Piccola storia discografica del secondo ’900 in 11 dischi notevoli… per piano solo!

2
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Questa volta l’ho fatta proprio grossa! Pensate che ho avuto la brillante idea di cimentarmi in questa impresa: scegliere solo undici (11) dischi (CD) di musica classica per pianoforte solista da dover salvare nel caso si presentasse la remota possibilità di dover preparare armi e bagagli alla volta dell’utopica isoletta sperduta! Per ovvi motivi mi sono limitato alla mia personale collezione quindi il compito mi è stato facilitato…non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se avessi avuto altre possibilità di scelta: un vero incubo, fidatevi! Alla fine, nonostante i dubbi amletici e le crisi mistiche, ce l’ho fatta…ed eccoli qua, presentati in ordine cronologico di registrazione.

01. Dinu Lipatti. The last concert (1950)

01. Dinu Lipatti. The last concert (1950)

1. Dinu Lipatti. The last concert (1950)

Besançon, 16 settembre 1950. Ultimo concerto di uno dei più geniali pianisti del XX secolo, scomparso prematuramente a causa di un tumore all’epoca incurabile. Dinu Lipatti suonò nonostante il parere contrario dei medici nei confronti di tale impresa che, dicevano, lo avrebbe indebolito ancora di più. Ascoltare questo disco è un’esperienza mistica se si pensa che di lì a poco il pianista avrebbe cessato di diffondere la sua arte, qui presente al massimo grado in ogni singolo brano inciso: da Bach a Mozart, da Schubert a Chopin.

 

02. Glenn Gould. Bach – The Goldberg variations (1955)

02. Glenn Gould. Bach – The Goldberg variations (1955)

2. Glenn Gould. Bach – The Goldberg variations (1955)

Il grande pianista canadese Glenn Gould incise svariate volte le monumentali Variazioni Goldberg per clavicembalo di Johann Sebastian Bach (due volte per la CBS e svariate volte per emittenti radiofoniche che lo colsero in rare esecuzioni live); io posseggo tre di queste esecuzioni e tra queste ho scelto quella più significativa dal punto di vista storico cioè la registrazione in studio per la Columbia del 1955, non solo perchè è il primo disco di Gould che io abbia acquistato ma anche perchè questa incisione (considerata una delle più importanti della seconda metà del secolo) ha rivoluzionato il modo successivo di concepire ed eseguire la musica di Bach. Un Glenn Gould ventiduenne, eccentrico e geniale allo stesso tempo, al suo debutto discografico: una pietra miliare della discografia classica, un disco da collezione.

03. Arturo Benedetti Michelangeli. Schumann – Carnaval, Faschingsschwank aus Wien (1957)

03. Arturo Benedetti Michelangeli. Schumann – Carnaval, Faschingsschwank aus Wien (1957)

Arturo Benedetti Michelangeli. Schumann – Carnaval, Faschingsschwank aus Wien (1957)

Presentiamo qui un altro mostro sacro: il grande pianista italiano Arturo Benedetti Michelangeli (ABM), notoriamente famoso per il piccolo repertorio presentato in pubblico (causa e conseguenza insieme del suo infinito limare ogni singolo brano alla ricerca dell’utopica perfezione). Tra le poche incisioni da lui effettuate in studio ho scelto musiche di un autore del quale non è generalmente considerato uno specialista: Schumann. La coppia carnevalesca op.9 e op.26 presentata in questo disco è lontana dall’idea interpretativa generale che l’ascoltatore esperto si fa di queste opere e l’interpretazione di ABM mi piace proprio per il carattere poetico e insieme pirotecnico che le qualifica a mio avviso tra le migliori incisioni disponibili di questi brani.

