Riflessioni notturne sul calcio (a stomaco pieno)

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Stanotte mi giravo e rigiravo nel letto, pensando al calcio che era e che non è più. Le vacanze appena trascorse, tra un “Monday night”, un “Lunch match” e un “Boxing day”, sono gocciolate via allo stesso modo delle settimane precedenti: un continuo di partite a tutte le ore, in ogni lingua e fuso orario. Come un centro commerciale qualunque, non hanno tirato il fiato la Premier League inglese, la Liga, la Ligue 1, il campionato scozzese (con tanto di esclusiva del “fondamentale” derby tra Dundee Utd. e Dundee). Ci sono stati tornei davanti a tifosi improvvisati in ogni porzione del Golfo Persico.

Lo sceicco Al Thani padrone del PSG.

Lo sceicco Al Thani padrone del PSG.

E il Calcio che fa?

Il Calcio è, in questo specifico ambito, una mosca bianca: da noi si osserva una provvidenziale sosta che dura il tempo di permettere ai tifosi di smaltire gli avanzi del pranzo di Natale, quindi, all’incirca quindici giorni. Altre mosche bianche, ma per la neve, sono i Paesi in cui l’inverno è talmente imponente da assumere i gradi di Generale.

Questa pare l’unica, forse l’ultima, vera tradizione del Pallone nostrano sopravvissuta alla furia omologatrice che caratterizza i nostri bizzarri tempi. Una tradizione da picconare, dunque.

Si sono, infatti, subito levate le voci dei “foreign lovers” contro lo scandalo della sosta invernale, che frena le squadre più in forma (Sarri, ad esempio). Altri, invece, hanno chiamato in causa la Lega Calcio arretrata, gli atleti viziati, il pubblico (per lo più orientale) affamato di calcio e mille altri motivi per cui è imperdonabile fermare il nostro campionato.

La tesi, in effetti, affascina molti e così, dopo una settimana potenzialmente occupata per intero dal calcio, dalla Serie A alla Champions League, dalla Uefa (che per lunghi tratti assomiglia per qualità all’Intertoto) al Mondiale per club, potremo aspirare a un bianco Natale in compagnia dei beniamini del Pallone. E sarà un Natale con i fiocchi, con la corsa alla formazione del Fantacalcio prima che rintocchi la mezzanotte. Alterneremo un giro di “Saltacavallo” al replay del gol di Džeko. I parenti ci perquisiranno sul pianerottolo di casa, in cerca di radioline, come nella scena di Fantozzi de “La corazzata Kotiomkin”. Il capitone potrà sfruttare la disattenzione umana per tentare una spettacolare evasione dalla vasca da bagno come il pesciolino Nemo. I tortellini in brodo, invece, sembreranno assai amari dopo il “colpo” del Sassuolo in casa del Carpi.

Il leggendario Lino Banfi.

Il leggendario Lino Banfi.

Nemmeno il tempo di smaltire la sbornia del Capodanno, che affonderemo nell’ansia per il Calciomercato, con dirette concitate dall’Atahotel e sparate degne de “L’Allenatore nel pallone”. Infine, tra l’annuncio dell’acquisto di 2/3 di Messi da parte dell’Inter e un Maradona redivivo in campo, le radio romane che parlano 24 ore su 24 di pallone non ci sembreranno più solo folklore. E sarà tutto più strano, e sarà tutto più nuovo, e sarà, finalmente, tutto più cool.

Sì, cool ca..o.

 

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