Blackstar ★ David Bowie

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Da Ziggy Stardust al Duca Bianco; dal Rhitm and Blues al Glam Rock. David Robert Jones, in arte David Bowie, è colui che da un piccolo ragazzo affascinato dalla Beat Generation divenne un grande artista d’avanguardia degli anni ’70.

David+Bowie Nato a Brixton nel 1947 comincia ad avvicinarsi alla musica nel 1959, nel momento in cui gli venne  regalato il suo primo sassofono, considerato da Bowie non solo uno degli strumenti principali della  Beat Generation ma anche un simbolo di libertà. Gli anni ’60 trascorrono alla ricerca di una band che  lo aiuti a realizzare la sua idea di musica rock intesa come “ una prostituta, parodia di se stessa. Una  maschera che nasconde il messaggio”. Ma come il suo alter ego Ziggy Stardust, il ragazzo che divenne  una rock star grazie ai poteri extraterrestri, non aveva bisogno di essere sorretto durante il decollo che  lo avrebbe trasformato nel padrino del Glam Rock.

Con l’ incessante ansia di percorrere e precorrere i tempi riuscì ad avere un forte impatto sul pubblico  anche grazie al trucco pesante, i costumi colorati e il capello rosso in pieno stile proto-punk. È così che  viene ricordato durante il tour di Ziggy Stardust, uno show dalle mille meraviglie che rende  estremamente sottile il confine tra realtà e finzione scenica trasformando il rock in arte globale. Il  palco diviene protagonista di scenografie apocalittiche ricche di artificiosità, tipiche dell’estetica  decadente che renderà il personaggio di David Bowie immortale.

Come un uragano le sue imprevedibili metamorfosi non spaziarono soltanto nella musica ma si  espansero anche nel cinema, ed in modo particolare nella moda. Durante un’intervista, Andy Warhol disse che si invaghì di Bowie guardandogli le scarpe, “ un paio di carri armati di quelli che nel 1971 indossava alternandoli ai tacchi a spillo”. Con i suoi vestiti a fiori, i pantaloni di satin stretti e le indimenticabili scarpe con la piattaforma creò look futuristici e visionari, reinventandosi e giocando con l’ambiguità tipica del decadentismo effeminato di Oscar Wilde. Non a caso il singolo Rebel Rebel del 1974 divenne l’inno del movimento glam. La canzone racconta la storia di un ragazzo che si ribella a sua madre, la quale non capisce se suo figlio è una ragazza o un ragazzo perché ama indossare abiti femminili.

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Quest’ondata termina negli anni 2000 dove il ritiro dalle scene di Bowie condurrà ad una assenza della durata di dieci anni e ad un geniale ritorno nel 2013 con The Next Day.

Ora, è giunto il 2016 e l’anno non poteva cominciare meglio! Infatti, lo scorso 8 gennaio è cominciata la distribuzione del nuovo album (nelle due versioni CD ed LP) Blackstar. La stella nera sulla bibbia nera. Quella stessa stella inseguita da Bowie durante i suoi anni più profondi nei meandri delle arti magiche. Meandri tenuti nascosti e talvolta sminuiti dinanzi all’interesse dei giornalisti e accennati velatamente in molte delle sue canzoni, come Station to Station del 1976 che altro non è che un riferimento all’albero cabalistico e alle Sephiroth che lo compongono. “Here we are/one magical movement from Kether to Malkuth/There are you/you drive like a demon from station to station/….lost in my circle” (Eccoci/un solo magico movimento da Kether a Malkuth/Ci sei tu/che viaggi come un demone da stazione a stazione/….persa nel mio cerchio magico). Kether e Malkuth sono nella cabala, la Corona e il Regno, cioè il Sephirah più alto e quello più basso dell’Albero della Vita. “I was flashing no colour” (non facevo balenare alcun colore), un accenno alla pratica di viaggio astrale attraverso i piani dei 5 elementi con il sistema indù dei Tattva, sperimentato dai membri della Golden Dawn e chiamato anche colour-flashing (balenamento del colore).

La Golden Dawn rappresenta l’Alba Dorata, l’ordine magico paramassonico sviluppatosi in Inghilterra al termine del 19° secolo basato

Bowie vestito in stile egiziano come usava fare Crowley mostra con le mani il simbolismo del "come sopra così sotto"

Bowie vestito in stile egiziano come usava fare Crowley mostra con le mani il simbolismo del “come sopra così sotto”

sugli insegnamenti della cabala ebraica, del viaggio astrale e dello yoga e di cui fece parte Aleister Crowley, richiamato nel testo di Quiksand del 1971 “I’m closer to the Golden Dawn/Immersed in Crowley’s uniform of imagery” (Sono più vicino all’Alba Dorata/ Immerso nell’immaginario crowleyano).

