The Rolling School: 11 punti chiave che non sono un’intervista

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Questa intervista non è un’intervista, perché la Rolling School non è una scuola. Non è una scuola se si pensa a edifici standardizzati per lezioni frontali, corsi lunghi organizzati con pure finalità di ottenimento di titoli di studio, tenuti da docenti lontani dalla realtà a orari fissi. The Rolling School. Cosa non è, spero sia chiaro. Che cosa sia esattamente, ci aiuta a capirlo Antonella Bandoli, meglio nota su L’Undici come Anto Plus. Sulle nostre pagine ci ha parlato di musica rock e del festival di Glastonbury, dove è stata ben 3 volte. Sarà anche per questo che è stata scelta la parola Rolling per dare un’identità a questo originale progetto? Chiediamo ad Antonella questa e molte altre interessanti informazioni.

11 punti chiave che non sono un’intervista.

1 – Da Rock and Roll e Rolling Stones a Rolling School il passo è lecito? Ci racconti la storia di questo nome?

The Rolling School ha sicuramente un humus musicale, nel senso più ampio possibile. Trovo che nel Rock’n’Roll sia racchiusa un’idea di eternità che nasce soprattutto dall’estensione dell’aggettivo Rolling, ovvero nomade, ma è anche una dilatazione del significato verso orizzonti più ampi, quindi avanzamento, mutazione, evoluzione, un procedere in avanti senza ristagni e sovrastrutture, un essere presenti nella contemporaneità ma con elementi in costante divenire, perciò di proiezione verso il futuro.
“Le pietre che rotolano non fanno il muschio” (proverbio inglese). Questo è il significato che condividiamo con la band di Mick Jagger.

2 – “Ceci ce n’est pas une pipe”, scrisse Magritte sul suo dipinto “Il tradimento dell’immagine”. Quale frase manifesto metteresti in calce su una pagina per descrivere la Rolling School?

Le nostre frasi manifesto sono le descrizioni, anch’esse mutevoli, dei temi annuali entro cui si sviluppano percorsi di indagine più specifici. L’argomento di quest’anno è La Manutenzione del Quotidiano. Un tema ampio che riguarda la contemporaneità: i nostri primi quattro progetti in partenza – non li chiamiamo corsi, bensì progetti indagheranno rispettivamente: la Persona, il Tempo, il Luogo, la Materia. Quattro riflessioni all’interno di un’esplorazione sul tempo presente e sulla necessità di sperimentare nuovi metodi e strumenti di relazione fra i diversi protagonisti dello scenario produttivo attuale.
Se ci pensi, è molto bella l’etimologia di “manutenere”: tenere per mano.

3 – Stai dando voce a un racconto molto interessante. Ma è un’impresa da solista o sei la voce di una band?

Siamo una band di 5 elementi. Voci, esperienze, provenienze e strumenti diversi che concorrono a una creazione armonica attraverso la sperimentazione. Io sono un direttore creativo al fianco di Gian Franco Gasparini, architetto e fondatore della gloriosa Università del Progetto di Reggio Emilia (io lo so, l’ho frequentata :), e di Sabrina Poli, direttore artistico e altra allieva UdP, e poi Stefania Vannini, architetto e project manager del settore “exhibit”.
Infine c’è il “Quinto Elemento”, che come ci suggerisce Besson, non può che essere l’Amore. A parte gli scherzi, ancora riserbo sul quinto elemento.
Non saremo noi i docenti, salvo avere un ruolo da coordinatori o tutor in possibili occasioni. Per rimanere nella metafora, possiamo definirci più dei Tour Manager.

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THE ROLLING SCHOOL

4 – Le persone hanno un volto e un nome per essere riconosciute, le imprese si distinguono e si costruiscono una reputazione attraverso un marchio – logotipo. Per far parlare di sé, una non scuola che tipo di strumento adotta?

Ottima domanda, grazie per avermi dato lo spunto per parlare della nostra immagine non coordinata. Prendendo spunto da Pietro Corraini autore del delizioso Manuale di Immagine Non Coordinata, quest’idea  si adattava perfettamente al DNA mutevole di The Rolling School. Si tratta di selezionare alcuni strumenti chiave imprescindibili su cui plasmare gli elementi di comunicazione che variano sensibilmente da una visualizzazione all’altra, ma in modo quasi impercettibile. Il cervello riceve lo stesso messaggio anche se l’occhio percepisce un codice ogni volta differente. Il logo di The Rolling School (ideato da Chiara Catani) è così costruito su uno schema tabellare univoco, il cui lettering scorre in maniera variabile. Insomma è un po’ la regola del Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”

5 – Una scuola che non è una scuola e corsi che non sono corsi. Quindi? Cosa si impara? Cosa si insegna?

