Jake Gyllenhaal: tra boxe e paternità in SOUTHPAW-L’ULTIMA SFIDA

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locandina southpawIn Southpaw – L’ultima sfida, il regista Antoine Fuqua racconta una storia di rivalsa e redenzione, il percorso di un pugile, ma anche di un padre, che si trova improvvisamente gettato dall’altare alla polvere e dovrà ripartire da zero, con l’obiettivo di tornare a combattere e vincere sia sul ring che nella vita.

A interpretare Billy “The Great” Hope, è un grandissimo Jake Gyllenhaal, che riveste il ruolo di un pugile dallo stile aggressivo e brutale che dopo un’infanzia difficile, diventa campione mondiale in carica dei pesi massimi leggeri.

Ha una bellissima moglie, Maureen (Rachel McAdams), conosciuta sin da piccola in orfanotrofio, una figlia che lo adora e una villa da milionario.

E’ proprio Maureen l’unica a percepire la precarietà del successo di Billy; i suoi combattimenti sono sempre più violenti e bestiali, derive di una vita passata tra carceri minorili e ingiustizie, espressione sublimata di una rabbia che sul ring diventa funzionale, ma fuori non si riesce a gestire, scatta a ogni piccola provocazione e diventa un punto debole.

Prima che Maureen riesca a convincere il marito a ritirarsi, un alterco con il rivale storico di Billy, Miguel Escobar (Miguel Gomez), degenera proprio a causa della sua irascibilità e si trasforma in tragedia. Da questo momento comincia il percorso di redenzione di Billy che, persa ogni cosa, dovrà ricominciare dalla base e riconquistare non solo il titolo, ma anche l’affetto di sua figlia e il rispetto verso se stesso.SOUTHPAW

Tutti convincenti gli interpreti del film, a partire da Jake Gyllenhaal, che per interpretare questo ruolo ha subito una massiccia trasformazione fisica, sottoponendosi a 5 mesi di training intensivo, consistente in due sessioni giornaliere di mille flessioni ciascuna, corse quotidiane di oltre 5 miglia e un allenamento pugilistico durissimo.

Il risultato è un Gyllenhaal credibile e non solo per la definizione fisica, ma per il modo di camminare, parlare e muoversi fuori e dentro il ring. Una grande prova d’attore che trascina e coinvolge anche i suoi co-protagonisti: Rachel Mc Adams fantastica come moglie tutta tacchi e unghie lunghe, sexi e amorevole, ma dura e “da combattimento” più di tutti gli uomini del film, Forest Whitaker nel ruolo dell’allenatore dei bassifondi Tick Willis e il famoso rapper 50Cent nel ruolo del manager senza scrupoli di Billy.

Purtroppo non c’è originalità nella trama del film: la storia del pugile alla riscossa è stata già più volte trattata e anche con maggior intensità di sceneggiatura e regia.

Inizialmente la sceneggiatura, affidata a Kurt Sutter di Sons of Anarchy, doveva essere una sorta di sequel di 8 Mile e prevedeva Eminem come protagonista, in una storia autobiografica su un uomo che è continuamente in lotta con il mondo e se stesso.

Una volta decaduto questo progetto (Eminem è rimasto presente solo nella colonna sonora del film) Southpaw si è trasformato in un più generico racconto di riscatto di un pugile sul ring. Inoltre l’inserimento di elementi sentimentali, come il rapporto tormentato di Billy con la figlia, ha finito con l’inquinare ulteriormente la trama, che devia dalla narrazione del film di sport finendo con l’essere un ibrido.

SOUTHPAWInsomma, se non ci aspettiamo idee diverse e originali o approfondimenti valoriali, il film rimane comunque un buon prodotto d’intrattenimento, che si lascia guardare con piacere e coinvolge, soprattutto per le intense e realistiche scene degli incontri di pugilato.

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