Soldi pubblici e contributi dei fedeli… io mi accontento dei salvaslip, ma con le ali!

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logoAi politici siamo abituati. Soldi pubblici per cene personali, gioielli, estetista e carrozziere sono ormai all’ordine del giorno di qualsiasi discussione che li riguardi e materia di spiritosi aneddoti insieme alle gaffe dei carabinieri. Ma i cardinali… i cardinali no! Credo –si fa per dire- che per adeguarci ai tempi saremo costretti a rivisitare i grandi classici della barzelletta. Fra i soliti protagonisti, spesso un francese, un tedesco e un russo dovremo metterci pure un prelato!
pericoloFino ad oggi, infatti, sebbene solleticati, a volte, a pensare agli “uomini di chiesa” coinvolti in qualche scandalo, beh, non avremmo certo mai immaginato di poterli beccare con le mani nella cassetta delle offerte dei fedeli. Si sa, di solito preferiscono il contatto umano! Eppure…

Nel corso degli ultimi 25 anni, parlando con amici, conoscenti, personaggi incontrati all’edicola -votiva e non- ho riflettuto spesso su cosa avrei fatto se mi fossi trovata fra le mani una grossa somma di denaro o comunque della liquidità “inesauribile”; una vincita alla lotteria, un’eredità, un assegno di divorzio, una tangente, il bottino di una refurtiva, soldi pubblici o contributi dei fedeli! La provenienza non aveva alcuna importanza, era solo un gioco; un esercizio mentale per dare spazio alla fantasia e all’immaginazione.
L’ipotesi, infatti, che potessi trovarmi in una di queste situazioni “venali” era piuttosto improbabile; non sono un habitué di sale bingo, lotto, enalotto, gratta e vinci, lotterie o pesche miracolose, né discendente di famiglia facoltosa o cristiana praticante; non sono così onesta da essere disonesta come in alcuni miei pensieri e non sono una donna “vivace”, “ambiziosa” o fatua alla “Bel-Ami”.

coppia gayOggi, però, le cose sono cambiate. Il confine fra realtà e finzione è sempre più sottile e sfocato. Mentre lotteria, eredità, assegno di divorzio e refurtive varie restano un tabù, l’apertura della Chiesa a pronunciare parole come divorziati, gay, coppie di fatto e, da ultimo, alla possibilità di accedere alle offerte dei fedeli per scopi personali, è talmente ampia da spiazzare anche le menti più flessibili e intraprendenti. A confronto, ottenere finanziamenti, contributi, agevolazioni e soldi pubblici, sempre per scopi personali, senza rispettare pedissequamente norme di legge e requisiti imprescindibili sembra addirittura una banale pratica di routine.
Stando a quanto si legge sui giornali, alle chiacchiere di palazzo e, soprattutto, al tenore di vita di politici e di semplici dipendenti… si può fare.

scontriniPer accedere alle “casse” che custodiscono i soldi pubblici, infatti, non sempre è necessario essere un giovane imprenditore con un progetto per un’attività da avviare, oppure fare parte di un’associazione culturale, sportiva o di un ente religioso -per quest’ultimo le vie del Signore sono infinite-. Non sempre è necessario essere madre single con sette figli, presentare un ISEE inferiore a… oppure il certificato medico di accertamento di un handicap. A volte, è tutto molto più semplice: basta esibire lo scontrino fiscale e il rimborso è garantito! Bisogna solamente trovare il modo per entrare a fare parte della “grande famiglia” e avere voce in “capitolo”!

Poi, è solo questione di esigenze e di priorità individuali, come emerge da voci di corridoio, articoli della stampa e… articoli vari: pneumatici da neve, tagliandi, revisioni e bollo auto; cene di San Valentino e cenoni di San Silvestro; pettini, telecomandi, seggioloni, farmaci veterinari, notti in albergo a 4 stelle… e io che mi accontenterei dei salvaslip, con le ali, naturalmente! E ancora, ci sono giocattoli, carni, salmone, prodotti caseari; lampadari, scarpe, videogames, orologi, centri wellness e sedute dal barbiere…
Che dire?! effettivamente l’aspetto è importante: l’abito non fa il monaco –assioma inconfutabile- ma barba e capelli li fa il barbiere, ed hanno un costo!

mutande verdiPer tutto il resto… mancano libri, fumetti, occhiali, articoli da golf, giardinaggio, pesca, campeggio; manca la biancheria intima (a parte un paio di mutande verdi… ), i film a luci rosse e i giocattoli erotici; mancano le spese per la governante, quelle per gli ingressi a teatro, pinacoteche, concerti, musei e quelli dello spaccio vini e liquori… insomma diciamolo: questi dipendenti pubblici, politici e politicanti, sono ancora dei bamboccioni immaturi, aggrappati alle sottane di mamma Stato. “Dipendono” ancora, in tutto e per tutto, dal “lotto” materno.
E mamma Stato che fa? Beh, da che mondo è mondo, l’amore materno supera ogni limite. La genitrice, messa ormai a nudo su rotocalchi e telegiornali -per di più senza sottana- tenta comunque di giustificare gli “orrori” dei suoi figlioli, pentendosi delle “distrazioni” eccessive e promettendo maggior “auto-controllo”!

E’ proprio vero: di mamma ce n’è una sola! Ora, però, spunta anche il papà. Papà Vaticano, infatti, reclama il suo ruolo di pater familias. Così, dopo aver assolto lo Stato per le sue “distrazioni”, compensa le mancanze provvedendo a viaggi, vestiti su misura (l’abito non fa il monaco, appunto!), tappezzeria, mobili di pregio e perché no, un sottolavello di tutto rispetto. Visto il costo esorbitante (4.600,00 euro?!) avrà proporzioni enormi e all’interno ci sarà sicuramente un sistema di contenitori indistruttibili per la raccolta differenziata: rifiuti e “riciclaggio” di ogni genere.
Che dire poi del lavello? Dimensioni e costi non sono ancora trapelati, ma siamo indulgenti. Si sa, poter lavarsi le mani è importante e questo, gli “uomini di chiesa” lo sanno molto bene.Ponzio Pilato

 

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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