L’immaginario viaggio di una scelta

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Poniamo di avere il potere di rallentare di mille volte il fluire del tempo dell’attimo immediatamente precedente l’atto del compimento di un sopruso, di un torto, di un’offesa, ovvero di un evento miratamente compiuto da un’entità umana senziente allo scopo di disequilbrare dannosamente l’altrui armonia; del momento prima che venga rivolta un’accusa, premuto un grilletto, scagliata una pietra, apposta una firma, sferrato un pugno, premuto un pulsante, negato uno sguardo, pronunciata una parola, omessa un’azione…
Immaginiamo che durante questo intervallo temporale iper dilatato possa avvenire un miracoloso dialogo tra chi sta subendo un’offesa e il proprio offensore, astraendosi entrambi dalla realtà concreta e viaggiando per un ipermondo spirituale in cui comunicare essenzialmente, ognuno ivi rappresentante non unicamente sé stesso bensì l’intera dinamica semisfera nella quale attraverso l’incontro effettuale delle istantanee superfici di contatto si proiettino le potenziali direzioni dei reciproci destini.

“Ehi tu, mi rivolgo a te, guardami negli occhi! Perché tanta barbarie, perché tanta furia, perché tanta cattiveria?! Fermati, risparmiami, sei ancora in tempo!”

“Ehi tu, mi rivolgo a te. Guardami negli occhi e rispondi sinceramente ad una sola domanda: tu, al mio posto, cosa faresti?
Al posto mio, dentro il mio corpo, con le mie motivazioni nella testa, la mia storia di vita negli occhi, la mia famiglia nel sangue, vigliacchi ordini da rispettare, il mio grado di consapevolezza; con la mia rabbia, la mia cecità, la mia impotenza, i miei precetti, la mia noia, il mio senso del dovere, la mia tristezza, i miei obbiettivi, la mia frustrazione, i miei dubbi, tu, cosa faresti?
Mentre tutto ora lentamente tende al limite del suo naturale compimento, mentre tutte le proiezioni convergono verso un punto comune sempre più ristretto, ora che il futuro è a un passo dall’essere scritto, tu cosa faresti?
Decideresti, tu, all’improvviso, in questi ultimi pochi incerti attimi, di compiere un atto originale di sconvolgente discontinuità?
Ci riusciresti?
Avresti la forza di spirito di scardinare il ferreo meccanismo, l’audacia d’animo di abbandonare il noto sentiero, la follia concettuale di scombinare le carte in tavola, il freddo convincimento di pensare con la tua testa, l’ardire sentimentale di intervenire sulle tue emozioni, la concentrazione spirituale di avvertire compassionevolmente la coscienza dell’altro all’interno della pervasiva empatia del cosmo, la coscienza filosofica di riconoscere il valore della vita discernendolo dal grave peso della morte, il coraggio mentale di affrontare responsabilmente le conseguenze di un folle gesto di ribelle disobbedienza?
Lo faresti?
Oppure lasceresti così come tutto è e dovrà divenire, fluire l’energia, compirsi il fato, aumentare l’entropia, realizzarsi il vicendevole karma…?
Adesso, qui ed ora, mentre questo momento è ad un soffio dal raggiungimento della sua naturale conclusione, avresti l’ardire di creare dal nulla una diversa ed inedita direzione nella quale piegare gli eventi, anteponendo il tuo arbitrio umano come illogico baluardo al lucido compiersi del destino?
Pensaci, hai un solo lungo attimo a disposizione, e poi dammi la tua risposta. Sappiamo entrambi che qui tutto è chiaro e tutto è svelato, non è certamente possibile mentire.
Ora tu sei me ed io sono te.”
“Io sono te…? Ma… io ero io, e tu eri tu, tu stavi facendomi del male e io ne stavo subendo le conseguenze…
Però, ecco, qui, voltandomi intorno lo vedo, lì, nel passato e lo sento, là, nel futuro, i nostri contorni si sciolgono, le nostre essenze si rimescolano, le nostre individualità si confondono, anche adesso…”
“Sì, qui ed ora tu sei me; sei stato me in passato e potenzialmente lo sarai ancora in futuro. Così come io sono stato e potrò essere te.
Hai deciso, potrai decidere, ed anche adesso dovrai. Forse, col senno di poi, penserai di aver sbagliato, ma puoi nuovamente sempre scegliere.
Quello che viene di solito immaginato come un piatto bivio è in realtà un insieme dimensionalmente molto più vasto di direzioni non tracciate, le scelte di ogni nostro attimo influenzano quelle future nostre ed altrui, continuamente, incessantemente.
E ogni scelta ha la sua importanza; l’illusoria invenzione del potere, la concessione di maggiori conseguenze pratiche attribuita alle scelte di pochi, si muove comunque per il vastissimo mare delle possibilità generato dalle illimitate permutazioni delle scelte di molti, tanto più agilmente quanto meno queste sono prese con reale, imprevedibile libertà.
Sei ora dunque coscientemente artefice del tuo futuro. Dunque, cosa decidi di fare?
“… … …”
“Sento che nel silenzio la decisione è stata presa. L’ ultimo attimo è ad un istante dalla sua conclusione.
Tutto questo è ciò che accade ogni momento, ovunque. Ogni evento umano è frutto di una scelta su come impiegare l’energia che si prende in prestito, spesso compiuta inconsciamente o nascosta nell’indifferenza, più raramente attuata sotto i raggi del lume della coscienza.
La coscienza vitale che emerge dalla complessità materiale è divinamente in grado di manipolare l’energia, di addomesticare o persino sconvolgere le leggi della Natura, liberatasi dal mero meccanicismo genetico compie le proprie scelte sulla irrefrenabile spinta della propria carica esistenziale e della propria volontà.
Ecco, ci siamo. Al termine di questo pensiero ripiomberemo all’interno del confine nei nostri corpi e faremo esperienza reale degli effetti delle nostre singole e collettive scelte.
Qualunque cosa accadrà, noi ci incontreremo, qui.”

