“Tassisti e corruzione ” – Storia rumena in salsa italiana

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Il vice presidente della Regione Lombardia doveva andare ad aprire un convegno sulla trasparenza nell’amministrazione pubblica. Non ha potuto poiché la mattina presto è stato arrestato per corruzione. Scambio di favori con un architetto che in cambio di prestazioni vinceva appalti. La corruzione in Italia è talmente radicata che persino i partiti che hanno fatto dell’anticorruzione la loro bandiera a lungo andare ne sono caduti vittima. Basti ricordare la Lega di “Roma ladrona”, o di “Padroni a casa nostra”. Non dovrò certo ricordarvi i trascorsi che annullarono il vertice, qualche anno fa, del partito. Nel furore della “corruzione padana” il motto che campeggiava sul prato di Pontida si trasformò da “Padroni a casa nostra” in “Ladroni a casa nostra”. Qualcuno mentre infuriavano le indagine su Bossi sul Trota e su altre figure d minor spicco del partito padano aveva sostituito una L alla P.Ladroni a casa nostra

Anche L’Italia dei Valori ebbe le sue beghe giudiziarie. Di Pietro venne indagato per aver favorito il figlio in Abruzzo, ma si sa i figli sono un pezzo di cuore. Ma queste faccende del leader furono poca cosa se confrontate a quello che fecero i vari Scillipoti e De Gregorio, entrambi eletti nell’Italia dei Valori. Per capire come questi personaggi fossero del tutto esterni a qualsiasi logica comune, basti ricordare che De Gregorio si lamentava che i cinque milioni che gli avevano promesso, non gli venivano versati con regolari bonifici, ma che si doveva prendere anche l’incomodo di doverseli prendere in contanti.

Italia RomaniaTutto questo mi ricorda un episodio da poco accadutomi in Romania. Ero lì per motivi di lavoro ed eravamo stati invitati a cena a Bucarest. Il ristorante si trovava un poco fuori mano e decidemmo io e i due miei colleghi che erano con me di prendere un taxi. Chiedemmo al conducente quanto ci costava e lui ci rispose 25 Lei (la moneta rumena) poco meno di 7 euro. Accettammo subito e ci facemmo accompagnare. Durante il tragitto la radio trasmetteva una canzone di Julio Iglesias in spagnolo o forse in rumeno. Il taxista cominciò a parlarci in un italiano accettabile e ci disse che le sole persone che stimava in Italia erano Gattuso e Berlusconi. Noi lo lasciavamo parlare per curiosità. Cominciò a dire che il più grosso problema della Romania era la corruzione, che tutti i politici erano corrotti che tutto andava avanti tramite la corruzione e su questo tono continuò la conversazione per l’intero tragitto. Arrivati a destinazione pagammo e scendemmo. Dopo cena per tornare all’hotel prendemmo un altro taxi. Il conducente non scambiò nessuna parola con noi, mise il tassametro e arrivati a destinazione, per un tragitto quasi uguale al precedente, ci chiese 6 Lei, meno un quarto di quanto ci aveva chiesto il primo. Alla faccia della corruzione.

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