“Mamma” che spavento!

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Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile o potrebbe avere il telefono spento. La invitiamo a richiamare più tardi”.
Accidenti, è già tre volte che richiamo più tardi -nell’arco di dieci minuti- ma niente, non risponde. Oddio, cosa sarà successo?
Lo ammetto, sono una tipa piuttosto ansiosa e spesso esagero, come quella volta che non trovando a casa la nonna ho chiamato tutti gli ospedali della città. Lei stava bene. Era semplicemente andata al cimitero per cambiare l’acqua ai fiori sulla tomba del marito. Avrei dovuto immaginare che alle due di pomeriggio del 14 agosto un’ottuagenaria cardiopatica, diabetica e zoppa di una gamba pensa al giardinaggio, anziché al riposo! invece, stavo già organizzando le ferie per la cerimonia funebre!
fioriQuesta volta, però, è diverso e la nonna non c’entra. Lei è al sicuro. Negli ultimi tempi quel “fin che morte non vi separi” le stava stretto, così ha raggiunto il nonno sotto il vaso di fiori. Almeno una certezza!

Oggi cerco la mamma. Ma non una mamma qualsiasi, la mia mamma! Capite il tormento?
Perché non risponde? cosa sarà successo?
Vedete, mentre con gli affini di primo grado prevale la ragionevolezza e con il resto del mondo addirittura l’ottimismo, quando si tratta dei parenti, il mio pensiero deraglia: un ritardo sottende un incidente, lo scarso appetito un cancro al pancreas e il “cliente irraggiungibile”…
Comunque, tralasciando la mia psiconevrosi ossessiva, oggi l’inquietudine ha ragion d’essere: è giovedì 2 luglio e sono le 13.50. In tv danno la settemilacento… puntata di Beautiful. La soap, per lei, è come la pillola che prende per tenere sotto controllo la glicemia, necessaria!
Naturalmente è fuori discussione considerare la possibilità che il cellulare potrebbe avere la batteria scarica, così come il fatto che sia rimasto spento da ieri. Inconcepibile, poi, l’ipotesi che possa essere sul tavolo della cucina; gliel’ho detto mille volte che lì non c’è campo. E poi, stiamo parlando della mamma, mica della suocera. Essere ragionevoli è un’utopia.
Fra l’altro è impossibile che sia andata al cimitero per la faccenda dei fiori. La mamma ama i fiori e il giardinaggio, ma ha un rapporto conflittuale con la morte; pur sapendo che prima o poi dovrà affrontarla, tende a rimandare come fa con l’appuntamento dal dentista. Beh, almeno è coerente, il dentista è pur sempre un medico; i medici hanno a che fare con la salute, la salute con la malattia e la malattia con la morte… non fa una piega.
Dunque, dove sarà?

no ansiaNon posso certo pensare che abbia davvero scordato di mettere in carica il telefono, tenderei a vedere i primi pericolosissimi segnali del morbo di Alzheimer. Per lo stesso motivo non posso pensare che abbia scordato di accenderlo o l’abbia dimenticato sul tavolo della cucina.
D’altronde, però, queste sono le uniche possibilità sensate che mi vengono in mente, anche se la tentazione di cedere all’ansia è forte: rapina finita male, malore improvviso e attentato, tanto per citare alcuni esempi. Purtroppo non serve essere ambasciatori o ministri per essere considerati obiettivi sensibili anzi, lo strazio dell’uomo qualunque sortisce maggior effetto e sebbene mia mamma sia una donna –per di più settuagenaria- il discorso non cambia.
Uff, mi sembra di impazzire, dove sarà?
vitalitàCerto, la mia mamma è una donna dinamica, effervescente e con mille impegni in agenda: oggi Tai Chi, domani coro, poi c’è l’informatica, le costellazioni familiari, il benessere a tavola, la chitarra, cinema, teatro… potrebbe essere ovunque. Ma stiamo pur sempre parlando del primo pomeriggio di un 2 luglio. I corsi all’Università della Libera Età sono finiti e cinema e teatro sono chiusi.
Tra l’altro, questa volta anche mio marito alimenta l’angoscia che emano come fossi un bastoncino d’incenso. Di norma, lui è quello che smorza il mio delirio. Oggi, però sembra essere molto agitato. A dir la verità, il suo è più fastidio che preoccupazione. D’altronde c’è un precedente spiacevole che ha segnato il rapporto genero-suocera.

Quando siamo venuti a stare nella casa in cui viviamo, infatti, mia mamma si era offerta di prendersi cura di un fazzoletto del giardino. Su richiesta esplicita di mio marito, avrebbe dovuto coltivare solamente “piante utili” come le chiama lui, ovvero salvia, maggiorana, basilico, rosmarino, limone, timo, ginepro, ruta… invece, in quel fazzoletto imperano un oleandro e un lillà accompagnati da una serie di arbusti e cespugli assolutamente inutili. Così la suocera è stata declassata da giardiniera a sguattera da cortile.
Mio marito ha rinunciato alle grigliate con le erbe del giardino e alle grappe fatte in casa, mentre mia mamma ha rinunciato alla sua autonomia come giardiniera e ora si presta a fare le disinfestazioni e le pulizie del terreno. Il giovedì pomeriggio, per l’appunto, è dedicato proprio a questo. Il fatto è che se la suocera non si fa viva (brr!) spetta a mio marito raccattare fogliame e sterco di gatto! Da qui il suo comprensibile fastidio.

Dove sarà? Per tranquillizzarmi accendo la tv e guardo Beautiful. Funziona! Per un po’ vengo narcotizzata dagli intrecci morbosi della soap. Quando finisce, però, ripiombo nel pessimismo più cupo. Lo sportello di Forum non ha lo stesso effetto.
Alle 18.00, finalmente squilla il telefono. Il display dice mamma, ma la voce è quella di papà:
-in ascolto.
-ehi papino, dico simulando indifferenza.
-ho visto che hai chiamato.
-sì, cercavo mamma.
-è in bagno, aspetta un attimo, ora te la passo.
Fine dell’incubo, anche questa volta! Tragedia scongiurata.
-ciao tesoro, dimmi tutto.
-mammina, dov’eri?
-con quelli di burraco.
carteAccidenti mi ero scordata del burraco. Da un paio d’anni, infatti, la mamma segue corsi di burraco e ultimamente partecipa a veri e propri tornei. L’avevo seguita dal torneo a casa di Loredana, a quello organizzato al Circolo fino al Palio dei Rioni. Ingenuamente pensavo che quello fosse il massimo traguardo per un giocatore amatoriale di burraco, ma sbagliavo.
-sai tesoro, siamo andati al casinò. Torneo e cena tutto compreso nel prezzo. Ho mangiato calamari fritti con le patatine e una fetta di torta alle mele;
-mamma, potevi avvertirmi, oggi è giovedì… ti aspettavamo a casa;
-su dai, non fa_re la soli_ta tragedia gre _ca… pronto, teso_ro…
-mamma? ci sei?
-pronto, mi sen_ti?
-mammaaa?
-mi sa che ho dim-ent-ica-to di mettere in ca-r-ica il tel-efo…
“Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile o potrebbe avere il telefono spento. La invitiamo a richiamare più tardi”.

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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