Campania. Lettera aperta a Valeria Ciarambino (M5S)

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Sono trascorsi oltre sette mesi da quando inviai una lettera a Valeria Ciarambino (capogruppo regionale), pochi giorni prima delle elezioni alle quali si presentò in qualità di candidata alla Presidenza della Regione Campania.
Alla luce dei recenti fatti riguardanti il governatore Vincenzo De Luca (PD) e il reiterarsi di reati criminali sempre più insidiosi e incontrollabili, diventa doveroso rendere pubblica quella missiva – riportata integralmente, in guisa di promemoria – integrandola con odierne note.

Bambini che giocano in strada...  [Foto: Sergio Siano]

Bambini che giocano in strada…
[Foto: Sergio Siano]

Ciao Valeria,

ti lascio, quindi, gli elenchi dei posti (di cui abbiamo cominciato a parlare sabato scorso a San Giorgio a Cremano), suddivisi in base alla loro rispettiva peculiarità ma, in fondo, legati tutti da un medesimo substrato (degrado) culturale.

I elenco. Veri e propri non-luoghi (dal neologismo non-lieu coniato da Marc Augé):

Salicelle di Afragola;
Parco Verde di Caivano;
Ponticelli;
Scampia.

Rientrano tra questi, per certi versi, tutte le periferie delle città, a partire da rioni storici quali “Traiano” e “San Giovanni a Teduccio” fino ai vari complessi di case popolari sorti dopo il terremoto dell’Ottanta.

II elenco. In questo rientrerebbero tutti i comuni sciolti per infiltrazioni mafioso-camorristiche, tra i quali spiccano alcuni per essere stati doppiamente martoriati (le zone più colpite della Terra dei fuochi):

Grazzanise;
Castel Volturno;
Casal di principe;
Casapesenna;
Giugliano;
San Cipriano d’Aversa;
Santa Maria La Fossa;
Villa Literno;
Gricigliano d’Aversa.

III elenco. Alcuni comuni, prevalentemente del vesuviano, la cui vocazione commerciale sembra connotarne anche i reati, tra i quali si riscontrano maggiormente la contraffazione e lo smaltimento illecito di scarti tessili:

San Giuseppe Vesuviano;
Ottaviano;
Terzigno;
San Gennaro Vesuviano;
Boscoreale.

Un capitolo a parte meriterebbe Pompei. Per brevità ti racconto dell’immediato trasferimento (rinuncia, nda) del vescovo Liberati, in seguito ad una sua dichiarazione: “Pompei città dai due volti. Nessuno pensa alla formazione dei giovani.” L’allarme dell’Arcivescovo Carlo Liberati.rione-conocal-ponticelli-660x375[1]

Il messaggio che, secondo me, dovresti infondere agli abitanti di questi “luoghi” è la certezza che non li lascerai soli e che ritornerai, indipendentemente dalla vittoria, a realizzare nella mente e nell’anima gli spazi socio-culturali di cui sono stati sempre deprivati; gli spazi fisici, infatti, quando non vandalizzati, vengono usati come luoghi per varie attività illecite: spaccio, prostituzione…

Fra tutti, vi è un crimine che fa rabbrividire: l’incesto, che si lega indissolubilmente alla pedofilia (nonché alla prostituzione minorile).

Dalle madri bambine delle Salicelle passiamo al giro di pedofili di Caivano (1) su cui stava indagando il magistrato Bisceglia, la cui morte (causata da un’uscita fuori strada dell’auto su cui viaggiava) fu accolta nel parco con musica e fuochi d’artificio.
Tra i “misteri” su cui si fondava l’attività di Bisceglia, vi era la morte della piccola Fortuna “Chicca” Loffredo (prima violentata e poi lanciata, presumibilmente, dal balcone) la cui madre risulta indagata perché ricopriva un ruolo di rilievo nella falsificazione della moneta a Napoli: “Napoli, sgominata la più grande gang di falsari del mondo: coinvolta la madre della piccola Fortuna Loffredo”.

fortuna-loffredo-caivano[1]La zona del nolano, anch’essa legata ai vari reati citati – seppur in diversa misura –, si distingue invece per un approccio tra i più deleteri possibili: una diffusissima maleducazione riscontrabile dai semplici schiamazzi (diurni e notturni), alla guida spericolata, alle aggressioni (2), come quella messa in atto di recente a Nola, da parte di 6/7 ragazzini che hanno quasi ridotto in fin di vita un 44enne ceco (su questo episodio stanno “indagando” i giornalisti di “Chi l’ha visto?”).
La mia percezione personale, al di là dei dati certi, è che in alcuni posti ormai viga l’unico dettame riconosciuto da molti: la legge del più forte, complice ovviamente la politica ma soprattutto la società che nel tempo è andata formandosi su queste dinamiche.
Fra i punti più critici: manca il deterrente principe del controllo da parte delle forze dell’ordine.
Questi posti oggi sembrano trasformarsi nei non-luoghi citati all’inizio, in cui i cittadini  (soprattutto i più piccoli) vengono educati a vivere nei centri commerciali che, appunto, rientrano tra i non-lieu osservati dall’antropologo ed etnologo francese.

Spero che questi dati e pensieri ti possano essere utili.

Un’ultima cosa, ma che per me è prioritaria, riguarda l’arte e la cultura in generale e che mi colpì la prima volta che ti ho sentito parlare in pubblico, per la precisione nel giugno 2013, all’incontro nel Parco pubblico di Pomigliano in cui sentii anche Luigi Di Maio, per la prima volta. In particolare mi piacque molto l’intermezzo musicale ma soprattutto la passione con cui rimarcasti che l’arte è alla base della nostra vita

Un caro saluto

Alimentare l’idea di una capillare diffusione dell’educazione, a partire dai non-luoghi suddetti, forse potrebbe apparire utopistica, ma non provarci affatto significherebbe perdere la migliore occasione mai presentatasi fino ad oggi.

Note

1. Un altro caso di pedofilia a Caivano, che si legherebbe alla morte di Fortuna Loffredo: abusi su una bambina di 3 anni da parte di una coppia.
2. Tra i casi più gravi, quello avvenuto recentemente a Nola: una giovane dottoressa in Economia  aggredita brutalmente per strada (durante il pomeriggio e in presenza di numerosi e inerti testimoni)  da un 22enne armato di ascia e bastone.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Ultimo Campano

    I risultati dell’ultima indagine condotta da “Il Sole 24Ore” (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-12-20/qualita-vita-sole-24-ore-bolzano-prima-milano-seconda-sorpresa-reggio-calabria-ultima-201038.shtml?uuid=ACDibAxB)
    sulla qualità della vita nelle province italiane – che vede Bolzano al primo posto in classifica – confermano l’urgenza di intervento per la Campania (e per l’intero Sud, agli ultimi posti…) ma, purtroppo, constato giorno dopo giorno che l’impegno politico, seppur lodevole, resta circoscritto alle battaglie burocratiche, nelle aule, negli uffici e sulle carte… di tanto in tanto si indossano tute e scarpette e si imbracciano rastrelli per scattare foto da postare su Facebook. Non alcun politico, di qualsivoglia fazione, scende per le strade seriamente, ma solo per fare brevi incontri in cui si finge di ascoltare o si ascolta solo chi la pensa allo stesso modo.

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