Patente e libretto, prego…

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

logoMagari! Quel ritornello, stonato per definizione e conseguenza “naturale” quando per strada ci ferma un rappresentante delle Forze dell’Ordine, non c’è stato. Non c’è stato nemmeno un semplice fraseggio, un accordo o una singola nota dal momento in cui gli “uomini di legge” sono arrivati sul luogo dell’incidente.
A dirla tutta, bastava una parola, anzi meno, uno sguardo!

Questi i fatti: alcuni mesi fa, una mia cara amica è stata vittima di un incidente stradale. Fino a qua nulla di particolare. Può capitare, infatti, di essere sbalzati dal sellino dello scooter, quando chi ci precede inchioda bruscamente per leggere un sms sul telefonino, così come può capitare di avere un rapporto fisico non consensuale con la portiera dell’auto parcheggiata a lato della strada che si apre improvvisamente e può capitare pure di razzolare a terra fra mozziconi di sigarette e chewing gum masticati con chissà quale saliva, quando il tizio davanti aziona la freccia di destra e poi svolta repentinamente a sinistra.
anziana al volante
Ciò che non può capitare, invece, è il fatto che i vigili urbani intervenuti sul posto annullino tout court la chiamata agli operatori del 118 per l’invio dell’ambulanza -prontamente effettuata da qualcuno che aveva assistito all’incidente- mentre la persona ferita, sbalzata dal sellino dello scooter, sta ancora a terra. E non può capitare nemmeno che, verificata sommariamente la condizione fisica della suddetta, questi se ne vadano senza eseguire alcun rilievo, senza redigere alcun tipo di verbale e senza chiedere patente e libretto ai soggetti coinvolti nell’incidente. Nulla conta che gli agenti siano stati rassicurati dalla malcapitata, sicuramente felice di essere viva, ma ovviamente ancora sotto shock per l’accaduto.

Probabilmente, in questo caso, la mia amica ha commesso un errore: ha reagito positivamente! Con un po’ di sforzo, infatti, è riuscita ad alzarsi da terra sulle sue gambe. E sebbene pochi metri dopo abbia ceduto al fascino del marciapiede accasciandosi sul cordolo, ha mantenuto sempre una certa lucidità e fermezza. Nessun urlo straziante, bestemmia o lacrima, solo un “fatemi respirare”. Senza dubbio va considerato pure il fatto che essendo una bella ragazza, sportiva, grintosa, combattiva e in quel periodo molto abbronzata, possa aver tratto in inganno i vigili sulle sue reali condizioni fisiche. Per eccesso di indulgenza mettiamoci dentro anche l’ipotesi verosimile, anzi auspicabile, che i vigili in questione non avessero una laurea in medicina, né in scienze motorie o in infermieristica.
alfabetoMa la quinta elementare, mi domando, l’avranno pur fatta?! Un gomito che vira di 90° nel senso contrario a quello abituale, risulta quanto meno curioso anche agli occhi di un bambino. Diciamoci la verità, non serve affatto una laurea per capire la gravità di una situazione evidente, basta tenere gli occhi aperti.

In ogni caso, se dovesse sussistere un dubbio sulle forme e sulle proporzioni normali degli esseri umani, c’è sempre l’album con le figurine dei calciatori oppure il calendario della miss di turno che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sfogliato o semplicemente visto appeso in una stanza che sicuramente non è mai la nostra. Lì si vede bene come è fatto un corpo umano. Non è ammissibile un errore di valutazione così grossolano!
calendarioChe dire, poi, della sensibilità, del buon senso e della ragionevolezza? Qua il discorso si complica, anche se nessuna laurea e nessun pezzo di carta possono certificare o sostituire quella che nel dizionario della lingua italiana sta sotto la voce “umanità”.

Concludendo: la mia amica è arrivata al pronto soccorso accompagnata dalla mamma. Tutto bene; è sopravvissuta all’incidente, alla diagnosi – frattura scomposta del gomito- e, soprattutto, è sopravvissuta all’indifferenza umana. Dopo essere stata sottoposta ad un intervento chirurgico con cerchiaggio dinamico, infatti, è tornata a vivere… con qualche “trascurabile” complicanza: rigidità nei movimenti dell’arto, artrosi post-traumatica, tendenza del gomito a sub-lussarsi, dolore…
Suvvia, però, non drammatizziamo, tutto sommato poteva andare peggio. In fondo, agli occhi del mondo l’unica cosa visibile sarà una cicatrice esterna di venti centimetri!

Patente e libretto, prego…
Dal momento che nulla è stato chiesto, non resta che pregare… e che Dio ce la mandi buona!

corna
Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

Sito web

Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

Perché non lasci qualcosa di scritto?