Il viaggio nel tempo del Nostalgico Idealista

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“Non torniamo più negli anni ’20. Noi dovremmo restare qui, è l’inizio della belle époque. È la più grande e più bella epoca che Parigi abbia mai conosciuto.”

“Si, ma come la mettiamo con gli anni ’20, e il charleston, e i Fitzgerald, Hemingway. Insomma, io li adoro.”

“Ma è il presente, è noioso. Non penserai che gli anni ’20 siano un’epoca d’oro? Io vivo negli anni 20 e ti assicuro che l’epoca d’oro è la belle époque.

“Ma guardali questi qui! Per loro l’epoca d’oro è il Rinascimento, loro scambierebbero la belle époque per dipingere accanto a Tiziano e a Michelangelo. E questi due magari invece immaginavano che la vita fosse migliore quando Kubla Khan era in circolazione.”

Da Midnight in Paris – Woody Allen

La nostalgia è un sentimento assai strano. Proviamo nostalgia per tante cose, alcune le abbiamo vissute e la vita ogni tanto ci concede di ricordarle attraverso epifanie dotate di profumi, suoni, oggetti. Altre invece sono frutto di un meccanismo più complesso, come il sentir nostalgia per un’epoca a cui non abbiam preso parte e che, opacamente, conosciamo attraverso la letteratura, la musica, il cinema.  Tempi passati che tentiamo di mantener vivi legando i sogni alle cose. “Io sono sempre cresciuta con il mio sogno. Mi era molto facile, perché tutto era morto e non poteva provocare in me alcuna delusione.”

Il nostalgico idealista colora l’epoca dei suoi sogni con rose private di spine. Non “ricorda” le sfumature negative ma, idealizzando ciò di cui non conoscerà mai la verità si lascia ammaliare dinanzi alla magia. È una magia che cambia di persona in persona, dettagli che vengon colti a seconda dell’occhio che sta guardando e che va a provocare una sensazione simile alla mancanza reale.

Mistificare la realtà sognando il Cotton Club per sentir suonare Duke Ellington o Cab Calloway, o il CBGB dove poter vedere amplificatori che volano o, ancora, alloggiare in alberghi come il Chelsea Hotel. C’è chi vorrebbe tornare indietro e discorrere con Fitzgerald, bere con Zelda e Kerouac, meditare con Gary Snyder o far leggere i propri scritti a Gertrude Stein e Allen Ginsberg. La malattia dell’idealista nostalgico ha tante sfumature e talvolta uno dei pochi strumenti che possiede per tornare indietro nel tempo è il cinema.

Veri viaggi nel tempo che allietano il solitario nostalgico e gli permettono di evadere dalla realtà per rifugiarsi, seppur per un paio d’ore, all’interno di una bolla danzante e ricolma di personaggi.

Nella lista qui sotto ho inserito alcune annate con i rispettivi film che, puntualmente, diventano la mia personale macchina del tempo.

1920

-          Midnight in Paris (2011): viaggio negli anni 20 diretto da Woody Allen a passeggio nella Parigi dei Fitzgerald, Hemingway, Picasso, Bunuel, Dalì e Getrude Stein.

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1930

-          The Cotton Club (1984): Francis Ford Coppola decide di raccontare il periodo a cavallo tra la fine degli anni‘20 e l’inizio dei ’30 attraverso il celebre club jazz di Harlem, il Cotton Club. Realmente esistito questo luogo divenne il ritrovo chic dell’alta società bianca dove, seppur l’ingresso ai neri fosse vietato, vi si scoprirono ed esibirono musicisti del calibro di Duke Ellington, Cab Calloway ed Ethel Waters. Il tempo narrato si respira attraverso i costumi, le scenografie e la spettacolare fotografia.

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-          Henry & June (1990): diretto da Philip Kaufman ed interpretato da Fred Ward ed Uma Thurman. Il film, ambientato a Parigi negli anni ‘30, racconta la storia dell’intima amicizia strettasi fra lo scrittore Henry Miller, sua moglie June e la scrittrice Anais Nin basandosi sui diari di quest’ultima e con una colonna sonora che spazia da Bing Crosby a Joséphine Baker.

