Fa più male il wireless, il cordless o il (t)ruthless?

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Mentre leggete queste righe, un nemico subdolo sta minacciando la vostra vita, la vostra quotidianità. No, non l’ISIS, si tratta del vostro smartphone, o il wi-fi del vostro laptop. O forse le casse wireless del vostro stereo. O il telefono cordless appoggiato sulla scrivania.

I pericoli della carne

La scienza non può escludere che usi intensivi possano nuocere alla salute

Il wireless fa male. Cancro al cervello se lo tenete vicino all’orecchio, ai testicoli, o almeno infertilità ed impotenza sessuale se lo tenete nella tasca dei pantaloni. Le malefiche onde penetrano attraverso la vostra epidermide, scatenando reazioni a catena e disgregando la vostra integrità fisica. E non sperate di cavarvela spegnendo il router o eliminando smartphone e tablet, tornando al telefono con il cavo. Già, perchè ormai il nemico invisibile, come un’invasione aliena, sta conquistando il mondo. Sindaci sprovveduti sterminano i propri elettori propagando wi-fi gratuito per le vie della città. Negli aeroporti e nelle stazioni non dovete temere (solo) la valigia incostudita, ma folle di networkizzati che come una massa di fumatori incalliti danneggiano la vostra salute con il wireless passivo.

Non fatevi ingannare dalla continua crescita della speranza di vita media. Basta aprire il giornale per capire che per noi non sarà così: terrorismo, vaccini, terremoti, insaccati, inondazioni, cambiamento climatico, la Corea del Nord, le cavallette, sono là fuori ad aspettarci. Ma dal wireless, proprio colui che ci mette in guardia dai tanti pericoli, il nostro medico che diagnostica le malattie quando compaiono i primi sintomi, colui che soddisfa e alimenta i nostri desideri sessuali, ci guida nelle strade di una città sconosciuta, dal wireless proprio non me lo aspettavo.

Ovviamente Loro sanno. Ma è un business troppo grande per rinunciarvi. Politici e imprenditori senza scrupoli lucrano sulla nostra pelle, nascondendoci la verità. Sono arrivati a minacciare i nostri bambini, il wireless nelle scuole. Come tanti Erode, pianificano la strage degli innocenti, prima coi vaccini, ora con il wireless. Sto esagerando? Forse. Ma se aprite Facebook (collegandovi via cavo), sono certo che troverete un post che conferma queste mie informazioni. I più moderati vi diranno che si può sopravvivere. Magari usando l’auricolare, o spegnendo il wireless quando non è essenziale. Rinunciando al cordless, ormai inutile, avendo il cellulare. E’ un cambiamento nello stile di vita, ma vi farà scampare alla malattia. Del resto quanta gente malata di tumore ha usato il cellulare o ha avuto il wireless a casa? Quasi tutti. E’ una prova scientifica. O no?

Mi sacrificherò per voi, e mi esporrò alle onde wireless per portarvi le evidenze scientifiche di quanto sto dicendo. Navigherò nella letteratura scientifica per darvi i dettagli, non filtrati dalla censura, sui danni delle radiazioni di wi-fi e telefonini. E per chi vuole prima un’introduzione al tema delle radiazioni elettromagnetiche, c’è questo articolo di scienza leggera de l’Undici.

New England Journal of Medicine. Bibliometricamente il miglior giornale di medicina al mondo. L’ultimo articolo esplicito risale al 2001. Conclude così: i dati non supportano l’ipotesi che il recente uso di cellulari causa tumori al cervello, ma non sono sufficienti per valutare il rischio nel lungo periodo e per utilizzatori intensivi.

British Medical Journal. L’articolo questa volta è del 2006. Esplora i rischi dell’uso dei cellulari. E trova un solo rischio: quello di schiantarsi con la macchina se si guida telefonando. Cita tra l’altro un esperimento interessante, su un gruppo di persone che si autodichiaravano sensibili alla vicinanza ai telefoni cellulari e alle radiofequenze, affermando di provare sintomi quali mal di testa, nausea, vertigini ed altro… Ebbene, effettivamente in presenza di cellulari accesi i soggetti dichiaravano tali sintomi. In un secondo esperimento gli scienziati hanno comunicato agli stessi soggetti di essere in presenza di cellulari accesi, quando in realtà non c’era nessuna radiofrequenza. Stessi sintomi riportati, con la stessa intensità.

Conigli e cellulari

E’ dimostrato che l’uso dei cellulari influenza la vita sessuale dei conigli

The Lancet, Nature, Science. Prendiamo ora le riviste scientifiche più famose al mondo. The Lancet, nel 2000 pubblica un articolo che afferma che l’evidenza epidemiologica sul legame tra uso dei cellulari e i rischi per la salute è nulla, eccetto quello già citato di incidenti stradali. Si afferma, saggiamente, che è troppo presto per trarre conclusioni definitive e serviranno studi più approfonditi. Quindici anni dopo si affermano le stesse cose, saggiamente. Sulle riviste del gruppo Nature c’è un sacco di roba, incluso uno studio su come i telefoni cellulari possano influenzare i comportamenti sessuali del coniglio maschio. Nel 2010, le news di Nature riportano i risultati di uno studio che afferma chiaramente l’assenza di legami tra l’uso di telefoni cellulari e il cancro. Ah, pare invece che nei 18 conigli con il cellulare sia diminuita la frequenza di eiaculazione durante i rapporti con le sei conigliette reclutate all’uopo.

