L’anno della grande nevicata. Intervista a Gianni Lorenzi

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Da febbraio scorso, sono in contatto con Gianni Lorenzi per recensire il suo libro. Ma i miei tempi per realizzare l’intervista all’autore de “L’anno della grande nevicata” si sono così dilatati che ora, il 25 novembre, è uscita la seconda edizione della sua opera prima.
Letterato di formazione, scrittore per passione, fuori dai circuiti delle grandi case editrici, Gianni merita di essere letto ed è premiato dal passaparola.
Per questo l’Undici, dopo 11 mesi, vi invita alla lettura del libro, incuriosendovi attraverso domane e risposte all’autore.

1.L’anno della grande nevicata: è un anno preciso, come il 2012 o il 1985, o il titolo ha qualche riferimento simbolico?

Il titolo del romanzo è simbolico e, se vogliamo, deviante. Condivido quanto sostiene Umberto Eco: “un titolo deve confondere le idee, non irreggimentarle”. Quindi nessuna nevicata storica. Una grande nevicata è uno di quei fatti che può determinare l’identificazione di un anno, per cui non si dice più il 1985 o il 2012 ma ‘l’anno della grande nevicata’. In un anno succedono numerosi fatti importanti, tragici o esaltanti, ma poi si ricorda una nevicata. Questa constatazione può essere una delle chiavi di lettura del titolo e del romanzo, ma non certo l’unica.

2.Stefano Papini, il protagonista del romanzo, quanto ti somiglia?

Mi somiglia molto, anche se il romanzo non è e non vuole essere autobiografico, anche perché contiene molte parti di pura invenzione. Ho preso spunto dalle mie esperienze personali soprattutto per comodità, e anche un po’ per gioco. Chi mi conosce personalmente si accorge di questo, ma spero che il romanzo venga letto anche e soprattutto da chi non mi conosce, e quindi questo diventa un aspetto irrilevante del testo.

3.Sei nato in Svizzera ma hai studiato e vivi in Veneto. Da quanto sei in italia? C’è qualche letterato svizzero che credi andrebbe letto con più attenzione?

Sono nato in Svizzera perché i miei genitori erano emigranti. Siamo rientrati in Italia quando avevo 6 anni, quindi in realtà non ho molto a che vedere con la Svizzera, anche perché vivevamo a Lugano, e quindi, per molti aspetti era come vivere in Lombardia.

4.Hai scritto il tuo primo romanzo a 45 anni. Cosa hai fatto fino al quel momento?

Il romanzo l’ho pubblicato a 45 anni ma l’ho scritto dieci anni prima. La vicenda che mi ha portato alla pubblicazione è molto lunga e articolata e meriterebbe molto più spazio. Ho dedicato a questo argomento un libriccino che si intitola “Scrivere un best-seller” e si può acquistare su Amazon in formato ebook, dove racconto tutta la storia e affronto anche l’annosa questione degli esordienti: chi li pubblica, perché, chi li distribuisce, quanta attenzione riescono ad avare nei mezzi di comunicazione.
Naturalmente non sono uno scrittore di professione e purtroppo, o per fortuna, non svolgo una professione che abbia attinenza con la cultura. Quindi durante questi anni ho lavorato e mi sono dedicato alla famiglia e ai miei hobby: la lettura, la scrittura, la musica, la bicicletta.

5.Cosa stavi leggendo mentre facevi la prima stesura?

Anche la stesura è durata molti anni quindi non posso dire quale libro stessi leggendo. Di sicuro qualcosa di Gadda, che rileggo periodicamente. In quel periodo poi avevo appena scoperto Saramago. Forse anche Yehoshua.

6.Libri: qual è il primo romanzo che ricordi di aver letto? Quale stai leggendo, se lo stai leggendo?

Non è stato sicuramente il primo, ma certamente il primo che mi è rimasto nel cuore: Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Sto rileggendo ‘Accoppiamenti giudiziosi’ di Gadda. Ultimo libro letto per la prima volta: ‘La chimera di Vassalli’ (piuttosto deludente).

7.Autore e titolo del libro del cuore e di quello che più ha influenzato la tua scrittura

Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore. Forse è anche quello che ha influenzato la mia scrittura. Certamente Gadda è per me un punto di riferimento.

8.Sfata un luogo comune sulla Svizzera, sui Vicentini e sul marketing

Sulla Svizzera: non tutti abitano in montagna. Sui Vicentini: non mangiano i gatti. Sul marketing: non è per niente interessante.

9.Come hai scelto l’editore del tuo libro?

Non l’ho scelto io, è stato lui a scegliere me. Sono stato molto fortunato perché il mio romanzo non è il tipico libro di genere del tipo: scrittura semplice, pochi aggettivi, trama accattivante. Tutt’altro. Per cui serviva un editore illuminato che sapesse apprezzare un certo tipo di prosa e di sperimentazione. E, soprattutto, l’ironia.

10.Dove trovi ispirazione per la scrittura? Ascolti musica mentre scrivi?

L’ispirazione mi viene talvolta quando sono in giro a fare altre cose, per cui devo poi ricordarmi, appena tornato a casa, di appuntarmi l’idea per svilupparla in seguito. Quando invece mi siedo a scrivere cerco di rilassarmi e di concentrarmi e prendo spunto da qualsiasi cosa: dal vocabolario, dalla televisione, da un altro libro… Spesso mi metto a lavorare e mi rendo conto di non essere in forma, allora preferisco lasciar perdere e aspettare momenti migliori. Altre volte parto a raffica e produco fiumi di cose, che poi devo limare in un secondo momento.

11.Hai altri progetti in cantiere?

Ho un romanzo nel cassetto, cui ogni tanto aggiungo delle parti, ne tolgo altre, cambio alcune frasi. Vorrei pubblicarlo tra un po’, magari l’anno prossimo. Vedremo.

L'anno della grande nevicata
L’anno della grande nevicata

Grazie Gianni! Ed ecco le prime 11 righe del tuo romanzo.

L’anno della grande nevicata” di Gianni Lorenzi, edizioni David and Matthaus

Incipit

La serata non è molto fredda, lo testimoniano i fiocchi di neve che, occultati dal nero infinito del cielo, si manifestano a pochi metri dal suolo all’altezza delle luci dei lampioni e, dopo una lenta caduta, svaniscono toccando terra. La temperatura parrebbe aggirarsi appena sopra lo zero, pertanto non si può dire che la serata sia particolarmente fredda, per i primi di gennaio. Stando alle previsioni meteorologiche la nevicata potrebbe diventare abbondante, così come lo è stata oggi in alcune aree occidentali. La perturbazione si sta spostando verso est ed era previsto che raggiungesse la città in serata, quindi per ora la previsione è azzeccata.

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