Guida ai piccoli posti incontaminati d’Italia: Nerone

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Viaggi, fuitine, scappatelle e zingarate nell’Italia che ancora sa come vivere genuinamente.

C’è un posto dalle parti di Urbino a dir poco magico, dove si possono assaporare aspetti della vita lontana dal trambusto e dalla modernità. La campagna, la compagnia, gli amici, il cibo e il vino di qualità. Un posto dov’è possibile discutere di musica o di libri, incontrare gente con interessi legati al lavoro manuale, all’arte e alla cultura. Incontrare artisti di ogni tipo e personaggi che rimangono nella memoria e che hanno ancora qualcosa da dire. Un posto dove la buona musica la fa da padrone e dove la notte è viva come nelle serate stellate di anni e anni addietro.

Nerone

Nerone

Questo posto è Ca’ Mazzalino, piccola realtà nei pressi di Castelcavallino (PU). Dalla via principale di Castelcavallino, svoltando a destra dopo il campo sportivo, si entra in una strada sterrata che porta ad un casolare isolato, immerso fra le colline, quasi fosse una piccola nave in mezzo ad un mare di campi. Qui il signor Nereo Graziano Alessandro Braschi in arte Nerone organizza ogni mese, rigorosamente di sabato sera, una cena nella sua abitazione dove vive con la compagna Katrin, il figlio Leucadio e il cane Luce. Nerone è un personaggio di quelli che si incontrano poche volte nella vita, sulla sessantina e con il viso coperto senza soluzione di continuità da una folta barba e da capelli ricci che ne mettono in risalto i vivaci occhietti scuri. E’ un uomo molto legato alle tradizioni popolari dell’entroterra marchigiano e romagnolo e per questo tenta di farle rivivere nel suo casolare attraverso una rivisitazione della così detta “végia” ovvero la tipica veglia o festa contadina.

“I riferimenti (la sorgente) delle serate di Ca’ Mazzalino sono le feste e le veglie (altrove filò) contadine, i fermenti associativi dei minatori (fra Marche e Romagna) e dei braccianti (bassa Romagna, …) che hanno generato cooperative socialiste e cattoliche. Un faro resta sempre la città antica, storica; fatta di pietra e mattoni. Un altro faro è la città odierna dove vivono gli amici e i conoscenti, protagonisti delle scelte musicali e delle occasioni di Ca’ Mazzalino”.

Il termine “cena”, infatti, è riduttivo per descrivere quello che accade a Ca’ Mazzalino ma, per semplicità, durante il racconto continuerò a definirla in questo modo. La cena, appunto, non è rivolta solo agli amici intimi (certo, inevitabilmente qualche intimo amico sarà presente), ma è aperta a tutti, se prenotati, e si conclude con il concerto di un gruppo musicale chiamato per l’occasione. Nerone, infatti, vive in una vecchia casa contadina a 2 piani, di quelle che hanno ancora la stalla e la cantina, e di posto per mangiare, quindi, ce n’è per tutti. Solitamente in inverno, se il numero di persone lo consente, la cena si svolge in quella che una volta era la stalla del casolare. D’estate invece i tavoli vengono posizionati all’esterno, nel grande giardino non recintato che poi non è altro che il prato naturale su cui sorge Ca’ Mazzalino.

mapIn questo angolo incontaminato di campagna marchigiana incredibilmente isolato nello spazio e nel tempo, Nerone alleva i suoi maiali e coltiva il suo orto producendo salsicce, salami, prosciutti e verdure di altissima qualità. Suoi cavalli di battaglia sono anche il formaggio di fossa fatto in casa (novembre-dicembre) e il vino della sua fornitissima cantina. Ciò che fa di Ca’ Mazzalino un posto unico sono sicuramente i cibi prelibati ma anche e soprattutto l’atmosfera e la calorosa e incredibile accoglienza del padrone di casa che, salutandovi all’arrivo con un forte abbraccio, vi farà sentire sin dal primo momento membri della grande famiglia dei Neroniani.

