“Rebel without a cause”: i nuovi giovani sbandati di “Bridgend”

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Sara è una ragazza appena trasferitasi nella cupa e umida Bridgend insieme al padre Dave. Qui passa le giornate tra le corse col suo adorato cavallo e le classiche prime difficoltà del trasloco. Per sua fortuna riesce a fare amicizia con dei coetanei in men che non si dica, ritrovandosi a far parte di un gruppo di adolescenti scalmanati e scombussolati dagli ormoni, all’apparenza completamente fuori controllo: si va dai bagni di gruppo (completamente nudi) in un lago, a piccoli furtarelli, dall’invasione di sale da ballo, ad adrenaliniche prove di coraggio sui binari di un treno.  

Bridgend

Bridgend

Regia: Jeppe Rønde

Paese: Danimarca, Gran Bretagna, Stati Uniti
Genere: Drammatico
Durata: 113 minuti
Interpreti: Hannah Murray, Josh Oconnor, Adrian Rawlins, Patricia Potter, Nia Roberts
Consigliato a: aspiranti emo, misantropi, fan dei racconti di formazione
Sconsigliato a: fan di Dawson’s Creek & Co., puritani della domenica, cittadini di Bridgend

Il film sarà distribuito in Italia nei prossimi mesi, con un’anteprima al cineclub Kinodromo di Bologna

 Più il tempo passa però, più Sara deve fare i conti con una misteriosa e agghiacciante realtà che avvolge quella piccola realtà del sud della Scozia. Infatti suo padre, in qualità di sceriffo, sta indagando su degli inspiegabili suicidi, i quali coinvolgono gli adolescenti della città. Nessun motivo apparente, nessun biglietto d’addio chiarificatore. Questi ragazzi si sono semplicemente tolti la vita. E il fenomeno non solo non accenna a fermarsi, ma rischia d’inglobare la stessa Sara…

Bridgend“Bridgend”, che nel proprio cast può contare Hannah Murray (già problematica adolescente in “Skins”, bruta poi nel fenomeno televisivo targato HBO “Game of Thrones”), si presenta come un contorto racconto di formazione, una metafora del disagio tipico dell’età adolescenziale e della relativa incapacità di comunicazione tra genitori e figli. Il film, ispirato da eventi realmente accaduti, i quali videro tra il 2007 e il 2012 ben 79 adolescenti togliersi la vita nell’omonima cittadina che dà titolo al film, lo si potrebbe classificare come un moderno mix tra “Gioventù Bruciata” e “Il Giardino delle Vergini Suicide”. Se dal primo prende la grinta dei protagonisti, ritti in piedi e veementemente urlanti contro il mondo indisposto a comprenderli, dal secondo assorbe la tacita rassegnazione degli stessi, i quali lottano senza un vero e proprio motivo, fino all’ultimae definitiva protesta: la morte stessa.

La fotografia molto cupa che ben s’accosta alla vicenda narrata, il buon ritmo e la discreta recitazione del cast generale, sopperiscono alla trama decisamente banale e priva di particolari colpi di scena, rendendo il film un buon prodotto, godibile sia per i più accaniti cinefili che per gli spettatori dai gusti più commerciali.

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