Canone Rai in bolletta, la trovata imperfetta

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Molte le novità preannunciate e presagite dal Governo in merito al Canone Rai, ma quante di queste si possono definire effettivamente vantaggiose? E soprattutto, cosa si prefigura per chi non ha pagato in passato o non pagherà?
In campo finanziario, una norma novellata si prefigge di contrastare le violazioni, solitamente quando le percentuali hanno superato le soglie di tolleranza, a volte di gran lunga, come nel caso in esame che, per via della sua notorietà, diventa una sorta di paradigma tributario, un termine di paragone per studiare, da un lato, il comportamento degli italiani in rapporto a tasse e imposte e, dall’altro, quello del Governo nei confronti dei cittadini.
Tra i vari punti del “Nuovo Canone Rai” – descritti nella legge di stabilità 2016: L. 28 dicembre 2015, n. 208 – il più eclatante è l’addebito in bolletta, che il fornitore di energia elettrica riporterà per conto dell’Erario, al quale riverserà le rate a partire da luglio 2016.
Attraverso questo escamotage il Governo si è prefisso di aumentare il gettito e, in quest’ottica, di abbassare ulteriormente l’importo.
Per indurre i trasgressori a pagare ha poi introdotto una sanzione penale (fino a due anni di reclusione nel caso di false dichiarazioni).

giustizia-sociale[1]Disattesa giustizia sociale

Ma queste misure, paradossalmente, non premiano chi ha sempre regolarmente versato il canone. Per giunta, non si riscontra l’implicita giustizia sociale che dovrebbe caratterizzare la norma.
Il presunto e decantato vantaggio del minore importo, invero, si dimostra un premio per chi finora ha evaso il tributo, visto che per tali violazioni – stando a quanto dichiarato dalla stessa Rai – non vi saranno addebiti in bolletta, in quanto la presunzione di possesso dell’apparecchio partirà solo dal 2016.
Per il regolare pagatore, la decurtazione apportata dal Governo – seppur non disdegnata – perde il vero significato: lo scopo di riequilibrare i pagamenti e compensare i più onerosi versamenti precedenti. La diminuzione dell’importo, quindi, avrebbe dovuto poggiare su di un gettito impinguato attraverso le sanzioni applicate agli evasori “precedenti”. Per tale operazione, il regolare pagatore probabilmente avrebbe atteso uno o più anni, continuando a versare l’importo al quale era abituato, con sacrificio civile, al pari di quel particolare lavoratore disposto a ricevere, in cambio del prestigio, uno stipendio inferiore a quello di sua spettanza.
E proprio il prestigio diventa la lente attraverso la quale è possibile decifrare il rapporto tra chi governa e la collettività, un punto di riferimento bifronte: da una parte l’amministrazione e dall’altra la società non pagante, entrambe mostranti indifferenza nei confronti di coloro i quali rispettano gli altri, anche pagando il canone, e per questo motivo meritevoli di prestigio pubblico che, nelle sue componenti istituzionale e sociale, rinvia al punto fondante di questa disamina.
La modalità di applicazione del nuovo dettato mette in risalto una mancanza di conoscenza profonda degli evasori da parte del Governo. Se, infatti, ogni norma è fallibile, questa ce ne mostra le sfaccettature, una delle quali è il modus vivendi dei trasgressori i quali, nel caso dovessero pagare il canone, si ingegnerebbero al contempo per recuperarne l’importo in altri modi, attingendo a quelli precedentemente praticati (ad es.: falsificazioni di assicurazioni automobilistiche, di incidenti, di abilità al lavoro ecc.) o completamente nuovi.
Si continua a far finta di non vedere, per interessi celati o manifesti, una società in cui le violazioni di leggi sono quasi la norma.
In alcuni contesti i regolari pagatori sono costretti a subire un ulteriore detrimento: devono convivere con i trasgressori o, peggio ancora, devono “schiattare” in mezzo a soggetti che sono soliti condurre l’esistenza in spregio ad ogni diritto o semplice norma di comportamento civile.

Dati emblematici

Mappa dell’evasione, comune per comune. Created by Twig.

Mappa dell’evasione, comune per comune. Created by Twig.

Ogni anno vengono evasi circa 500 milioni di euro, da parte delle famiglie, e un miliardo e 300 milioni da parte delle imprese. L’andamento è stato marcatamente peggiorativo nel tempo.

In base a recenti indagini, a Ferrara pagano il canone quasi tutti (93,5%), a Catania meno della metà (48%), in linea con Crotone e Napoli. Tra le regioni il tasso di evasione più alto è in Campania, con appena il 56,8% di abbonati ma con numerosi comuni nel casertano (che gli ispettori Rai si rifiutano di visitare) come Casal di Principe o Parete, dove in regola è appena il 9% delle famiglie (ndt). Sul versante opposto troviamo Collobiano, in provincia di Vercelli, dove pagano tutti (100%), non uno escluso.

Nel 2010 la situazione generale era questa:
L’evasione del canone da parte delle famiglie si attesta al 41% con punte fino all’87% in Campania, Calabria e Sicilia. Tra i maggiori evasori del canone Rai figurano i residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l’evasione delle famiglie sfiora il 90%. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l’evasione si attesta al 12%. Ma ad evadere di più sono le imprese (ndt).

Tra i vari dati, tutti tra l’altro rintracciabili comune per comune, uno balza prepotentemente agli occhi: solo il 9% degli evasori non paga per carenza di soldi. Seppur non giustificabile – in quanto ogni legge va sempre rispettata – il dato allarma per due motivi su tutti:

1. Queste persone sono costrette a condurre un’esistenza grama, deprivate dei diritti umani essenziali, quali una casa e un lavoro dignitosi, in grado di consentirgli di vivere liberamente, senza dover ricorrere ad azioni illecite, seppur apparentemente lievi;
2. La percentuale del 9% permette di circoscrivere il danno erariale “inevitabile” e, di riflesso, mette in evidenza l’evasione premeditata (91%), di coloro i quali scelgono deliberatamente di non versare l’importo dovuto.

In quest’ultimo comportamento è racchiusa la concezione della legge in generale, da parte degli evasori di tutti i tipi, esseri umani non ancora elevati al rango di cittadini, e per tale motivo inconsapevoli del significato profondo di una società civile fondata sul rispetto reciproco teso al bene comune.

L’auspicio, quindi, non è tanto il maggior gettito derivante da un più diffuso ma indotto pagamento del canone, quanto un maggior impegno delle forze politiche affinché infondano, nel cittadino trasgressore, la consapevolezza di un’azione – come può essere il pagamento di un tributo – dietro la quale non c’è altro che il rispetto del prossimo, e di se stessi.

Siti e note di riferimento

L. 28 dicembre 2015, n. 208 – Legge di stabilità 2016: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15G00222/sg

Canone Rai: http://www.canone.rai.it/

Mappa dell’evasione, comune per comune. Created by Twig: http://www.twig.pro/canone-rai-la-mappa-dellevasione/

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