 

04. Arthur Rubinstein. Beethoven – Favourite piano sonatas (1962-63)

04. Arthur Rubinstein. Beethoven – Favourite piano sonatas (1962-63)

4. Arthur Rubinstein. Beethoven – Favourite piano sonatas (1962-63)

Arthur Rubinstein: pianista polacco, ebreo costretto a trasferirsi negli USA durante la seconda guerra mondiale per scampare alla shoah è stato uno dei più celebri e leggendari interpreti del suo connazionale Fryderyk Chopin. In questo disco lo vediamo protagonista di 4 memorabili interpretazioni delle famose sonate beethoveniane per piano solo: op.13 “Patetica”, op.27 no.2 “Chiaro di luna”, op.57 “Appassionata”, op.81a “Les adieux”. La grinta che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera (all’epoca della registrazione aveva già 75 anni) emerge pienamente anche in questa stupenda incisione.

 

 

 

05. Sviatoslav Richter. Schumann – Etudes Symphoniques, Bunte Blatter, Fantasiestucke (1971-79)

05. Sviatoslav Richter. Schumann – Etudes Symphoniques, Bunte Blatter, Fantasiestucke (1971-79)

5. Sviatoslav Richter. Schumann – Etudes Symphoniques, Bunte Blatter, Fantasiestucke (1971-79)

Qui la scelta è stata particolarmente ardua in quanto Richter è il mio pianista preferito – ed è ritenuto da molti il più grande del ’900 – ma alla fine mi sono risolto e ho scelto questa raccolta di opere schumanniane che comprende il capolavoro degli “Studi sinfonici” op.13, non solo perchè Richter è considerato tra i maggiori interpreti del compositore tedesco ma anche perchè reputo questo disco tra quelli di riferimento per le opere contenute al suo interno…fermo restando che di Richter si deve ascoltare tutto il possibile!

 

 

 

06. Maurizio Pollini. Debut recital – Strawinsky, Prokofiev, Webern, Boulez (1972-78)

06. Maurizio Pollini. Debut recital – Strawinsky, Prokofiev, Webern, Boulez (1972-78)

6. Maurizio Pollini. Debut recital – Strawinsky, Prokofiev, Webern, Boulez (1972-78)

1972-1978: anni capitali nella storia della discografia pianistica. L’etichetta discografica Deutsche Grammophon fa incidere al giovane Maurizio Pollini, vincitore del Concorso “Chopin” di Varsavia nel 1960, un repertorio novecentesco che può a buon diritto definirsi “vulcanico”. Il disco è considerato giustamente tra le pietre miliari della discografia del ’900 ed edizione di riferimento delle opere in esso contenute: Pétrouchka di Strawinsky, settima sonata di Prokofiev, variazioni op.27 di Webern e seconda sonata di Boulez. Qui il grande pianista italiano si cimenta al suo debutto discografico per questa etichetta con alcune opere considerate tra le più impegnative della letteratura, una sorta di “Everest pianistico” come ha ben scritto Christoph Schluren: da avere assolutamente!

 

07. Vladimir Ashkenazy. Rachmaninov – 24 preludes (1976)

07. Vladimir Ashkenazy. Rachmaninov – 24 preludes (1976)

7. Vladimir Ashkenazy. Rachmaninov – 24 preludes (1976)

Pianista tra i più affascinanti della sua generazione il russo Vladimir Ashkenazy, che oggi vanta anche un’importante carriera come direttore d’orchestra, è il tipico musicista onnivoro che ha inciso opere omnia di tutti i più grandi compositori nell’arco della sua carriera. Qui ho deciso di presentare un disco che mi è particolarmente caro: i 24 preludi del connazionale Rachmaninov, raccolta a cui appartengono alcuni tra i più celebri e struggenti brani scritti per il pianoforte: disco da collezione.

