A morte l’evasore! Anzi no…

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Periodicamente, in Italia, torna in auge il problema dell’evasione fiscale che ammonterebbe a circa 130 miliardi (anche se altri la stimano intorno ai 200 miliardi di Euro). Negli ultimi tempi la polemica si è riaccesa in merito al pagamento con le carte di credito e l’innalzamento della soglia del contante a 3000 Euro. Alcuni sostenitori della lotta al nero (come Milena Gabanelli) hanno più volte proposto l’eliminazione del denaro fisico, in modo da rendere tracciabile tutte le transazioni e quindi azzerare l’evasione fiscale. Tutto valido, tutto giusto, salvo che tra l’ideale e il reale spesso ci sono delle trappole pericolose che potrebbero fare molti più danni rispetto a quelli attuali.
Proviamo a ipotizzare che un governo italiano, strutturato come quello odierno, riesca nell’impresa impossibile di azzerare il nero italiano. Il risultato sarebbe il più colossale trasferimento di ricchezza, dall’imprenditoria privata all’apparato pubblico, con inevitabile bancarotta economica di gran parte del Paese. Ma come è possibile un risultato del genere? Basta osservare nel dettaglio la nostra realtà:

leodic2- Una fetta dell’evasione fiscale è fatta da piccoli commercianti, liberi professionisti e PMI. Soldi che non vengono esportati all’estero, ma che rimangono in circolo in Italia. Di solito sono i classici scontrini non battuti, le fatture non fatte e altro. Fra gli evasori vi sono anche studenti che danno ripetizioni, associazioni no profit, ecc. A ben vedere, stando alla folle legislazione italiana, tutti prima o poi hanno evaso o contribuito ad evadere nella vita. Come testimoniato dall’Agenzia delle Entrate , una parte di questa evasione ha consentito a molte persone di sopravvivere di fronte a uno Stato inefficiente e corrotto fino al midollo, dove si ha una tassazione allucinante (oltre il 68% sulle imprese, fra tasse dirette e indirette), oltre che a una burocrazia infernale che ha già distrutto la vita di centinaia di migliaia di persone (Equitalia docet).
L’eliminazione di questo tipo di evasione comporterebbe la bancarotta di moltissimi di questi soggetti (quasi tutti), impossibilitati a competere in un regime del genere, con il trasferimento iniziale di questa ricchezza allo Stato italiano e, quindi, a gran parte dei parassiti presenti in esso. Il famoso mantra dei “soldi presi dell’evasione e reinvestiti in politiche sociali” è una brutale menzogna, in quanto nonostante negli ultimi anni la riscossione sia aumentata, abbiamo assistito a una diminuzione del welfare state e un impoverimento generale del nostro benessere.

- L’altra fetta dell’evasione è invece compiuta da grossi evasori, esportatori di capitali, medie e grosse imprese, facoltosi liberi professionisti, politici, banchieri, finanzieri, ecc. Costoro hanno sempre goduto di un trattamento privilegiato, grazie anche al legame con la politica e le alte sfere del potere, oltre che ad avere il patrimonio per pagare professionisti in modo da manovrare i capitali nei paradisi fiscali (si stimano oltre 21.000 miliardi di leodic3dollari…). Infatti, quando vengono scovati, spesso patteggiano per somme ridicole (le pene sono inesistenti), in quanto lo Stato non è in grado di recuperare i capitali e non si accanisce come fa Equitalia sulle piccole realtà locali. Purtroppo, in questo modo, costoro sono sempre incentivati a evadere.
A questi si aggiungono le multinazionali che, grazie a comode leggi e all’elusione fiscale, arrivano a pagare cifre ridicole, mentre il commerciante sotto casa muore strozzato dallo Stato.
Sempre nel caso di uno scenario a evasione zero, questi grandi evasori sarebbero ancora più avvantaggiati. Perchè da un parte continuerebbero ad usufruire delle esportazioni di capitale grazie all’esercito di contabili e finanzieri a propria disposizione (l’evasione nei paradisi fiscali avviene ormai attraverso triangolazioni bancarie sofisticate e società di comodo), dall’altra si ritroverebbero gran parte della piccola concorrenza ammazzata.

leodic4Quindi, con l’eliminazione del contante, l’attuale Stato Italiano finirebbe per favorire i grossi evasori e i parassiti statali, creando una micidiale saldatura fra di loro. Senza poi tenere conto del fatto che i funzionari statali avrebbero accesso alla vita privata delle persone come mai prima nella Storia, con buona pace del libertà e della privacy.

L’unico sistema per combattere l’evasione fiscale è abbassare le tasse in modo da spingere la gente automaticamente verso la legalità, migliorando l’efficienza dello stato (vedasi Danimarca), introducendo pene severissime per i grandi evasori e bombardando i paradisi fiscali, trattandoli alla stregua di stati canaglia (e più o meno lo sono, dato che in essi girano i soldi dei terroristi e delle organizzazioni criminali). Ma tranquilli, questo non succederà. Non si è mai vista una classe dirigente auto-denunciarsi e denunciare i propri amici criminali.

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