Prede difficili

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Ci sono certi libri che sono una vera tortura da finire.

Le parole ti sfuggono sulla carta come animali impauriti, tu, che con occhio critico le squadri da capo a piedi, già sbuffi. Esse potrebbero rivelarti pensieri e idee affascinanti, uniche… Se solo tu avessi pazienza. Fin dalla prima frase ti eri accorto che quel libro ti sarebbe sfuggito di mano, che tra quelle che tu chiami ora “difficili prede” e il tuo occhio famelico non c’era intesa. Tu sei impaziente, veloce, affamato! Mentre loro sono timide, e si rivelano un po’ alla volta.

Sei entrato in questa foresta incantata con un fucile da caccia in mano, e troppo poco tempo da perdere: apprezzare queste complesse creature non è nei tuoi piani. E non importano le mille sfumature delle lettere nere sul bianco della carta, tu cerchi solo un colpo sicuro, così da poter tornare presto soddisfatto nel tuo distratto, frettoloso mondo. E se la caccia si dimostra ardua – ah! le parole sono creature impaurite e il tuo accanimento arrogante le fa repentinamente fuggire – tu, scocciato, maledici il giorno in cui hai deciso di iniziare la folle corsa alla parola.

Venite letteralmente da due mondi diversi: loro vivono in una dimensione senza tempo, dove rimanere immobili per un minuto o un giorno non fa differenza; tu vivi in una società che ti impone di correre, correre e correre! Per dove? Nessuno è certo della meta, ma fermandoti sei già sulla strada dell’oblio e dell’emarginazione. Passi le giornate tra mille cose da fare, fugaci conversazioni e brevi attimi di tranquillità. La lettura è oramai un privilegio comune, ma in realtà di nessuno. Anche se riesci a ritagliarti quell’oretta di quiete dai molteplici impegni, la tua mente è talmente invasata da pensieri, che in verità non riesce mai a fermarsi sul serio. Il mondo è pieno di libri, ed è pieno di persone che fingono di leggere: infatti, per farlo ci vuole tempo, dedizione e concentrazione; serve isolarsi e scendere in un’altra dimensione, lontana da tutto e tutti…

Continui perciò a sfogliare le pagine fingendo di leggere parole che dentro la tua testa straripante non riescono ad accedere, e pensi che prima o poi la tua frustrazione finirà con l’ultima facciata. Già pensi ad altre prede, magari più facili, che ti daranno la soddisfazione di aver capito senza grandi sforzi!

Tradisci il libro col pensiero mentre ancora lo sfogli, disattento; ti senti legato ad esso come uno sposo che non sa più amare il partner e nella tua immaginazione ti figuri una moltitudine sfocata di amanti dai contorni non nitidi, perché l’importante non è chi in particolare, ma il gusto di concederti quel tradimento. Sei agitato, la tentazione di abbandonare quel libro a metà, con un segnalibro misero immerso nella carta, è fortissima. Sei sul punto di riporlo sul comodino a lasciargli prendere polvere, di uscire e dimenticarti di lui, ma… D’un tratto, senti un peso sullo stomaco. Nasce dentro di te un senso di colpa che immediatamente ti redime dai tuoi propositi codardi e ti fa tornare da quelle creature timide che, stavolta, non si nascondono più, e anzi, pare che ti scrutino con lo sguardo ferino e curioso. Proprio quando pensavi di aver perso la battuta di caccia e hai riposto l’arma, ecco che esse si sono mostrate. Finalmente puoi osservare, spogliato dell’arroganza, la loro bellezza delicata, quasi fragile .

Ma lo scambio di sguardi dura poco, esse già rifuggono nella foresta di carta. Forse per loro è durato un’eternità, invece per te è stata questione di qualche secondo. Ma tanto è bastato.

Ora che la tua mente è stranamente sgombera da tutto e assorta tra le righe nere, inizi a capire qualcosa di fondamentale: immerso in uno stato di torpore e pace, lontano dalla solita frenetica vita, ti accorgi di quanta bellezza si celi in quelle parole che non si lasciano spogliare dagli occhi di tutti, ma solo da coloro che scendono nella loro dimensione e che accettano le loro regole.

Capisci adesso quanto sia importante gustare ogni momento di silenzio, quanto sia importante fissare anche per ore la stessa frase, perché solo allora quelle complesse creature danno il meglio di sé e sprigionano non solo il valore che hanno, ma uno universale: la bellezza sta in ciò che rifugge lo sguardo arrogante di questa società caotica e frenetica; è un raro esemplare che passa la vita nascosto tra il verde muschio e i selvatici arbusti, durante una notte senza luna, aspettando che il nostro orecchio si riabitui al silenzio e che i nostri occhi tornino a vedere nell’oscurità, per mostrarsi in tutta la sua sublimità.

Con calma e un po’ impacciato, torni a leggere quel libro sfuggente, ora consapevole che non esiste tempo perso se si è alla ricerca della bellezza.

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