 

 

 

08. Krystian Zimerman. Chopin – Ballades, Fantasy op.49 (1987)

08. Krystian Zimerman. Chopin – Ballades, Fantasy op.49 (1987)

8. Krystian Zimerman. Chopin – Ballades, Fantasy op.49 (1987)

Definito da molti “il pianista perfetto” (e sicuramente uno tra i migliori in circolazione attualmente) il polacco Krystian Zimerman, vincitore del concorso “Chopin” di Varsavia nel 1975, non poteva che essere per forza di cose uno dei maggiori interpreti del suo compatriota Fryderyk Chopin. In questa registrazione, ormai divenuta celebre tra i melomani grazie anche alla versione in video, presenta il corpus delle 4 ballate e la fantasia in fa minore, considerate tra le opere più importanti del compositore polacco; superfluo aggiungere che questa è un’incisione di riferimento…ma faccio lo stesso!

 

 

09. Vladimir Ovchinikov. Liszt – Etudes d'execution Transcendante (1989)

09. Vladimir Ovchinikov. Liszt – Etudes d’execution Transcendante (1989)

9. Vladimir Ovchinikov. Liszt – Etudes d’execution Transcendante (1989)

Se quelli sentiti finora sono considerati alcuni grandi protagonisti della storia del pianismo internazionale a molti il nome di questo pianista non dirà nulla… Ma, come molti degli appassionati sanno, i paesi di cultura slava vedono nascere tanti ottimi interpreti che rimangono per svariati motivi un po’ in ombra: Ovchinikov è uno di questi, distintosi in particolare per questa straordinaria incisione degli studi trascendentali di Liszt pubblicata dalla EMI. Avrei potuto prendere in considerazione interpreti ben più blasonati (Arrau o Bolet per esempio di cui pure posseggo il disco) ma l’interpretazione viva, potente, brillante di quest’opera meravigliosa, tra le più affascinanti scritte per pianoforte, mi ha fatto risolvere a favore di questo tanto bravo quanto poco conosciuto pianista.

 

10. Ivo Pogorelich. Mozart – Piano sonatas KV283 & KV331, Fantasy KV397 (1995)

10. Ivo Pogorelich. Mozart – Piano sonatas KV283 & KV331, Fantasy KV397 (1995)

10. Ivo Pogorelich. Mozart – Piano sonatas KV283 & KV331, Fantasy KV397 (1995)

Ivo Pogorelich si può a buon diritto considerare l’enfant terrible del ’900, sulla linea tracciata dai “papà” Friedrich Gulda e Glenn Gould. Silurato al terzo round del concorso “Chopin” di Varsavia nel 1980, divenne famoso in virtù del fatto che a seguito della sua eliminazione la grande pianista Martha Argerich che parteggiava per lui abbandonò la giuria della competizione. Da allora una carriera in ascesa, contraddistinta da interpretazioni eccentriche ma senza dubbio geniali tra cui è compresa anche la presente con sonate di Mozart e la celebre fantasia in re minore. Dopo la morte della moglie (fine anni ’90) sopravvenne una crisi che è durata fino a pochi anni fa, momento in cui ha ripreso la carriera concertistica in maniera più regolare. Pogorelich si colloca senza dubbio tra i pianisti più affascinanti e interessanti della sua generazione.

 

11. Rafal Blechacz. Chopin – 24 preludes op.28 (2006)

11. Rafal Blechacz. Chopin – 24 preludes op.28 (2006)

11. Rafal Blechacz. Chopin – 24 preludes op.28 (2006)

Chiudo con quello che secondo me rappresenta una delle più grandi promesse del pianismo internazionale, uno dei giovani pianisti geniali del nuovo millennio. Vincitore del primo premio e di tutti i premi speciali al concorso “Chopin” di Varsavia del 2005, il polacco Rafal Blechacz ci regala in questa registrazione di debutto per la Deutsche Grammophon (2006) una memorabile interpretazione dei preludi di Chopin, un vero gioiello della discografia per pianoforte. Se vi volete bene…regalatevela, non ve ne pentirete!

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Laura Palmieri

    Questo articolo oltre ad essere molto ben scritto e’ anche utilissimo per fare un bel regalo a qualche amante di buona musica. Inoltre fa venir voglia di acquistare questi dischi anche a chi non ne ha mai sentito parlare.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *