Un bersaglio statico

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Lavorando in un ufficio dove ci sono persone di 20 nazionalità diverse, è come se viaggiassi un po’ tutti i giorni. Mi ha sempre affascinato tanto la tematica viaggio, non per la scoperta di nuovi posti, ma soprattutto per il movimento che esso genera. Tutto si muove, nulla è statico e se rimani troppo nello stesso posto, radichi abitudini che diventano consuetudini, che divengono routine, e poi noia. La sicurezza, il conformismo, il tradizionalismo, i nostri bisogni, ci danno serenità effimera, statica…Diventare un bersaglio statico di pensieri e persone, mi fa paura.

Ravenna, Basilica di San Vitale

Ravenna, Basilica di San Vitale

Adoro gli atlanti, le cartine geografiche, le mappe. Come il vecchio atlante geografico di mio nonno, nel quale i confini territoriali reduci dalle guerre mondiali erano tracciati diversamente da come sono ora, o come le mappe delle cartiere di Amalfi, oggetti di arte stupenda. Per non parlare delle guide Lonely Planet che considero, oltre a un vero oggetto di arredamento,  immancabili compagne  di viaggio, vere e proprie bussole. I francesi adorano le Guide Routard, io preferisco le guide Lonely Planet.

Per chi ha fatto il backpacker almeno una volta nella vita, sa che la parte più interessante del viaggio sono le persone che incontri, soprattutto se viaggi da solo/a. Conoscere altri viaggiatori, spendere insieme a loro, qualche ora o tratti di viaggio, è stupendo.

Mi ricordo ancora quando io e Vale, in un paesino sperduto della Thailandia, incontrammo due ragazzi canadesi che, come noi,  si erano persi. Oppure penso alla mia compagna di viaggio coreana che aveva abbandonato il lavoro per riscoprire se stessa. In viaggio in Australia, poi,  conobbi un ragazzo che si portava appresso la cartina dell’intero paese e che in meno di due anni aveva attraversato tutta l’Oceania. Sono i backpacker con i quali condividi i giorni, i backpacker con i quali scambi qualche parola al ristorante, in metropolitana, in ostello o in albergo.

Buonaventura, foce del Lamone.

Buonaventura, foce del Lamone.

Poi ci sono i viaggi fatti in particolari momenti della vita. Quei viaggi che ti colgono di sorpresa, che ti mettono in discussione, che ti cambiano. Non tutti i viaggi sono così e certo nessuna vacanza. Succede qualche volta nella vita di ognuno di noi, che il viaggio diventa la scusa per mettersi in discussione, il viaggio che riesce a farti vedere le cose da un’altra prospettiva e ti aiuta a cambiare. Muoversi, spostarsi, viaggiare. Il viaggio con se stessi, il viaggio in “solitario”, i momenti di solitudine o quelli di condivisione, sono i momenti dei miei viaggi che ho apprezzato di più.

Sono affascinanti le stazioni e gli aeroporti, punti di scambio, di arrivo e partenze. Posti in cui si socializza, un po’ malinconici negli addii, ma posti che sanno di movimento, posti che portano sempre un energia particolare.

Ravenna, le valli.

Ravenna, le valli.

Non l’avrei mai detto, ma il viaggio più bello è quello del ritorno alle origini, la casa dove sei nata, la città in cui sei cresciuta. Ritornare nei posti e vederli cambiati, ti trasmette il peso del tempo. Ci sono posti a Ravenna che sanno di tradizioni regionali e preservazione. I pastifici e le piadinerie, la Ca’ de Ven, il ritrovo invernale per eccellenza o i bar di paese in cui senti parlare in dialetto romagnolo. Le strade nascoste e gli angoli della città che consideri tuoi, sono quelli in cui ti riconosci. Ma anche la pineta di Marina di Ravenna, il faro, i posti magici come  il bagno Donna Rosa, la Casina Pontormo e Buona Ventura, le botteghe degli artigiani ravennati che sono diventate esemplari in estinzione. Ravenna e i ravennati con il loro fare da bizantini, Ravenna e le sue contraddizioni, Ravenna e i suoi mosaici.

Penso che il ritorno sia sempre ricco, puoi viaggiare, scoprire nuovi posti, ma forse lo dico con un fare nostalgico, il ritorno alle origini ha un altro sapore e di conseguenza diventa il viaggio più bello.

 

 

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Chi lo ha scritto

Freida F.

Movimento, questo è quello che mi caratterizza più di tutto, nei viaggi, nella quotidianità, nei rapporti. Vivo in Lussemburgo, sono giurista, la professione mi detta regole serrate che molto spesso nella vita privata amo infrangere. Amo delle arti la fotografia in assoluto, i libri, i giornali. Adoro la carta nuova dei libri, il caffè alla mattina con il giornale vicino, la musica in ogni sua espressione.

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