Nerone, uomo di grande cultura e bucaniere dei prati, non dimentica mai un nome quando lo sente e state pur certi che si ricorderà di voi e della vostra storia quando vi rivedrà. Tornando ai cibi, oltre alla produzione propria, Nerone attinge spesso anche dalle case contadine limitrofe (qualche “vicino” partecipa solitamente alle serate portando con sé prodotti di vario genere) e dai prati che circondano Ca’ Mazzalino raccogliendo erbe di campo stagionali, quasi sempre presenti nel menù della serata. Le tante pietanze della cena vengono preparate dallo stesso Nerone, dalla sua compagna Katrin e dai sui amici-collaboratori Lucia e Sandro, colonne portanti dell’organizzazione e della vita nel casolare. Cuore pulsante della cena e della festa è appunto la cucina, adiacente alla stalla, dove avviene la creazione dei piatti, spesso serviti ai tavoli dagli stessi commensali che si prodigano aiutando nell’organizzazione e girovagando fra la cucina, la stalla e l’esterno, tipici luoghi di aggregazione della casa dove i presenti si conoscono, chiacchierano e si scambiano opinioni. La preparazione di salse, sughi, piade, crescioni, pasta e mille altre bontà culinarie fatte rigorosamente in casa costringe Nerone e i suoi aiutanti a preparare le pietanze nei giorni precedenti la festa, perché a Ca’ Mazzalino sì dà ancora valore alla creazione, ai tempi necessari a preparare un cibo di qualità, ai tempi morti e al trascorrere lento del tempo, scandito dalle stagioni e dai prodotti della vita contadina.

Lucia affetta il pane

Lucia taglia l’impasto dei passatelli in brodo

“In gennaio, ammazziamo i maiali e ne trasformiamo le carni, con un occhio preferenziale per la tradizione romagnola; rivista e adattata alla esigenze e al gusto dell’epoca attuale (salature più basse, uso del sale dolce di Cervia anche per la concia dei brani di carne, selezione rigorosa delle carni e eliminazione accurata dei nervetti; salame prodotto con carne di coscia). Il primo macellaio non è un norcino! È un professionista, un veterano del mestiere, con una esperienza di circa cinquant’anni – maturata, soprattutto, nella propria macelleria. Il detto “del maiale non si butta via niente”, non funziona più , perlomeno a Ca’ Mazzalino. Un venti per cento della carne del maiale non rientra nella preparazione dei nostri insaccati!”

Punto nevralgico e della vita contadina è appunto la casa, e quella di Nerone, con le ampie stanze arredate in maniera rustica, le stufe, i tavoli, i mobili in legno fatti a mano, le librerie ricolme di libri e le cucine con fornelli ciclopici, è proprio la tipica casa contadina di un tempo. Anche il giardino è ricolmo di opere realizzate in legno o con oggetti di viario genere assemblati l’un l’atro. Oltre all’orto, nei dintorni di casa sono disseminate piante coltivate in piccole aiuole o in vasi, come i peperoncini habanero, il basilico e molte altre piante aromatiche e spezie. Sia in estate che in inverno viene solitamente acceso un focone all’esterno delle casa, costituito da quello che sembra un vecchio serbatoio dentro al quale viene posizionata la legna da ardere. Il focone è anch’esso elemento importante e punto di aggregazione e di dibattito in tutte le serate di Ca’ Mazzalino.

Queste sono le certezze di Ca’ Mazzalino, così come è certo che la cena andrà avanti fino a tardi fra un brindisi al grido di “Viva la patacca” e qualche invettiva di Nerone sul “km zero”. Conclusa le cena, la serata in realtà è appena cominciata. Nei mesi invernali infatti la stalla viene sgomberata e la band contattata per l’occasione (che nel frattempo ha goduto della cena come tutti gli altri commensali) inizia la sua esibizione proprio dentro questo salone (d’estate invece il tutto avviene nel giardino). Si tratta di band di un certo spessore visto che Nerone, oltre che di cibi, è grande intenditore anche di musica. Stiamo parlando di gruppi provenienti sia dalle zone limitrofe sia da altre regioni italiane (raramente anche dall’estero) come gli “Eusebio Martinelli e la Gipsy Orkestar”, gli “Ottavo Richter”, i “Damen-er”, i “Siman tov” e tanti altri. Il concerto prosegue fino a tardi fra balli sfrenati e bevute, concludendosi verso le 2-3 di notte.

