Lituania: il basket è vita

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Freddo, vento, pioggia: un clima certamente non dei migliori in Lituania (nazione con poco più di tre milioni di abitanti), dove anche in estate le temperature non superano i 20° ed il sole è tiepido. C’è qualcos’altro, nella vita della popolazione lituana che li scalda, o che per lo meno li distoglie da questo clima rigido: il basket. In Lituania, il basket è sport nazionale. Lo si capisce da come i tifosi (davvero di tutte le età, dai ventenni ai sessantenni) hanno invaso le strade di Lilla e dintorni durante gli Europei in Francia. Contro la Serbia in semifinale i lituani erano almeno 5mila. Tanto entusiasmo, tanta vitalità per uno sport che riesce ad appassionare davvero tutti.

Semifinale dei campionati. Lituania-Serbia.

Semifinale dei campionati. Lituania-Serbia.

Dopo aver chiuso il girone da prima classificata, con 4 vittorie su 5 partite, nella seconda fase ha sconfitto prima la Georgia (85-81), la nostra nazionale italiana (95-85) e in semifinale la Serbia di Sasa Djordjevic per 67-64. In finale, disputata il 20 settembre, i lituani sono crollati davanti alla solidità e caratura della nazionale spagnola (Paul Gasol su tutti, Mvp della manifestazione) che ha dominato e vinto per 80-63. Certamente un risultato non sperato dai lituani; ma lo sport si sa non perdona. Nonostante tutto, la presenza in finale della squadra di Jonas Kazlauskas, storico coach 60enne (negli Anni 90 ha vinto parecchio: cinque titoli nazionali con lo Zalgiris Kaunas oltre a Eurolega e Eurocoppa), non rappresenta una sorpresa. I lituani nelle manifestazioni che contano non “steccano” mai. Questione di mentalità, sicuramente. Al Mondiale in Spagna dello scorso anno i “verdi” arrivarono quarti e all’Europeo in Slovenia nel 2013 secondi. Insomma, non vinceranno tantissimo (l’ultimo trofeo è l’Europeo 2003, battendo in finale proprio la Spagna), ma si trovano quasi sempre a giocare per qualcosa di importante. Ciò è la dimostrazione di come il lavoro che stanno svolgendo da anni merita un plauso: tanta qualità e tanti meriti.

Una squadra arrivata ad un passo dalla vittoria.

Una squadra arrivata ad un passo dalla vittoria.

Una squadra quella lituana dove è in atto un cambio generazionale e che ha in Jonas Valanciunas 23enne, il punto di riferimento, la stella, il diamante che macina chilometri di qualità. È il più amato, il più ricercato dal pubblico, dai tifosi e dai media. Oltre a lui, sugli scudi anche Jonas Maciulis, guardia/ala piccola di 30 anni molto forte e l’ala tuttofare Mindaugas Kuzminskas 25enne, doppio 13 nei punti contro Italia e Serbia: segna, difende, prende rimbalzi, una sicurezza con la palla in mano. “La Spagna ha Gasol, ma anche tanti altri giocatori forti – racconta il biondo che gioca a Malaga -. Siamo in finale e siamo davvero felici. Vogliamo dimostrare che non siamo arrivati qui per caso”. Grande determinazione e voglia di stupire, come sempre. Non è riuscita l’impresa ai giovani di Kazlauskas ma si può dire che hanno dato tutto: nonostante una prima fase poco brillante con gare sofferte sin dalla prima con la Lettonia, i giallo-verdi sono stati bravi a sfiancare gli avversari in difesa e a far rendere al massimo, nei momenti che contavano, le loro stelle.

I tifosi speravano, dopo i tanti chilometri fatti per seguire i loro beniamini, di vedere i colori lituani in cielo per poter tornare a casa con una gioia ancora più grande. Hanno potuto vederli in finale e direi che non è poca cosa. Forse, può consolarli vedere due giocatori lituani nel quintetto ideale della manifestazione: Rodriguez (Spagna), De Colo (Francia), Maciulis (Lituania), Valanciunas (Lituania) e Gasol (Spagna). Una magra consolazione ma certamente una bella notizia che può renderli comunque sia orgogliosi delle loro origini.

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