Seppur negato o sminuito più volte, l’interesse per l’esoterismo verrà poi raccontato dalla sua prima moglie Angie e da Marianne Faithfull soprattutto in riferimento ai progetti cinematografici di Kenneth Anger, adepto del IX° grado dell’Ordo Templi Orientis americano e cofondatore della Chiesa di Satana insieme ad Anton La Vey a cui Bowie partecipò insieme a Mick Jagger. Ma non solo. Un piccolo particolare interessante risiede nella figura di Robert Beausoleil, membro della famiglia Manson ed amante del sopra citato Anger il quale interpretò, poco prima di contribuire all’eccidio di Bel Air (dove morì Sharon Tate, moglie di Polansky) il ruolo di Lucifero nel film di Anger Lucifer Rising e componendone la colonna sonora dal carcere.

Con l’ascolto di Blackstar tutte queste immagini cominciano a roteare dentro la mia mente ed unendosi vanno a dipingere un ritratto preciso di Bowie che ricorda il personaggio di Satana (Woland) nel romanzo Il Maestro e Margherita dello scrittore russo Bulgakov. E sempre più riesco ad immaginarlo seduto su un divano nella penombra di un salone, accompagnato da un grosso gatto nero, da Azazello e da Korovev. Una versione magica di Bowie, più consapevole e saggia rispetto a quella degli anni 70. Un ulteriore metamorfosi che lo inserisce nei panni di un archetipo come il Mago, il Bagatto dei tarocchi o come lo stesso Bowie si definì “un buddhista postmoderno”.

Lo stesso videoclip del singolo omonimo è un regno di simboli e rimandi. Un cortometraggio di dieci minuti diretto da Joan Renck mostra un pianeta nei cui cieli si staglia una stella nera al posto del sole fra riti iniziatici e riferimenti alla passione di Cristo ed un Bowie bendato che si muove con un fare sciamanico fra sacerdotesse ed entità immonde.

Seppur Bowie non abbia ancora rilasciato spiegazioni sul significato insito nel video, il regista ha affermato durante un’intervista: “Beh, io sono una grande fan di Crowley, lo sono sempre stato. Ho cercato di fare un film sulla sua vita, qualche anno fa, ma il progetto non è andato a buon fine. Amo Crowley per essere stato un uomo audace. Penso sia stato molto frainteso. Era un bravo ragazzo, ma è stato raffigurato come un uomo malvagio e lui non lo era. Amava l’idea di vivere in un mondo magico e ha cercato di evocare quella merda. E ovviamente non ci riuscì perché quella merda non esiste, in realtà.”

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Pentacoli, torri di guardia fanno da scenario ad un singolo che inserito all’interno del contesto generale dell’album mostra un Bowie come mai lo abbiamo ascoltato. Siamo lontani dal glam alla Marc Bolan dell’album Ziggy Stardust, dalla sperimentazione berlinese ed underground di Low e di Heroes. Con Blackstar, prodotto sempre da Tony Visconti, assistiamo all’avvento di una nuova era nel percorso di Bowie dove veniamo trasportati dal ritmo di grandi musicisti jazz quali Donny McCaslin e Ben Monder.

Il Duca Bianco c’è. Ascoltatelo.

 

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Marinda

    Ho sentito “David Bowie è morto” lunedì mattina a colazione. Avevo sentito tutta domenica pomeriggio le puntate del 7 e dell’8 gennaio di programmi radiofonici in cui si parlava di Black Star e di come fosse comunque un album innovativo molto diverso da qualsiasi cosa avesse fatto Bowie prima. Un’idea che divideva, poco rock. Ho pensato … Dicono “è morto” ma sono I soliti esagerati, questo idolo esce dopo 10 anni allo scoperto, il giorno in cui compie 69 anni e ci stupisce. La sua musica vivrà di più di chi lo critica. Dicono: Bowie è morto perchè sono più vecchi e morti di lui, ma anche Black Star dimostra che è sempre vivo, vivace e mai banale … Invece no, la morte di Bowie non era una metafora. E Black Star la sua eredità. Grazie!

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  2. Paolo Flamigni (Gigi)

    Però lo ascolteremo ancora di più.
    E in ogni caso per chi come me lo ha adorato e lo ha visto in due indimenticabili concerti, oggi è un giorno davvero triste.
    Poi al contrario di molti artisti, anche le sue ultime produzioni erano di altissimo livello e sorprendentemente avanti rispetto al presente

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    • Anselmo

      Ok, ma perché ha chiesto che le sue ceneri siano disperse a Bari? Un altro grande fan di Fantantonio, il ragazzo di Bari Vecchia?

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