C’è una volontà di rinnovamento in questo progetto formativo, a partire dalle definizioni, anche se rivoluzionari saranno più i contenuti. Non esiste infatti la figura classica del docente e di conseguenza nemmeno quella dello studente.
I nostri progetti sono campi di intersezione fra saperi e competenze in cui si verifica naturalmente una negazione della docenza frontale “professore-studenti” a favore di un progetto di ricerca aperto che implica rapporti di scambio organizzati. Ci sono dei conduttori autorevoli e referenziati, ma tutti sono portatori di stimoli, informazioni ed esperienze utili a finalizzare il progetto con l’obiettivo di ampliare la propria lettura della contemporaneità e di acuire maggiore sensibilità sul progetto. Possiamo anche definirli “playground di pensiero”, incubatoi culturali di confronto e condivisione.
Si tratta di esperienze di revisione del proprio bagaglio culturale e professionale, necessarie per chi si confronta con un mercato, fondamentali per ripensare i modelli produttivi attuali. Queste contaminazioni hanno per obiettivo la realizzazione di meta-progetti, che potranno spaziare liberamente dall’oggetto al video, dall’evento al libro, dallo spettacolo alla mostra, dalla sceneggiatura al film, senza alcun pregiudizio sul percorso di costruzione. Gli incontri si svolgeranno in luoghi diversi, generalmente spazi culturali, ma stiamo lavorando per realizzare progetti formativi su autobus, autostrade e tutti i mezzi di trasporto in grado di ospitare un gruppo. Perché no un aereo o un viaggio in Bla Bla Car. Il movimento e l’osservazione della realtà che cambia sono contesti di forte stimolo creativo.

6 – Ma tutto questo esiste? E perché è stato creato?

Tutto questo esiste anche se è in fase di lancio ed è stato creato dalla complementarità di diversi fattori: una necessità, uno slancio, un vuoto ma anche da un’amicizia. Si avverte un bisogno generalizzato di rivedere il proprio background culturale e professionale poiché si avverte un senso di inadeguatezza nell’affrontare molti temi della contemporaneità.

7 – La domanda successiva, chiaramente è… ma chi saranno gli studenti? E come saranno i docenti?

La scuola si rivolge a tutti i professionisti: ai progettisti, alle aziende, ai ricercatori, ai produttori e ai fruitori. La scuola vanta già diversi patrocini culturali, tra cui: Meet the Media Guru, la piattaforma italiana di condivisione della cultura digitale creata dalla straordinaria Maria Grazia Mattei, l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale), l’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia, la Biblioteca Panizzi e lo Spazio Gerra di Reggio Emilia, e il sostengo di molte aziende italiane. Un nome su tutti: Alessi. Da qui si comprende la volontà della scuola di creare relazioni di valore tra la cultura e la produzione, e di agevolare il dialogo tra ricerca e mercato, con l’intenzione di smontare il vecchio modello produttivo lineare teso alla prevenzione delle variabili, a favore di un modello più evoluto circolare di proliferazione delle varianti.
I conduttori, autorevoli e referenziati all’interno del tema, avranno quindi un ruolo da “traghettatori”.

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THE ROLLING SCHOOL

8 – A quando il prossimo corso, pardon, progetto?

Il Progetto #01_2016 partirà a fine Febbraio ed è nato per volontà dell’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia. Si svolgerà nella Provincia reggiana, probabilmente in sedi diverse.
I nostri percorsi formativi sono concepiti per essere tutto sommato brevi, come numero di ore in aula, intendo. Il primo corso, all’interno della Manutenzione del Quotidiano, avrà il focus sul tema Persona. Probabilmente saranno toccati argomenti relativi alle emozioni quotidiane, all’unicità e ripetibilità, a forza e fragilità, al valore umano, al senso della relazione con il tempo, lo spazio, la materia… Quattro gli incontri per ciascun modulo: interessante è il primo incontro, che sarà aperto a tutti, davvero a chiunque abbia voglia di confrontarsi su quel tema – con i contributi di relatori diversi sotto il profilo culturale (scrittori, filosofi, artisti) – e avrà sempre lo scopo di divaricare l’ampiezza della riflessione.
Seguirà un secondo incontro di analisi ristretto alla guida del modulo e a 16 partecipanti; nel terzo incontro verranno impostate le linee guida dei meta-progetti e nel quarto avverrà il confronto. Nell’intervallo di tempo (circa 15 giorni tra una lezione e l’altra) ci sarà molto lavoro da svolgere individualmente o in gruppo, ma privatamente.

I corsi sono a pagamento e ristretti a 16 partecipanti iscritti sulla base cronologica delle richieste.

9 – E cosa viene richiesto per essere parte di queste bellissime occasioni?

Come già detto la scuola si rivolge a tutti i professionisti e alla aziende, ma il requisito fondamentale per accedere ai progetti è la consapevolezza che la sfida del cambiamento non si possa affrontare isolatamente o per settori.
È richiesta un’apertura verso un lavoro di squadra su territori inusuali, accanto a committenti illuminati, progettisti sensibili, comunicatori senza pregiudizi e imprenditori autocritici.

10 – Astratto/Concreto, forma/contenuto… quale coppia di termini aggiungeresti?

Complementarità/contemporaneità (nel senso vicinanza e sovrapposizione), ma anche una terna: pensiero/condivisione/sperimentazione.

11 – Last but not least! Come ci si mette in contatto con la Rolling School?

A breve aggiorneremo in dettaglio il nostro sito, quindi tenetelo d’occhio:
www.therollingschool.com

Oppure potete scrivere e richiedere informazioni a:
info@therollingschool.com

 

 Grazie Antonella! Ma non lasciarci fermi a far la ruggine e il muschio. Regalaci un’ultima frase di commiato.
Sono in bilico tra due citazioni opposte ma complementari, la prima è di Karl Popper: “Senza differenza di idee non vi è né libertà né conoscenza”. La seconda è tratta da Kung Fu Panda (in questo senso è opposta…, anche se ugualmente efficace) “Ieri è passato, domani è mistero, oggi è un dono. È per questo che si chiama presente.” O forse tre: “Il rock deve creare tensioni, dubbi, interrogativi e trasmettere buone vibrazioni.” (Edoardo Bennato).

Link utili:

www.therollingschool.com

info@therollingschool.com

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