Su Science ho trovato poco, e quel poco che ho trovato dà per scontato che non ci sia un legame tra tumori e uso dei cellulari e che il problema sia solo nella comunicazione dell’evidenza scientifica. Paradossalmente, nella stessa sezione di News dell’American Association for the Advancement in Science () troverete anche una scienziata dell’educazione che celebra il contributo della tecnologia nelle scuole, wireless incluso. A dire il vero, spulciando tra gli articoli, ho scoperto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha stabilito che certe radiofrequenze sono “forse carcinogene”. E in effetti, anche su Nature nel 2011, stessa rubrica News precedente, si riporta il comunicato dello IARC, che afferma che le possibilità che ci sia un legame tra radiofrequenze e tumori sono molto basse, ma non sono nulle. Anche The Lancet, nel 2011, pubblica le conclusioni dello IARC. Andiamo a fondo.

Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. E’ un’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Digressione. Per intenderci, quella che un paio di mesi fa ha conquistato le prime pagine dei giornali annunciando che carne e insaccati sono cancerogeni. In cifre, gli esperti IARC avevano detto che mangiare 50 grammi di carne trasformata tutti i giorni aumenta del 18% il richio di cancro al colon e retto. Secondo l’American Cancer Association, associazione del paese dove il cancro al colon-retto è più probabile, gli Stati Uniti, la probabilità di sviluppare il cancro al colon-retto è del 5%. Aumentandola del 18% si arriva al 5,9%. L’evidenza su cui gli esperti IARC hanno basato le proprie stime è “limitata dal punto di vista scientifico, ma forte dal punto di vista meccanicistico”. Ossia, c’è pochissima evidenzia epidemiologica sugli umani che dimostri inequivocabilmente la relazione causa-effetto tra consumo di carne e cancro, ma studiando biologicamente i meccanismi cellulari il legame sopra quantificato pare “forte”. Fine digressione, magari di come mangiare ci uccida parleremo un’altra volta. Tornando al wireless, o per la precisione le radiofrequenze (così ci mettiamo anche il microonde), lo IARC è meno pessimista rispetto alla carne. Ad esempio, non lo cita tra le regole per limitare il rischio di cancro.

Nello specifico si afferma esplicitamente che i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici di casa, inclusi i telefoni cellulari o qualsiasi comunicazione wireless, non hanno abbastanza energia per rompere legami chimici, per cui questi campi sono chiamati “radiazioni non-ionizzate”. I rischi biologici sono riconosciuti solo a livelli di esposizione molto diversi da quelle della quotidianità. E non ci si riferisce alla durata dell’esposizione, ma alla stimolazione dei nervi e al riscaldamento dei tessuti. Per fortuna le tecnologie “legali” hanno già dei sistemi di protezioni a riguardo. Per cui lo IARC afferma esplicitamente che “questo tipo di radiazioni non-ionizzati non è riconosciuto come causa di cancro“. C’è una postilla, che afferma che recentemente sono cambiati gli stili di vita e sono emerse nuove tecnologie, quindi prima di trent’anni non potremo escludere con certezza che ci sia qualche legame. Questa è la scienza, bellezza. Per lo scienziato prima di affermare che il wireless è sicuro bisogna dimostrare che il wireless non fa male. Se ci vuole uno studio di trent’anni, per trent’anni rimarremo con la possibilità che il wireless faccia male. Così come non possiamo affermare con certezza che non esistano gli alieni e che non arrivino sulla terra per conquistarla. Se volete leggere direttamente le conclusioni dello IARC in un dettagliato report del 2013 leggete qui. Io riassumerei così le conclusioni: se tenete il cellulare attaccato all’orecchio per molto tempo, al punto che vi si riscalda l’orecchio, allora è possibile che ci sia un rischio. Per tutto il resto, nonostante i tentativi non siano mancati, non è stato dimostrato che le radiofrequenze facciano male.

Conclusioni. Per quanto mi riguarda, ad oggi il “wireless” (le radiofrequenze non-ionizzanti) non fa male (a parte l’effetto viagra sui conigli). Nel 2000 non era stato dimostrato e nel 2016 non è ancora stato dimostrato. Cercate con Google Scholar (il google della scienza) queste parole chiave: radiofrequency and cancer and health and mobile phones and wireless. Troverete, tra il 2000 e il 2015, 6240 articoli. Non si può dire che gli scienziati siano rimasti con le mani in mano, e l’evidenza ancora non c’è. Perchè dovrei preoccuparmi io? Mi preoccupano molto più i post su facebook che spacciano questi rischi come certi, o i sindaci che fanno demagogia vietando il wireless nelle scuole. Se siano affermazioni e decisioni truthless (false) o magari ruthless (crudeli e ciniche) nel creare terrore, lo sapremo tra trent’anni.

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