Allora, cosa faresti?

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Francesca

    Mi hai fatto ricordare la famosa canzone di De Andrè, quando il soldato anzichè sparare al suo nemico si sofferma un attimo a pensare alle conseguenze del suo gesto: “E mentre gli usi questa premura, quello si volta, ti vede e ha paura..”. Chiaro, Faber con la “Guerra di Piero” vuole per l’appunto denunciarne l’assurdità delle condotte -un uomo che spara ad un altro uomo solo perchè ha la divisa di un altro colore – ma a ben guardare qualcosa di simile accade anche oggi. Le lotte verbali sono all’ordine del giorno, le provocazioni colpiscono volentieri le differenze di opinione, razza, genere. Si “spara” sul presupposto di prevalere poichè minacciati, e ogni arma diventa lecita proprio come in guerra. Trattenersi, soffermarsi a pensare diventa un atto di debolezza, sembra che la gente sia troppo impegnata a difendersi per farsi domande. Naturalmente penso che tutto questo sia assurdo e contribuisca al clima d’odio che in molti ammettono di respirare, me compresa. Tutto questo per dirti che sono d’accordo con te, oggi ancora di più. Perchè ciò che suggerisci oltre a rispondere a buonsenso, è tanto difficile quanto necessario. Non credo in realtà che esista sistema migliore per cambiare direzione se non quello di fermarsi a riflettere. Grazie.

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  2. Valentina Tata Basile

    Adesso, qui ed ora, mentre questo momento è ad un soffio dal raggiungimento della sua naturale conclusione, proverei con umiltà e profondo coraggio a creare dal nulla una diversa ed inedita direzione, cercherei di piegare gli eventi affinché il mio arbitrio possa essere libero davvero. E così, contro quel beffardo del destino, qui e ora, ti abbraccerei.

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