Sorridere aiuta a vincere

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Quando si ride, il nostro corpo è positivo e pieno di energie. Si trasforma. Per questo motivo, affettuosamente si dice: “Ridi, ridi che ti passa”. La risata, grazie agli studi che sono stati fatti sui benefici che comporta a livello fisiologico, è in certi contesti praticata come metodo di cura. Una vera e propria marcia in più che si può rivelare vincente, come vedremo, anche in ambito sportivo.

Rossella Fiamingo, vincitrice il 15 luglio della medaglia d’oro nella spada ai mondiali di scherma di Mosca, al termine del suo percorso che l’ha portata a raggiungere il gradino più alto del podio, ha svelato il suo segreto: “Mi sono detta: sorridi. E ho infilzato la paura”. Un sorriso che possiamo definire vincente. Si è lasciata alle spalle tutto quello che poteva bloccarla e, in quel momento tanto bello quanto importante ha deciso di sorridere, e vincere. Un pieno di positività che l’ha colmata di energie e l’ha resa impeccabile.

Da campionessa del mondo in carica, la sfida aveva un peso ulteriore: oltre a non sfigurare occorreva essere in grado di bissare il successo dell’anno precedente, per dimostrare di essere davvero una campionessa di spessore mondiale. Lei stessa si era prefissata di fare bene: “A questo mondiale cerco prima di tutto le conferme e la continuità”.

La scalata mondiale del resto, vista la caratura delle avversarie, non è stata facile: “La mattina della finale è stata strana, mi sono svegliata tesissima: non accettavo di cedere la medaglia vinta lo scorso anno a Kazan, il mio oro, a qualcun altro, sapendo che ripetersi sfida la legge della probabilità”. Durante la gara la tensione era forte e la campionessa ha saputo estrarre la carta vincente: “Quando nel primo assalto mi sono resa conto che ero contratta, che pur partita bene rischiavo di perdere, mi sono detta: “Sorridi, goditela assalto dopo assalto” e vedevo che andava bene, perché tiravo sciolta”. Rossella dall’alto della sua esperienza, nonostante i 24 anni compiuti il giorno prima della finale, ha saputo lasciar andare, nel momento decisivo, questa tensione che la bloccava trasformandola in forza. Ha cambiato marcia e ha visto avvicinarsi sempre di più l’arrivo.

Rossella Fiamingo Primo Piano podio_MOSCAUna vittoria con un sapore diverso rispetto al successo di Kazan: “L’anno scorso ho vinto e non ho capito niente di quello che mi stava succedendo, stavolta, invece, mi sono sentita lucidissima in gara: vedevo i problemi e li affrontavo. Quando un po’ prima della fine ho capito che stavo vincendo, pur avendo paura, ho assaporato tutto: un’emozione unica”.

Una bis che non è avvenuto per caso. Il lavoro che Rossella compie in allenamento e anche in gara è maniacale. Nulla viene lasciato al caso: “Fin da quado ero piccola ogni volta che incontro un’avversaria, sia che vinca o che perda, scrivo tutto: punti deboli, punti di forza, caratteristiche. E poi studio, anche durante la gara”. Un lavoro intensivo che non lascia momenti di rilassamento. Ogni minimo particolare viene studiato ed elaborato per poter essere sempre all’altezza e per riuscire a domare le avversarie. Questa enorme attenzione sulle mosse delle sfidanti però non la trasforma in robot, anzi: “Se un tempo rischiavo di andare in confusione quando l’avversaria mi spiazzava con qualcosa di diverso, ora posso anche decidere, se non mi sento sicura, di fingere di non conoscerla e di costruire la mia scherma li per li”. Anche Rossella si lascia qualche carta scoperta per poter mantenere sempre un filo di imprevedibilità alla sua spada.
Un metodo di lavoro che può essere per certi versi discutibile, ma sicuramente è stato più che produttivo: gli ha permesso, nonostante tanto lavoro e tanti sacrifici, di portare a casa due anni di seguito la medaglia d’oro mondiale, record riuscito in passato solo all’ungherese Horvath e alla francese Flessel.

Rossella sa di essere fortunata a praticare un lavoro che gli permettere di svolgere cose che per molti sono solo sogni: “La scherma ci porta a Mosca, a Pechino, a Rio, posti nei quali le persone “normali” vanno per il viaggio della loro vita e allora cerco di non perdermi nulla”. Una ragazza di 24 anni che sa davvero il fatto suo. E’ conscia di avere delle opportunità incredibili e vuole godersele e viverle alla grande, con il suo immancabile sorriso.

Nella sua vita non esiste solo la scherma. Durante questi anni è riuscita ad ottenere il diploma in pianoforte e a portare avanti gli esami all’università di dietistica. Il pianoforte la aiuta a staccare e a rilassarsi: “Quando perdo mi rilasso suonando i Notturni di Chopin. La scherma è parte della mia vita, non tutta la mia vita. Se lo fosse ogni sconfitta metterebbe in discussione tutto e non è giusto. Voglio pensare positivo”. Nella sua vita, soprattutto ora che è giovane, non vuole dedicare tutto il tempo ad allenarsi: “Sono curiosa di vedere cosa sarò capace di fare. Non credo, come alcuni pensano, che non si sia professionisti se non ci si allena sempre due volte al giorno: non è solo questione di quantità, la qualità conta. Voglio tenermi porte aperte per il futuro: a questo servono l’università, il pianoforte e il gruppo della Forestale che mi ha permesso di arrivare sino qui”. Rossella ha le idee chiare: la sua saggezza e la sua solarità gli permetteranno di coronare i sogni, quelli che vanno aldilà dello scherma e che fanno vivere sempre e comunque con la gioia nel cuore.

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nel cd Ora nella canzone “La notte dei desideri” dice: “Ho due chiavi per la stessa porta, per aprire al coraggio e alla paura”. Credo che la storia degli ultimi mondiali di Rossella si possa sintetizzare in queste poche parole. Nella sua gara più importante è riuscita ad infilare la chiave (spada) nella serratura corretta, quella che apre al coraggio, lasciando chiusa quella che inesorabilmente l’avrebbe portata a cedere e a perdere tutto, trascinandola in un vortice pauroso. Una scelta non facile ma che ha visto ripagati tutti questi immensi sforzi.

Il sorriso, quest’arma perfetta presente in tutti gli esseri umani, se sfoderata può essere più potente di qualsiasi altra e portare a realizzare qualsiasi cosa. Rossella ha saputo esibirla nel momento topico. Un vero capolavoro. Chapeau, cara Rossella!

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