Libri: tra passione di scrivere e presentazioni

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Decidere di scrivere un libro, il primo, è sempre e comunque una sfida. Una scommessa puntare su un esordio letterario. Un salto nel buio. Una strada a ostacoli. Un viaggio percorso con passione e determinazione.

Consapevole di camminare esclusivamente con le proprie forze e con un bagaglio di esperienze, coltivato nel tempo. E così ho iniziato da zero, senza avere certezze sul finale. Ho seguito passo dopo passo la strada. Inseguire un sogno, entusiasmarsi per ogni nuovo progetto e crederci. Mesi di impegno e lavoro per raccontare una storia. “La chiave del mistero”, un giallo dai contorni internazionali, ambientato in Piemonte, nel Monferrato, dove i protagonisti sono un gruppo di turisti provenienti da tutto il mondo, giunti nel piccolo borgo di Montiglio per la particolare “caccia al tesoro” del geocaching. Un gioco high-tech del nuovo millennio nato nel 2000 negli Stati Uniti che conta oltre sei milioni di giocatori a livello internazionale alla ricerca di scatole nascoste disseminate in tutto il pianeta.

La misteriosa scenografia della vicenda è la pieve romanica di San Lorenzo. La fase della scrittura ha dato ampio spazio alla mia creatività e fantasia. Ho visto nascere di giorno in giorno i personaggi della storia, tra le pagine del libro li ho plasmati, li ho resi vivi. Ho modellato il loro carattere, le loro professioni, spesso osservando il mondo circostante che ogni giorno ci sfiora tra l’immensa folla di una piazza, di una via delle nostre grandi città. Oppure sedendomi su una panchina a scrutare personaggi che vivono nei piccoli borghi di campagna, di montagna e di collina, con le loro abitudini e vite parallele. Ho condensato ritmi veloci e ritmi lenti. Tante storie intrecciate per una sola vicenda che doveva prendere forma attraverso le parole, le frasi, le pagine del libro. Un’infinità di destini che s’incontrano per delineare con la fantasia, una trama disegnata sulla tavolozza del mondo. Dentro un libro infiniti destini sulle strade della vita. La fase successiva alla scrittura mi ha portato a un bivio.
Due strade, una sola via da scegliere. Il percorso che ho deciso d’intraprendere è stata l’autoproduzione del mio libro per rimarcare l’indipendenza di un lavoro, costruito con sacrificio e impegno al cento per cento. Ho creato la copertina del libro, scattato e scelto la foto, impaginato il lavoro, scelto la grafica, il tipo di impaginazione e la quarta di copertina. Mi sono affidata al gruppo La Feltrinelli per la stampa del testo con il sito ilmiolibro.it che ospita la vetrina di questo mio libro. Il secondo tempo di questo lungo percorso è stato, ed è, molto più impegnativo della prima parte. Promuovere il libro alla ricerca di luoghi dove poter organizzare le presentazioni. Ambienti diversi che però possano incuriosire il pubblico e il lettore ad ascoltare la tua storia, i particolari dell’esperienza, le sfumature intense e tenui, celate tra le pagine. E attraverso il libro creare momenti di riflessione più ampia.
La presentazione nella pieve romanica dove è stata ambientata la storia.

La presentazione nella pieve romanica dove è stata ambientata la storia.

Uno spazio senza confini che raggiunge tante tematiche. Dalla storia al turismo, dal viaggio alla poesia, dalla cultura al teatro, dal cinema alle storie di vita quotidiana e fino al commento delle notizie internazionali lette sui giornali. Si viene a creare, in ogni singola presentazione, un piccolo scrigno dove per un certo lasso di tempo convivono l’autore e il pubblico. La promozione di un progetto creato per i lettori, spesso molto esigenti e critici, non è mai semplice. Quanti ostacoli e quante attese più o meno lunghe. Organizzare i dettagli, prendere i contatti, scovare i luoghi adatti. Prima si viaggia con la fantasia per scrivere e concludere l’opera e poi si viaggia in modo reale per far conoscere il tuo libro. Un settore difficile, ricco di tanti elementi, a tratti spietato con un autore al suo esordio letterario.

La presentazione nella pieve romanica dove è stata ambientata la storia.

La presentazione nella pieve romanica dove è stata ambientata la storia.

Un ambito da considerare come un’intricata matassa. Tanti nodi da sciogliere e un solo obiettivo: arrivare al cuore dei lettori ed emozionarli. Si apre un nuovo mondo tra autori, lettori e luoghi. La difficoltà sta nel riuscire a creare una sorta di sintonia. Agli autori il compito di riuscire a raccontare il libro. Rendere vive quelle pagine e attirare l’attenzione delle persone presenti. Un circuito fluido se esiste un editore che programma ogni mossa del tuo libro (presentazioni, conferenze, interviste ecc…). Molto più impegnativo e complicato se invece si sceglie la via dell’indipendenza a 360 gradi. Due mondi paralleli che convivono. In ogni caso un’esperienza positiva che arricchisce.

Un gradino in più nella lunga scala dei miei sogni.

 

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