Per amor vostro: per amore di Napoli e per il nostro.

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Per amor vostro (finalista alla 72 edizione del Festival del cinema di Venezia) è un film in bianco e nero incentrato sulla lotta contro l’ignavia di un’esistenza, quella di Anna, (Valeria Golino, vincitrice della Coppa Volpi per questa interpretazione) che apparentemente e sistematicamente si lascia vivere e non vive una storia fatta di quotidianità, di violenza e di famiglia che ha reso la sua visione vitale un arcano riconoscimento privo di colori e di slanci reali.locandina per amor vostroIl cinema di Giuseppe Gaudino tornato alla regia dopo vent’anni, è onirico tanto quanto realistico, in bianco e nero tanto quanto centro improvvisato di improbabili esplosioni di colori che hanno a che vedere più con forme fantasiose di contenuti incredibilmente magici che con stralci di reale quotidianità.

Anna è vittima della sua esistenza priva d’amore e colla barcollante di un groviglio familiare fatto soltanto di problemi e di delinquenza. Ella si lascia trascinare dagli accadimenti, come se non fosse niente, come se ella stessa fosse un’immensa ma intensa nullità (vuoto) a perdere, oltraggiata continuamente dalle offese del marito (Massimiliano Gallo), poco di buono, e dai tentativi miseramente approfittatori dei figli, un sordomuto e due fanciulle che non mostrano in nessuna occasione quell’affetto che farebbe comodamente da collante magico per una donna che sta cadendo a pezzi, senza darlo a vedere. Perché è proprio a causa della sua insistenza a non vedere e a non sentire la pericolosità e la cattiveria di ciò che la circonda a cominciare dal marito, passando per il fratello e per i familiari, che ella volontariamente si chiude in una gabbia, tarpandosi le ali.

Un film che a tratti sembra magico per la sequenziale assenza di colori che con la loro mancanza non fanno altro che essere sempre più presenti. Un film onirico perché fatto anche di soffuse e mai dichiarate allucinazioni, che permettono alla protagonista di evadere, di mettersi in diretto contatto con la propria coscienza e provare a volare oltre quella realtà sporca e putrida, oltre quella terra che non fa altro che farle male.

Valeria Golino incarna il film in tutta la sua interezza. Quei colori a volte smorti, altri carichi di suggestioni, quelle immagini immense che sembrano fotografie incastrate tra cielo e terra, tra mare e Vesuvio. Una Napoli che diventa il luogo unico ed univoco, perché altrove una storia simile non avrebbe senso. Per amor vostro è Napoli e Napoli è Per amor vostro, non esiste altrove, né altro luogo. Una città sbiancata e piena di ombre come serve all’occorrenza, che si colora di blu e si canta da sola i versi di canzoni del passato che diventano ballate alternate ai rumori di una storia che sa anche di popolo e di baldoria. Anna che è martire di se stessa e di ciò che la circonda, che lavora facendo la suggeritrice e che sembra risvegliarsi da quel sonno fatto di torpore e solitudine quando le attenzioni dell’attore Michele (Alessandro Giannini) si rivolgono proprio a lei che fino ad allora era apparsa una qualunque.

Pregnanti e incalzanti le scene che accompagnano i protagonisti immersi nei richiami sulfurei del Vesuvio, veri e propri attimi fotografici, dotati di suggestione e di incanto. Un film che non può essere inserito in nessun genere perché li attraversa tutti senza conquistarne realmente nessuno.

Valeria Golino, Anna di "Per amor vostro"

Valeria Golino, Anna di “Per amor vostro”

Anna diventa l’emblema di un sacrificio che la vede protagonista sin da bambina e dal quale non riesce mai più a liberarsi. Contornata da una serie di peccati, di mancanze, di oltraggi che non riesce a percepire nella loro gravità assoluta a causa della sua indole da madonna affranta, dovrà giungere lo spiraglio di un vero e nuovo lavoro e la prospettiva di un amore sincero per far sì che quel bianco e nero si trasformi in un tripudio nascente di colori in volo.

E’ tutta una questione di cielo e terra, di inferno e di paradiso. Anna vive spossata il suo dolore e se lo porta dentro come fosse la sua stessa carne, fatica a liberarsene perché è cresciuta in questo modo assurdo e meschino in un mondo fatto solo di grigio e di ineluttabilità.

Per amor vostro è un po’ tragedia e un po’ folklore, un po’ sogno e un po’ incubo, nel mezzo una realtà distorta e disastrata fatta di pezzi di vetro e di cocci taglienti che andrebbero buttati nell’abisso indiscriminato delle memorie perdenti. Certo è la femminilità di una protagonista che invoglia alla visione e all’apprezzamento di una storia che coinvolge molteplici aspetti della nostra esistenza, che abbraccia una visione particolare e diversa rispetto al cinema a cui siamo sonoramente abituati. E’ un racconto che si convalida dignitosamente come un percorso verso la salvezza ed il riscatto, verso una conquista che valica i confini dei problemi che noi tutti conosciamo e che esplodono nella nostra quotidianità, come la miseria, l’assenza dei soldi e quant’altro, mostrando un palcoscenico tuonante e plagiato dalla stessa paura del non riuscire più a vedere i colori del mondo e con essi il senso della vita. L’amore, il coraggio, la determinazione, l’affermazione di sé contro la meschinità e la violenza, in una storia dove si mescolano realismo, denuncia, melodramma e malinconia, il tutto tinteggiato con una buona dose di humor napoletano.

E’ strano Per amor vostro, a tratti persino grottesco, ma bello in quelle scene cariche di incanto, di mistico, di magia e suggestione dove l’anima umana s’incastra con quella della natura e con quegli stessi luoghi che diventano senso e sostanza di un’irrefrenabile e ormai innegabile ritorno alla vita.
Perché dopotutto, anche se Anna, Annarella, ha rinunciato a tutta nella sua vita, per amor vostro, per amore degli altri, adesso basta. Perché un basta prima o poi c’è sempre.

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