Mistero, trame occulte ed effetti speciali da brivido. “The Goat Of Mendes”: il primo film di Mauro Loverre

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Il destino crea trame e strade inattese quando meno ce lo aspettiamo. Delinea la nostra vita. Poi spetta a noi osservarla da differenti prospettive per coglierne le sfumature con i colori più digradati che mai. Tutto è mosso da una percezione astrale che via via porta le persone a incontrarsi e a iniziare insieme un nuovo importante percorso di vita, professionale e personale. Il destino crea incroci, convergenze trasparenti che solo il tempo saprà sapientemente confluire tra le trame e i confini aperti della nostra vita quotidiana. Ogni passo è guidato da una percezione emozionale per arrivare alla meta. A seguire il corso del suo destino il giovane attore e regista di Torino Mauro Loverre.

Mauro Loverre fotografato a Roma da Danilo Piccini.

Mauro Loverre fotografato a Roma da Danilo Piccini.

Il suo percorso formativo, già ricco di un bagaglio culturale imponente, tra studio del metodo Stanislavskij-Strasberg alla scuola di recitazione Parthenos, diretta da Marco Viecca, le interpretazioni di molti personaggi, anche protagonisti, per importanti fiction nazionali, spot pubblicitari e lavori all’estero, in particolare negli Stati Uniti, hanno forgiato l’artista torinese e delineato il suo essere professionale fino in fondo.  Gli ultimi due ruoli da protagonista sono stati in “Soffia il vento” di Alessandro D’Alessandro e “Karma l’espiazione” di Alessandro Antonaci. Artista completo con all’attivo alcune sceneggiature da lui scritte.

Ora il grande salto di qualità con il primo film, il lungometraggio “The Goat of Mendes”, scritto e diretto da Mauro Loverre. Un lavoro impegnativo con inizio del primo ciak di riprese a marzo 2016, la collaborazione della Film Commissione Torino Piemonte, un cast internazionale e un set cinematografico composto da professionisti del cinema.

Il film è un thriller-horror, che sarà interpretato da attori italo-americani, girato interamente in lingua statunitense. Lo sbocco sarà il mercato Usa, con l’idea, visto il grande interesse, di distribuire la pellicola anche in Italia e arrivare al mercato del Sud Est Asiatico.

La storia – racconta entusiasta Mauro Loverre, incontrato personalmente per questa intervista in anteprima – parte da un fatto di vita reale, accaduto al sottoscritto. Per un caro amico ho dovuto essere il suo testimone di nozze insieme ad altri ragazzi. Da lì ho avuto l’idea di intraprendere un percorso di scrittura e la sceneggiatura è iniziata in questo modo. Giorno dopo giorno ho plasmato, sulla base della storia velata dal mistero, i personaggi e i loro caratteri. Una vicenda che lascerà col fiato sospeso fino all’ultima scena del film”. Continua: “Iniziare un viaggio del genere è molto impegnativo e faticoso, mentalmente e fisicamente. Ma sento questo lavoro come non mai. Ho percezioni positive. La passione quotidiana mi rende felice di questa nuova tappa verso mete inaspettate. Ogni tassello è realizzato con il cuore, base per essere consapevoli di lavorare in modo professionale, con sacrificio e soddisfazione. Altrimenti il film sarebbe freddo, non potrebbe esprimere emozioni che invece sono quelle da trasmettere al futuro pubblico”.

Trino Vercellese, accanto alla chiesa con la centrale termonucleare dismessa, clou delle scene.

Trino Vercellese, accanto alla chiesa con la centrale termonucleare dismessa, clou delle scene.

La trama narra una vicenda dai contorni offuscati. Cinque ragazzi americani devono partire alla volta dell’Italia per festeggiare l’addio al celibato di un amico. Per una serie di eventi concatenati, incomprensibili all’occhio umano, non torneranno più a casa. A far luce sulla vicenda e a prendere in mano le indagini arriverà dagli Usa una reporter. La giornalista sarà alla ricerca dei giovani scomparsi e scoprirà che la matassa è più intricata di quanto pensasse. Una vicenda oscura proiettata in un mondo parallelo, velato dal mistero, invisibile. Le riprese si svolgeranno in alcune location che renderanno l’idea dei luoghi misteriosi. Il primo ciak in Slovenia (a Nova Gorika e Gradinska), poi in Liguria, a Torino, all’aeroporto di Caselle, in Friuli Venezia Giulia (Tarvisio) e a Trino Vercellese, accanto alla centrale termonucleare dismessa. Qui il clou delle più importanti scene.

Girare con professionisti del settore – racconta ancora Mauro Loverre – sarà per me un’esperienza fondamentale. Imparerò nuove tecniche e segreti cinematografici a stretto contatto con persone di alto livello. Dai truccatori che avranno il compito di gestire gli effetti

Los Angeles, Mauro Loverre fotografato da Valentina Socci.

Los Angeles, Mauro Loverre fotografato da Valentina Socci.

speciali, unici nel loro genere, ai tecnici, al direttore della fotografia e tutti gli altri tasselli che renderanno il film professionale. Un lavoro di squadra che lascerà a tutti un ricordo indelebile. Fondamentale anche la colonna sonora che stiamo costruendo giorno dopo giorno per creare la suspense del thriller. Negli anni ho imparato tantissimo da attori e registi con cui ho avuto occasione di lavorare fianco a fianco. Il mio bagaglio custodisce tanti episodi che mi hanno formato come persona e come professionista”.

Importanti per il thriller-horror “The Goat of Mendes” di Loverre sono gli effetti speciali, settore delicato che richiede un impegno particolare da parte di chi svolge questo mestiere, dietro le quinte. Fondamentale per la riuscita perfetta del film. A raccontarci in anteprima alcuni segreti del lungometraggio dell’attore torinese, è il responsabile degli effetti speciali.

“La mia avventura nel cinema – racconta Stefano Mandalà – è iniziata scoprendo i meccanismi dietro la macchina da presa. Unendo le mie passioni di grafica e disegno ho esordito nei cartoni animati. Un mondo originale dove poter liberare la mia fantasia nei personaggi. Dopo aver frequentato la Scuola Nazionale di Cinematografia a Torino ho intrapreso la strada delle tecniche e strumenti per realizzare tutto ciò che fa parte della post-produzione di un film. E quindi effetti speciali, animazioni… Quello era il mio sogno”.

E prosegue: “Doveva diventare il lavoro quotidiano. Tanti film vengono ripresi negli studios, poi viene inserita la scenografia e l’ambientazione creata con il computer in 3D.
In questo periodo mi sto occupando degli effetti speciali del film “Karma l’espiazione” dove Mauro Loverre è protagonista. Un attore bravo e interessante con il quale collaborerò per The Goat of Mendes. Con lui condivido il sogno di vivere il cinema con il desiderio di creare una nuova realtà produttiva nazionale. Un modo per riportare l’attenzione sul settore cinematografico thriller-horror, oggi in difficoltà in Italia. L’unione fa la forza e credo che insieme si possa costruire un lavoro migliore, pur difficile e a ostacoli. Ma la magia è vivere di cinema: il nostro sogno comune”.

Mauro Loverre è un ragazzo dalla semplicità d’animo e dagli occhi veri che osservano il mondo con curiosità e passione.

New Mexico, Taos Film Festival con la direttrice Anna Costantine.

New Mexico, Taos Film Festival con la direttrice Anna Costantine.

La sua memoria corre indietro nel tempo e snocciola alcuni ricordi che hanno segnato tappe importanti della sua vita lavorativa e formativa. Tra i tanti aneddoti ci racconta con entusiasmo e un filo di commozione, per le emozioni che riemergono, la bellissima esperienza in New Mexico.
Nel 2014 ho partecipato come ospite al Taos Short Film Festival, un evento sudamericano, diretto da Anna Costantine. Dieci giorni indimenticabili in cui ho imparato cose meravigliose. Ho incontrato persone speciali con cui ancora oggi continuo a confrontarmi. E osservato il mondo del cinema da una prospettiva differente. Sono stato spettatore dei film in concorso, oltre a essere concorrente con una mia pellicola horror. Emozionante fino in fondo. Vorrei tornarci magari con The Goat of Mendes in gara, che ricorda la figura misteriosa dalla testa caprina, legata alla storia dell’occultismo della cultura popolare di un tempo. La lavorazione è già in moto e l’entusiasmo è alle stelle da parte di tutto il team che ogni giorno sta lavorando con me, con grande impegno e passione. Il cinema fa sognare anche noi, che stiamo dietro un set. Sognare è un modo per non dimenticare mai che i desideri, se voluti e custoditi nel cuore, si possono realizzare prima o poi”.

Basta attendere l’attimo perfetto e l’arrivo del destino che sceglie per noi la direzione.

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