Quelle molestie quotidiane (diario)

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Biip biip bipp …..: sono immediatamente sveglia.

No, io non sono una di quelle persone che hanno bisogno di due ore prima di poter proferire una parola di senso compiuto o di emettere anche solo un accenno di sorriso… posso citare l’intera Divina Commedia 30 secondi dopo aver aperto gli occhi. Ok, non tutta, la prima cantica… vabbè non proprio tutta la prima cantica… però i primi tre versi li so!

Nonostante questo, ogni mattino, il mio corpo sente ancora la morbidezza del letto e vuole goderne ancora per cinque minuti. Non importa a che ora io vada a letto, quando mi alzo provo sempre un desiderio, mi sento sempre come se stessi lasciando nel letto un appagato amante cui bramo tornare appena possibile… il tutto anche quando il letto è vuoto! La settimana scorsa sono andata a letto alle 19; 30 per vedere se cambiava qualcosa…. nulla!

Faccio i miei 25 addominali. Ho scoperto che anche questo non modifica di molto le condizioni della mia rotonda e morbida pancetta, ma mi piace sentirmi a posto con la coscienza. Mi vesto. Fuori è ancora caldo e le gambe sono ancora abbronzate, ho deciso di non andare in bici oggi così posso sicuramente indossare un bel vestito. Una volta ho cercato di stare in sella ad una bicicletta con un vestito: soluzione perfetta per chi si vuole sentire esposta a intemperie, commenti lascivi ed insulti e per coloro che amano la brezza di sentire la morte accanto ogni volta che una macchina li supera. Non avevo mai capito veramente perché le bici da donna fossero senza la canna in mezzo finché non mi sono fracassata in mezzo al traffico durante un tentativo di smantellamento veloce dalla bici con la gonna!

Nell’armadio vedo quell’elegante vestito rosso, mai indossato, ancora con l’etichetta. E’ perfetto e lo potrò indossare solo un altro paio di giorni prima che il freddo autunnale mi faccia rifugiare tra i maglioni e le felpe. Faccio scivolare il vestito sul mio corpo… mi sta perfetto! Mi lavo i denti, indosso le scarpe, tiro su la zip e via!

Tiro su la zip…. Sì certo…..pare facile…

Non ci vuole nulla, no?

I successivi nove minuti mi vedono rimbalzare avanti ed indietro per l’appartamento cercando di fare proprio questo.

Scopro che gli addominali non mi hanno allungato le braccia e di non avere la necessaria elasticità contorsionistica per adempiere con dignità tale compito… in realtà sono talmente frustrata che mi basterebbe adempiere al banale compito di zippare il vestito, con o senza dignità… ma non accade nulla….

Il passo successivo è prendere una stampella, cercare di ficcarla nella zip per tirarla su. Con mio sommo stupore scopro che le fantastiche iperfiche stampelle Ikea appena acquistate (in un momento di estrema maturità e serietà ho deciso che come professionista seria ematura non era giusto avere quei semplici, funzionali, metallici appendiabiti ma mi meritavo dei cosi enormi ed ipercostosi che occupano tutto lo spazio disponibile. Beata giovinezza!) non sono progettate per tirare su una zip (nota: se qualcuno decidesse di metter sul mercato un tale prodotto, farebbe miliardi!), ma solo per tenere appesi costosi abiti, di cui “ovviamente” il mio armadio è colmo.

Aspetta un attimo… soluzione geniale: posso bussare al mio dolce, simpatico, carino, aitante, gentile vicino di casa e chiedergli di zipparmi dietro…

Sono a metà corridoio, mezza nuda, quando mi sorge il dubbio che forse, ma solo forse… la dolce, simpatica, carina, bella e gentile moglie del mio vicino di casa potrebbe non apprezzare il mio grido di aiuto.

Opzione due: l’altra vicina. La dolce 80enne che mi invita continuamente alle sue riunioni serali in chiesa (ok, non sono proprio una gran festaiola – sono la prima ad ammetterlo – ma do veramente l’idea di poter apprezzare una serata geriatrica? Oddio… non sarà proprio così!?!?).

Mi giro di 165 gradi e sto per suonare il campanello quando un’immagine appare nel mio cervellino: la gentile signora e io che armeggiamo sul mio vestito e il dolce, simpatico, carino, aitante, gentile vicino di casa che esce di casa e ci trova aggrovigliate, nel bel mezzo del pianerottolo, in un abbraccio ambiguo e clandestino. DECISAMENTE NO!

A questo punto si sta facendo tardi… Con rammarico getto il vestito sul letto e indosso un paio di pantaloni (una via di mezzo tra la divisa di un pompiere ed un comodissimo pigiama… sarò sexy un altro giorno!) ed esco, finalmente, di casa.

Nota personale: TROVATI un fidanzato per zipparti il mattino!

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