Abbiamo fallito!

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Abbiamo fallito…”

Queste sono le due parole che avrebbero dovuto pronunciare Hollande e gli altri leader occidentali all’indomani degli attacchi a Parigi. Invece siamo stati sommersi da un secondo orrore, puramente occidentale, dopo quello perpetrato dal commando dell’Isis: la retorica inconcludente coniugata con l’isteria mass mediatica.
Quelle due parole avrebbero potuto imprimere una svolta nella lotta contro il jihadismo islamico, imponendo un dibattito su i disastri degli ultimi decenni e promuovendo soluzioni realmente efficaci contro questo conflitto trasversale. Invece siamo di nuovo al punto di partenza, come in un tragico gioco dell’oca all’insegna del terrore.

Per chi ha scarsa memoria è bene ricordare il pomposo e artificiale discorso di George Bush seguito all’attentato alle Torri gemelle del 2001, in cui si prometteva una folgorante guerra per estirpare il cancro del terrorismo, con la vittoria della libertà, della democrazia e del capitalismo. Invece sono stati condotti diversi conflitti in modo disastroso, con continui attentati terroristici e una sempre più forte limitazione delle libertà e della privacy in Occidente. Nel giro di 15 anni la “Guerra al terrorismo” ha prodotto un Califfato, varie sue leomidnov2succursali e la diffusione di cellule fanatiche in tutto il mondo musulmano e in parte anche in Europa. Un fallimento strategico di portata planetaria con precisi responsabili politici, economici e militari, sia nel mondo occidentale che nei paesi arabi. Responsabili i cui nomi diventano sempre vaghi e misteriosi nei nostri grandi mezzi di informazione, impossibilitati dal fare denunce esplicite, specialmente quando molti di essi sono letteralmente dipendenti dal potere politico ed economico attuale.
I nostri leader hanno fallito nel garantire la sicurezza dei cittadini, gli obiettivi che si erano prefissati nel 2001 e quindi la vittoria contro il fondamentalismo islamico. Tutto ciò non è stato solo il frutto di mediocrità e opportunismo economico di basso livello, ma anche del clima culturale che si respira in Europa negli ultimi anni, fra il malinconico cupio dissolvi e una mancanza di vitalità preoccupante.

Gli ultimi attentati hanno rivelato tutta la debolezza e la paura che avvolge gran parte della comunità europea, fra reazioni isteriche, ridicoli commenti guerreschi (armiamoci e partite, anzi no, partono i russi) e commoventi, ma inutili articoli sulla forza della democrazia, del leomidnov3capitalismo, ecc, ecc. Lo stesso presidente francese Hollande che parla solennemente di guerra lascia basiti (anche se quantomeno ha sdoganato una parola proibita dal politically correct imbecille e mascherata ipocritamente sotto la dicitura “missioni di pace”), osservando la sua totale mediocrità come capo guerriero. Infatti il noto scrittore Houellebecq ha espresso parole feroci ma inoppugnabili sulla classe dirigente francese, applicabili a qualsiasi leadership europea.
La verità è che l’Europa non somiglia ad una civiltà forte, ma ad un vecchio impero moribondo che si lascia intimorire da quattro jihadisti, disposti a tutto in nome del loro fanatismo. Siamo talmente svuotati di forti valori e visioni sul lungo periodo (qualcosa in cui credere…), che è quasi impossibile trovare qualcuno disposto a combattere e sacrificare la propria vita in nome del Libero Mercato, della democrazia attuale o per Renzi e Juncker. Gli sfoghi su Facebook, le frasi urlate da Salvini e le copertine di Libero, rivelano uno sbando e un terrore ad ogni livello dagli effetti grotteschi. Su questo poi ci marciano le TV con i famigerati Talk Show, autentici dispensatori di veleno, i quali sono soliti invitare ciarlatani e avvoltoi, invece che espertileomidnov4 e protagonisti in prima linea.

Fino ad ora l’Occidente ha retto grazie all’immensa eredità lasciataci dalla generazioni precedenti, fra potere economico e superiorità tecnologica. Ma la tragi-commedia decadente iniziata con gli irresponsabili Baby Boomers sta consumando in fretta il fieno in cascina. E anche dopo i fatti di Parigi si fa ancora fatica ad elaborare che il vero pericolo arriva dall’ideologia dell’estremismo islamico, più che dalle armate primitive dell’Isis, assolutamente deboli in un confronto a campo aperto contro un esercito occidentale.
Per una volta non oseremo immaginare il futuro della vecchia Europa in caso di una nuova devastante crisi economica, mentre personaggi deboli e imparruccati continuano a ballare nella nuova reggia di Versailles.

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