“One-Punch Man” aka quando Superman è calvo

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Saitama è, come si presenta lui stesso, “un tipo che fa il super eroe per hobby”. Dotato di una forza spaventosa, riesce puntualmente a salvare la città in cui vive, la Città Z, da vari mostri misteriosi, sconfiggendo ognuno di loro con un pugno solo. Lo scarto di forza tra lui e gli avversari è tale dal rendergli noioso ogni scontro, spingendolo a cercare sfide sempre più impossibili e mostri sempre più potenti. A spezzare questa sua monotona routine, tra lettura di manga, spesa al supermercato e combattimenti di (volendo esagerare) pochi minuti sarà l’incontro di Genos, un cyborg che, ammaliato dalla potenza di Saitama, gli chiederà di diventare suo allievo. Insieme si prodigheranno (più o meno consapevolmente, nel caso di Saitama) nella protezione del prossimo, cominciando una scalata verso i vertici dell’Associazione degli Eroi, organo adibito alla coordinazione dei paladini della giustizia.

Tratto dall’omonimo manga di successo di Yusuke Murata, “One-Punch Man” si presenta subito come una serie molto leggera, dai toni quasi demenziali, stracolmo di situazioni assurde e citazioni dai toni parodistici (più o meno velate) di vari capisaldi della cultura supereroistica giapponese e occidentale. Il più chiaro dei riferimenti è sicuramente quello al supereroe per eccellenza, Superman, da cui Saitama riprende la forza fuori dal comune, presentando però caratteristiche caratteriali opposte. Mentre il paladino americano promuove grandi valori come la giustizia, la speranza e tutti gli altri moralismi vari, Saitama, senza girarci intorno, di tutto questo se ne frega. I suoi combattimenti sono quasi casuali e, quando non lo sono, ciò che lo spinge a combattere è la sola speranza di trovare un avversario alla sua altezza.one punch man

Ma attenzione: Saitama è uno sprovveduto, non un idiota. Più volte aiuta supereroi che, in base alla classificazione imposta dall’Associazione degli Eroi, dovrebbero essere più forti di lui, venendo tra l’altro accusato di essere un imbroglione. E, nonostante sia lui a salvare la situazione, nonostante gli insulti della gente appena soccorsa, egli non reagisce. Saitama prosegue per la sua strada noncurante dell’opinione altrui, capendo meglio di tutti l’incapacità del cittadino medio, così ottuso dal non riuscire ad andare oltre le proprie idee, incapace di accettare qualcosa che, come se stesso, va completamente fuori dagli schemi (in questo caso incarnati dalla già citata classifica degli Eroi, dove lui è ai gradini più bassi).

Un attacco, anzi, “un pugno” ironico ben lanciato dall’autore, che dà a “One-Punch Man” quella marcia in più rispetto ad altre serie affini, insieme all’estrema normalità quotidiana del protagonista, anche lui alle prese con faccende domestiche e una noiosa routine, rendendolo uno dei supereroi più popolari degli ultimi anni.

Consigliato a: chi vorrebbe dare “one punch” a Superman, amanti delle esplosioni e botte ignoranti, fan di Roland Emmerich Sconsigliato a: razzisti nei confronti dei pelati, aspiranti supercattivi, hippies contro la violenzone-punch-man

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