Mattinate neroniane

Mattinate neroniane

È chiaro, a quel punto, che i partecipanti siano stremati e un po’ brilli, probabilmente troppo per affrontare un viaggio di ritorno in macchina fra le colline dell’urbinate. Niente paura però, come avrete intuito Nerone è un perfetto padrone di casa e dà a tutti i partecipanti alla serata la possibilità di rimanere a dormire al secondo piano della sua enorme casa. In maniera a volte un po’ arrabattata a dire il vero, ma con l’ausilio di un materassino tutto è sistemato. Anche la band rimane quasi sempre a dormire e quindi non c’è niente di più facile che risvegliarsi la domenica mattina al suono di qualche nota proveniente dal giardino. Ed è proprio la domenica, forse, il momento più bello dell’avventura Neroniana. Dopo una fugace colazione (arricchita spesso da alcune torte portate dai partecipanti alla cena), Nerone è solito iniziare ad aprire i vini bianchi della sua cantina e a servire coppa, salame e formaggio in quantità ai restanti commensali ormai divenuti amici. Si procede così in chiacchiere, bevute e strimpellate fino ad ora di pranzo, preparato con gli abbondanti avanzi della sera prima, e oltre l’ora di pranzo, fino al tardo pomeriggio, quando sarà il momento di tornare alla realtà e di uscire fuori da questo luogo senza tempo. Non sarà così semplice però, perché Nerone tenterà di trattenervi fino all’ultimo offrendovi ancora un caffè o una grappa fatta in casa.

Alla fine comunque, in qualche modo, riuscirete a rimettervi in macchina e, ve lo assicuro, già sulla via del ritorno e una volta arrivati a casa vi sentirete ripuliti, leggeri e carichi per affrontare la vostra vita, con un pizzico di malinconia per quel posto dove il tempo si è fermato. Ma nessuna paura, Nerone e Ca’ Mazzalino sono sempre lì pronti ad accogliervi il prossimo mese o quando ne avrete bisogno.

Di solito a Ca’ Mazzalino ci si arriva grazie al passaparola ma da qualche anno la modernità ha fatto breccia anche qui. Se volete informarvi e prenotarvi per una serata potete quindi visitare la pagina Facebook

Un saluto a tutte le lettrici e lettori de L’Undici e come dice spesso Nerone: “Cristo regni! (nei cieli), in terra regni la patacca!”

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Chi lo ha scritto

Gugno

Nato nel 1983 a tre anni già bazzicava il mare e le scogliere davanti casa. Il mare è sempre stato il suo elemento, la pesca la sua passione. Nel marzo 2010 realizza il suo sogno e si laurea in Biologia Marina all'università di Ancona. Nonostante la crisi, grazie ad una gran botta di culo, nel dicembre 2010 riesce a trovare un lavoro da biologo marino in quel di Cattolica. Si interessa anche di politica, calcio, cucina, cinema, musica (solo alcuna). Viserbellese DOP, crede che la piccola cittadina di Viserbella, nella quale vive, sia l'ombelico del mondo.

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Epiphanius

    Salute a tutti voi! Ho scoperto il luogo in cui vive Nerone …per caso su Internet.Innanzitutto , complimenti a questo curioso, originale e direi più che raro personaggio , che vive in campagna…come una volta! Quindi, faccio ancora i complimenti a Nerone! Ma…vi chiedo una cosa, solo una cosa. Che cosa ne pensa Nerone della Chiesa , dei Sacerdoti…della vita “cristiana”? La domanda può essere posta anche in un’ altra maniera: lui (Nerone) farebbe a meno della religione cristiana (cattolica)? Visto che “Cristo deve regnare soltanto nei Cieli” e sulla Terra invece potrebbe regnare soltanto la “patacca”…mi sembra di aver capito…che della Chiesa potrebbe farne a meno!
    Grazie!
    Gradirei una risposta!
    Epiphanius
    Axis Mundi, 8 ottobre 2016

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    • Gugno

      Gentile Epiphanius, l’articolo in questione l’ho scritto io ma francamente non posso rispondere alla tua domanda. Dovresti porla direttamente a Nerone, magari andandolo a trovare in una delle sue serate…posso solo dirti che, per quello che so e che ho capito dalle chiacchiere scambiate con lui, Nerone è molto legato alle tradizioni contadine/cristiane e di conseguenza alla cristianità ma non credo proprio sia praticante. In sostanza della Chiesa credo ne faccia volentieri a meno, ma non della sua spiritualità e delle tradizioni legate, anche e in gran parte, a quel mondo. In sostanza la mia è una non-risposta perché come ho detto non lo so! è giusto che ti risponda direttamente lui! Saluti!

      Rispondi

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