: alla conquista del calcio mondiale

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In Cina il calcio è sempre stato poca cosa. Lo dimostrano sia i dati dei praticanti (più appassionati che praticanti) sia, a livelli più alti, i titoli vinti dalla nazionale. La Cina, nella classifica della Fifa è centocinquesima ed è riuscita a passare le qualificazioni per i mondiali solo nel 2002. Come fare per ricorrere ai ripari e per cominciare a lasciare il segno anche in questo sport? Da grandi strateghi, hanno pensato a tutto e perciò anche a come far diventare la Cina l’eldorado del calcio. In che modo? Ecco le tappe di questa scalata vertiginosa.

Il campionato cinese di calcio è diventato una lega professionistica nel 1994. Sin da subito sono stati investiti molti soldi nelle squadre e nelle strutture sportive per cercare di avvicinarsi al calcio europeo.

Allenamento nella Terra di Mezzo.

Allenamento nella Terra di Mezzo.

In Italia, il primo cinese in serie A sbarcò nell’estate del 2000, quando l’allora patron del Perugia Luciano Gaucci, presentò il suo “gioiellino” Ma Mingyu. Nonostante il campionato professionistico fosse partito da anni, la Cina era ancora lontana dal pianeta football: si praticava ma non con grandi aspettative di crescita.

Nel 2011 cominciò seriamente ad affacciarsi al calcio mondiale, con i primi movimenti di mercato in entrata. L’allora sconosciuto Guangzhou Evergrande ingaggiò dalla Fluminense il centrocampista Dario Conca, con una promessa di ingaggio pari a 7,5 milioni di euro. Questo affare si dice abbia dato il via alla crescita esponenziale di giocatori che decidono di lasciare il calcio che conta per provare, a suon di milioni, l’esperienza cinese. Nel 2012 Marcello Lippi accettò l’offerta irrinunciabile, 30 milioni di euro per tre anni per allenare il Guangzhou. Con sé portò alcuni giocatori italiani reduci dalla vittoria del mondiale: Gilardino, Cannavaro e Diamanti che lo aiutarono a conquistare tre campionati di fila, una Coppa di Cina e una Champions asiatica. La Cina cominciò ad ammirare in casa propria del buon calcio e a “parlare” italiano.

Vittorie e movimenti di mercato, cominciano a cambiare l’ottica di società e calciatori. Non si va più in Cina per “svernare” gli ultimi anni da calciofili professionisti a suon di milioni, ma, grazie anche a innumerevoli investimenti fatti dagli sponsor, dalla stessa lega cinese e dalle squadre, i calciatori anche giovani, si proiettano in questa avventura. L’aspetto economico (ingaggi stratosferici) è ancora oggi (forse più di prima) l’aspetto su cui si basano gli arrivi, ma la voglia di rendere il calcio cinese sempre più competitivo è la carta a sorpresa che vogliono giocare per attirare i migliori calciatori del mondo.

Acquisti. Il presidente del Gruppo Wanda Wang Jianlin e quello dell'Atletico Madrid Miguel Angel Gil. Il Wanda Group ha investito 45 milioni di euro per comprare il 20% del club spagnolo.

Acquisti. Il presidente del Gruppo Wanda Wang Jianlin e i capi dell’Atletico Madrid. Il Wanda Group ha investito 45 milioni di euro per comprare il 20% del club spagnolo.

Gli ultimi movimenti di mercato di questa sessione invernale ne sono la dimostrazione: 13 milioni sborsati dallo Shanghai Shenua per il colombiano dell’Inter Fredy Guarín e 19 milioni l’Hebei Fortune ha versato alla Roma per l’ivoriano Gervinho. Si sono trasferiti in Cina anche Ramires del Chelsea (per 28 milioni) e Stephane Mbia dal Trabzonspor. Un clamoroso colpo è quello di Jackson Martinez. Il 29enne attaccante colombiano lascia l’Atletico Madrid per trasferirsi al Guangzhou Evergrande che ha versato nelle casse dei “colchoneros” 42 milioni di euro. Ancora di più lo è il passaggio, compiutosi il 5 febbraio, di Alex Teixeira dallo Shakhtar al Jiangsu Suning per la bellezza di 50 milioni (contratto da quattro anni). Ultimo botto? Probabilmente prima della chiusura del mercato si assisterà ad altri colpi, forse addirittura più eclatanti.

Nel frattempo in Brasile è stata “saccheggiata” una squadra: ben otto giocatori del Corinthians (fresco vincitore del campionato del paese sudamericano nonché vincitore della Coppa Libertadores e del Mondiale per club nel 2012) sono approdati nel campionato cinese. Il Guoan Pechino di Alberto Zaccheroni si è aggiudicato i centrocampisti Ralf e Renato Augusto, il Tianjin Quanjian ha invece preso Jadson, che per soldi ha accettato di militare in seconda divisione cinese, mentre Gil è andato allo Shandong Luneng. Altri quattro stanno per fare le valigie, dopo trattative ben avviate.

Una crescita che negli ultimi anni è stata sempre più esponenziale: 100 milioni investiti nel 2014, 170 nel 2015 e addirittura 250 nella sessione attuale che fino al 26 febbraio promette fuochi d’artificio e assalti a gente come Lavezzi e Falcao. Investimenti che per i potenti si stanno trasformando in una vera e propria strategia politica. Prendersi il calcio, per prendersi il mondo. Gli esperti, quelli che analizzano i dati eclatanti, dicono che siano due i motivi che spiegano l’aumento significativo dei soldi spesi dalle squadre cinesi negli ultimi tre anni: l’interesse delle aziende più ricche del paese nato dalla vittoria del Guangzhou nella Champions League asiatica e l’interesse ancora più forte del governo per il ruolo del calcio nella società cinese.

