Come limitare i danni (fisici) delle conviviali natalizie

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logoL’argomento diete, cellulite, pancia piatta, linea perfetta, generalmente è appannaggio delle donne, inutile negarlo. Poco importa se lo fanno per insicurezza o per convinzione. Il sesso cosiddetto debole, in questo frangente, è realmente tale. C’è un periodo dell’anno, però, in cui nemmeno i maschietti e nemmeno quelli più disinteressati e sicuri di sé restano indifferenti all’immagine –alla loro immagine- riflessa da specchi, vetrine dei negozi e finestrini delle auto. Per essere precisi, mi riferisco al periodo che va dalle prime fiere pseudo natalizie di fine novembre a quello della festa dell’Epifania che tutte le feste si porta via. Il fatto è questo: sebbene le feste se ne vanno -per tornare comunque poco più tardi, mascherate- i chili presi restano!
bilanciaDa qui l’interrogativo esistenziale: come limitare i danni (fisici) delle conviviali natalizie? Quelli psicologici fanno parte del “viaggio”, pacchetto vita, tutto compreso, non se ne può prescindere.

In questo periodo dell’anno, dicevo, sono concentrate davvero troppe occasioni per cadere in tentazione: baldoria in ufficio, a casa e da parenti, per non contare le gozzoviglie fra amici e i party nei circoli e nella associazioni ai quali si è iscritti, magari senza averci messo piede per tutto l’anno. Chi ha figli, poi, apriti cielo: feste, festine, festicciole e recite sono all’ordine del giorno. E poi, come se non bastasse, camminando per strada –nel caso di un dribblaggio invito ben riuscito- ovunque guardi e annusi, c’è la perdizione: vin brulè, piadina con la porchetta, panino imbottito con salsiccia, cipolla, verdure e salse; ci sono i dolci del sud, quelli del nord e quelli di oltre oceano; c’è lo zucchero filato e ci sono le frittelle.

gozzoviglieCome resistere? Ce n’è per tutti, anche per quelli che una volta potevano scamparla, cioè per i celiaci, per i vegetariani, per i vegani, per i marziani e per i venusiani! Ci sono addirittura baracchette dedicate esclusivamente a cani e gatti. Nemmeno per loro c’è più scampo! Addio cara vecchia scatoletta. Anche le tradizionali crocchette sono cosa anacronistica.
Allora, come difendersi, o meglio, come difendere la propria silhouette dagli eccessi di carboidrati, acidi grassi saturi, insaturi, polinsaturi e zuccheri?
I grandi classici –riviste femminili intendo- prevedono camminate, palestra, ginnastica, intrugli discutibili prima dei pasti, passeggiata dopo i pasti, bere molta acqua, mangiare lentamente, masticare ogni singolo boccone per almeno 25 volte…
I guru puntano su motivazione, impegno, fiducia e forza di volontà.
forchetteI rimedi della nonna contemplano tisane, infusi e decotti.
Gli ipocondriaci paventano diabete, problemi cardiovascolari e ipertensione.
I bugiardi improvvisano allergie, intolleranze, malesseri e impegni.
I tirchi mangiano, è gratis! Ad ogni modo, in nessun caso –esteti, guru, nonne, ipocondriaci, bugiardi- si può sfuggire ad alcuni appuntamenti obbligatori. I legami di sangue, per esempio, in questo periodo dell’anno diventano più “ingombranti” dei braccialetti elettronici per il controllo dei detenuti agli arresti domiciliari. Devi essere rintracciabile e devi recarti nelle ore e nei giorni stabiliti dai tuoi familiari nei luoghi da loro scelti. Se non lo fai, il rischio è imprevedibile. Certo, tutto può finire con un muso storto e due giorni di silenzio. In alcuni casi, però, c’è il fantasma della diseredazione, anzi peggio, della recisione secca del tuo ramo dall’albero genealogico! I più coraggiosi possono azzardare un “no, grazie” ed evitare di mangiare, ma diciamocelo, chi possiede quella forza di volontà così forte da riuscire a rinunciare alle prelibatezze natalizie?

Tuttavia, un rimedio dal sicuro effetto liberatorio -in tutti i sensi- esiste davvero.
emoIl marito di una mia amica (si dice sempre così), per mantenere la linea, la sua linea -il che non vuol dire necessariamente pancia piatta e muscoli tonici definiti- ha optato per una soluzione decisamente originale.
Puzza di imbroglio? Forse, ma qui non si tratta di una trovata pubblicitaria: nessun viaggio premio alle Maldive, né allenamenti intensivi di corsa; nessuna tisana miracolosa o impegno professionale fuori sede necessario per l’avanzamento di carriera. La cosa, in realtà, puzza di marcio.
Ebbene sì, Norberto, infatti, ha deciso per un intervento di emorroidi. Data convenuta: 22 dicembre!
D’accordo, erano mesi che Norberto sembrava una donna dimentica del controllo sul suo ciclo mestruale, ma giorno più, giorno meno, i suoi livelli di emoglobina non sarebbero di certo scesi sotto il livello di guardia! Poteva rimandare la dearterializzazione emorroidaria –così si chiama la tecnica- a dopo l’Epifania che tutte le feste si porta via e le emorroidi vanno in scia (con un po’ di dieta, forse!). La moglie di Norberto, Clarabella è perplessa! Anche lei ci tiene alla linea, ma tiene anche a tutte le sue parti intime!
E’ indubbio, inoltre, che per ogni tipo di intervento chirurgico, ci sono dei rischi, a questo punto, nel caso specifico, mi viene da pensare calcolati: se dopo l’operazione Norberto ha una linea di alterazione, resta dentro; se ha un’ombra di sangue nelle urine, resta dentro, se la pressione scende o sale troppo, resta dentro… se, invece tutto procede come da copione -i tempi di recupero stimati sono sulle 48 ore- cosa succede? Beh, in quel caso, Norberto potrebbe almeno presenziare al cenone della Vigilia di Natale, al convivio dell’antivigilia e ai saluti per Santo Stefano, senza poter abusare di nulla, ovvio, e senza dover essere costretto a dire “no” dieci volte alla suocera prima che questa gli tolga il piatto da sotto gli occhi.

slipBeh, tutto sommato, forse la dearterializzazione emorroidaria non è una cattiva idea, anzi… parlerò con Clarabella. Norberto ne guadagnerà sicuramente in salute e benessere, mentre Clarabella avrà un marito “in linea” e potrà tornare a fare il bucato a 40°, anziché a 90° come costretta negli ultimi mesi per riuscire a togliere quelle persistenti macchie antiestetiche dagli slip di Norberto!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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