C’è acqua su Marte? Forse. In ogni caso c’è Matt Damon…

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Se il traguardo della grande fantascienza è di arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima, questo risulta essere un problema per la new-entry del genere “The Martian” che sembra piantare i suoi stivali spaziali in qualche coltre di sabbia rossa calcata molto recentemente.

the martian sopravvissuto poster

Sopravvissuto – The Martian

Regia: Ridley Scott

Titolo originale: The Martian
Paese: USA
Produzione: 20th Century Fox
Genere: Fantascienza
Durata: 122 minuti

Soggetto: Andy Weir (romanzo)
Sceneggiatura: Drew Goddard

Interpreti: 
Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig, Mackenzie Davis, Kate Mara, Jeff Daniels

Consigliato a: chi ha il pollice verde, fan della Disco Music, chi ama le sfide solitarie uomo vs natura
Sconsigliato a: chi si aspetta un film drammatico e pieno di tensione, alti funzionari della Nasa, fan di David Bowie (“Starman” al posto di “Space Oddity”?)

Per Matt Damon tutto il film è un altro “Lost in Space” rivisitato, dopo la sua parte simile in “Interstellar” di Christopher Nolan. Per Ridley Scott è un altro viaggio disastroso in giro per il cosmo, dopo il suo ritorno al genere sci-fi con “Prometheus” (prequel di “Alien”). Si tratta di una nuova frontiera da esplorare, o semplicemente il remix di un disco già consumato?

La differenza da entrambe le pellicole appena menzionate è l’ambizione (inferiore) e il tono (molto, molto più leggero). “The Martian” è l’adattamento del romanzo auto-pubblicato da Andy Weir. Scott e il suo sceneggiatore, Drew Goddard ovvero il co-creatore di “Lost” e “Cabin in the Woods”, installano rapidamente una premessa funzionante: una missione umana su Marte con sei astronauti aventi il compito di riportare dei campioni di terriccio marziano. Il team va nello scompiglio quando una terribile tempesta si abbatte sui loro caschi spaziali. Uno di loro, il botanico Mark Watney (Damon), viene colpito da detriti volanti e scompare alla vista dei suoi compagni e dei radar; gli altri cinque, interpretati da Jessica Chastain, Kate Mara, Sebastian Stan, Aksel Hennie e Michael Peña, non hanno altra scelta. Interrompono la loro missione per tornare sulla Terra. “Non sono morto”, riferisce un Mark ferito dopo aver ripreso conoscenza, in una prima missiva registrata, la quale non può essere inviata alla Nasa per mancanza di mezzi di comunicazione.

Matt Damon portrays an astronaut who faces seemingly insurmountable odds as he tries to find a way to subsist on a hostile planet.

Ti senti solo…con la tua libertà…

“The Martian” accarezza la malinconia di Mark, bloccato sul pianeta rosso con qualche speranza di soccorso a molti anni di distanza, dovendo progettare un piano di sopravvivenza a lungo termine che coinvolge il piantare delle patate e fertilizzarle con le proprie feci. Ma Scott e Goddard vogliono principalmente intrattenere e divertire. Il film riesce a coinvolgere il pubblico per 122 minuti grazie anche ai monologhi freschi e irriverenti di Matt Damon. Certo, l’espressione facciale non cambia (è amico di quel monolite di Ben Affleck dopotutto) ma i suoi ammiccamenti comici nei messaggi che Mark lancia nel vuoto fanno si che lo spettatore medio non si abbiocchi in sala. Inoltre mancava una versione spaziale di MacGyver. Ma quello che fa venir voglia veramente di mangiarsi le unghie è la mancanza di un qualsiasi cattivo identificabile. Un ambiente ostile ricreato in computer grafica non ha il fascino di un buon antagonista.

The Martian - Matt Damon - Jessica Chastain

Per rimanere su Marte con Jessica Chastain c’è la fila

“The Martian” però è rafforzato dal fatto che Goddard è un dialoghista di talento. Grazie a lui, il film è tanto divertente quanto teso. Non solo ci sono molte battute assai brillanti: Goddard ha infatti “nascosto” alcuni momenti fantastici, come quello con Sean Bean, la cui performance come Boromir al Concilio di Elrond ne “Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello” ha generato il meme “One does not simply” durante una riunione con la Nasa. Questo Consiglio è riunito per discutere di un piano top secret chiamato “Project Elrond”. A dir poco geniale!

L’opera di Scott spesso assomiglia ad una riscrittura di “Apollo 13” firmata da fan molto geek per un banale progetto scolastico. Un film che a Ron Howard sarebbe riuscito decisamente meglio.

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Anselmo

    Sere, non ho capito, vale la pena o no? Perché per tutto l’articolo sembra di sì, sembra una scommessa vinta su un soggetto molto rischioso, ma l’ultima frase fa pensare all’esatto contrario. Non tanto per il riferimento al geek ed al banale progetto scolastico, quanto per la considerazione che “a Ron Howard sarebbe riuscito meglio”. Penso che nessun film, nemmeno l’orrido San Isidro Football, sarebbe venuto meglio se affidato a Ron Howard (unica eccezione: ammetto che Frost/Nixon è un buon film)

    Rispondi

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