Martinez.

Jackson Martinez. 42 milioni di euro per venire a Ghuanzhou.

Per il segretario del partito comunista Xi Jinping la candidatura ai prossimi mondiali del 2026 e 2030 diventa di fondamentale importanza per rendere la Cina la nuova potenza calciofila mondiale. Ha 62 anni e come un piccolo tifoso colleziona maglie e autografi di calciatori. Una vera propria malattia per il calcio che gli sta facendo cambiare la storia dello sport cinese. Il piano di Stato prevede quasi 900 miliardi di dollari per fare della Repubblica popolare cinese la patria dello sport. Da dove cominciare? Dai bambini, cioè dalla scuola. Infatti il primo passo è stato quello di introdurre il calcio come materia scolastica per far crescere nei ragazzini la cultura sportiva. Il secondo passo prevede l’ampliamento e la modernizzazione degli impianti sportivi, che diventeranno dei veri e proprio collegi sportivi. Il Guangzhou, squadra di proprietà dell’ultramiliardario Xu Jiayn, ha inaugurato di recente il primo dei ventimila collegi sportivi che nasceranno quest’anno in tutto il Paese.

Intanto, mentre si gettano le fondamenta per la crescita di questo sport, il lavoro è radicale. Persino i media devono “parlare” cinese: il gruppo immobiliare Wanda si è preso l’azienda leader dei diritti sportivi, la Infront (detiene i diritti, tra gli altri, del Mondiale. Un segnale?) Si procede spediti verso il monopolio.

Non si bada solo a rinforzare le proprie squadre, ma si punta ad acquistare anche quelle dei campionati più importanti e seguiti del mondo. Gli sponsor, sborsando cifre milionarie, sono disposti a tutto pur di acquisire maggior visibilità. L’Abu Dhabi United Group, che controlla il pacchetto di maggioranza del Manchester City, ha ceduto il 13% del club a una società cinese. Nella Liga un buon 20% dell’Atletico Madrid è nelle mani di emissari di Xi. A Barcellona dal 22 gennaio è ufficiale il controllo del club da parte di Chen Yansheng. Non si tratta dei blaugrana, ma dell’Espanyol. Il 54% del secondo club catalano è nelle mani del fondatore e presidente del Rastar Group, azienda specializzata in videogames e giochi elettronici. Anche l’Italia sta diventando terra di conquista: sono uomini di fiducia di Xi quelli che stanno cercando da mesi di strappare il lasciapassare a Silvio Berlusconi per l’acquisizione del 48% del Milan. Un’altra realtà italiana forse poco conosciuta, parla cinese: a Pavia, Xiao Dong Zhu, boss del pregiatissimo fondo Pingj Shanghai Investments (colosso finanziario che controlla una società di telefonia quotata alla Borsa di Hong Kong) ha tre obiettivi da realizzare nella città: un nuovo stadio di proprietà, un centro sportivo stile Milanello e un club competitivo in Serie A. Piccola città ma grandi traguardi.

Teixeira

Alex Teixeira. Dallo Shaktar al Jiangsu Suning.

Anche il Manchester United è pronto a conquistare nuove fette di mercato con un canale visibile 24 ore al giorno in Cina. Sarà il primo club al mondo a farlo, grazie all’accordo con Sina Sports, colosso nella trasmissione degli eventi sportivi. Stime parlano di 108 milioni di cinesi che sarebbero interessati a un canale all news dei Reds. È abbastanza? Non proprio. La Serie B portoghese dalla prossima stagione si chiamerà Ledman LigaPro: sarà infatti sponsorizzata dalla Ledman Optolelectric, azienda con sede a Shenzhen (specializzata nella fabbricazione di pannelli pubblicitari ad alta risoluzione). La notizia arriva da Pechino, dove Pedro Proença, presidente della Lega professionistica portoghese, ha firmato questo accordo commerciale. Il progetto non si basa solo su una semplice sponsorizzazione. C’è molto di più: la Ledman ha specificato che l’accordo prevede anche l’invio in Portogallo di tre assistenti allenatori e dieci giocatori. Questi ultimi verrebbero assegnati alle prime dieci squadre del campionato, che avrebbero avuto l’obbligo di schierarli. La lega portoghese è insorta e la Lederman ha confermato che non ci saranno obblighi. Cambia poco: l’ascesa cinese si sta diramando a macchia d’olio.

Se oggi Inghilterra, Italia, Germania e Spagna sembrano farla da padrone in Europa, la Cina si sta proponendo come prossimo concorrente. Ci riuscirà? Sicuramente se decidono di primeggiare difficilmente lo fanno per niente. Prima o poi ci riescono. E’ successo alle Olimpiadi di Pechino (un caso?) dove fecero razzia di medaglie. Si può scommetterci? Forse, se l’aspetto economico non sarà l’unico deterrente, di questo passo, diventeranno davvero la prima potenza pallonara.

“L’Europa dovrebbe preoccuparsi. La Cina ha i mezzi economici per saccheggiarci”. (Arsene Wenger – allenatore dell’Arsenal).

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Cosa ne è stato scritto

  1. Luigi

    Ho letto l’articolo e ho trovato riscontro nel progetto che l’Associazione ZHONGYIWENTI sta portando avanti da tempo…la Nazionale Cinese 2002 ha partecipato per la prima volta nella storia ad un Torneo organizzato nel Salento…APULIA FOOTBALL CUP…è ha anche vinto la prima edizione…stanno lavorando sui giovani calciatori per preparare una Nazionale all’altezza di un Mondiale da giocare in Cina…NOI…siamo molto vicini alla CFA…

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