-          Radio Days (1987): gli anni d’oro della radio raccontati da Woody Allen attraverso le storie della sua gioventù. Un omaggio, come in quasi tutte le pellicole di Allen, a New York con in sottofondo classici degli anni 30 e 40.

1950

-          Cry Baby (1990): John Waters alla regia, un giovane Johnny Deep come protagonista. Siamo nella Baltimora del 1954, anni in cui la figura del giovane sorgeva e si suddivideva tra le subculture che di lì a poco avrebbero influenzato l’intera società. Il protagonista altro non è che un teddy boy all’americana, subcultura nata in Inghilterra nei primi anni 50 e le cui caratteristiche risiedono soprattutto nell’abito e nell’aspetto fisico: jeans a sigaretta, giubbotto di pelle e brillantina nei capelli.

-          Nuovo cinema paradiso (1988): Tornatore e il cinema. Perché inserirlo in questa lista? Per le sensazioni che riesce a trasmettere attraverso l’esperienza del cinema come evento collettivo, giuntura in un piccolo paesino, elemento di unione di classi differenti unite nel divertimento e nel pianto.

-          Urlo (2010): Rob Epstein e Jeffrey Friedman raccontano la vita di Allen Ginsberg strutturando il film intorno al processo per oscenità del 1957 in seguito alla pubblicazione di Urlo da parte della casa editrice di Ferlinghetti.

 

Allen Ginsberg recita "Howl" alla Naropa University

Allen Ginsberg recita “Howl” alla Naropa University

1960

-          American Graffiti (1974): è la prima pellicola di George Lucas (prodotta da Coppola) ambientata nell’America del 1962. Viene considerato il film cult-nostalgico per eccellenza dov’è possibile entrare in contatto con la cultura giovanile di quegli anni, con i loro stili, le paure e le ansie di una generazione che avrebbe posto fine alla leggerezza della gioventù per affrontare la guerra e, d’improvviso, l’età adulta.  Fondamentale è la colonna sonora che conta sulle musiche di Buddy Holly e Chuck Berry.

-          Bikini Beach (1964): diretta da William Asher, Bikini Beach è una commedia estremamente leggera con Frankie Avalon, Annette Funicello e Martha Hyer. Viene definita dal Morandini come una “goliardia in costume da bagno e a tutto gas” caratterizzato da un “reiterato sfoggio di surf, amorazzi estivi e motivi rock”. Spiagge su spiagge su surf su costumi su rock n’roll.

-          Alice’s Restaurant (1969): diretto da Arthur Penn e ispirato dall’autobiografico blues di Arlo Guthrie (figlio di Woody) permette di entrare in un affresco perfetto dell’America di fine anni ’60, un America in dissoluzione di fronte alla repentina scomparsa dell’utopia.

-          Easy Rider (1969): diretto ed interpretato da Dennis Hopper. Uno dei migliori film on the road mai girati con una colonna sonora composta da brani degli Steppenwolf, The Byrds, Holy Modal Rounders, Jimi Hendrix e altri ancora.

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-          Fragole e sangue (1970): diretto da Stuart Hagmann. Ambientato nella San Francisco di fine anni 60 durante il periodo delle contestazioni studentesche. La musica, ovviamente, ricopre un ruolo fondamentale e si snoda fra brani di Joni Mitchell, Crosby Stills Nash and Young e John Lennon con l’inno pacifista (fa da sottofondo ad una delle scene più emozionanti del film) Give Peace a Chance.

1970

-          CBGB (2013): diretto da Randall Miller mostra la nascita di uno dei locali più importanti del panorama musicale punk statunitense , luogo di formazione di gruppi quali Talking Heads, Ramones, Dead Boys, Blondie, The Police, Patti Smith, Television e tanti altri. “Per quelli che non hanno visitato il posto, pensate al bagno di casa vostra ma solo un po’ più grande, coperto di graffiti e con puzza di piscio praticamente ovunque per il fatto che il proprietario Hilly Cristal lasciava i suoi cani liberi di scorrazzare nel locale, una cosa che il compianto Joey Ramone trovava spassosa.”

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-          Story of the National Lampoon (2015): documentario diretto da Douglas Tirola dedicato alla storica rivista satirica fondata da Doug Kenney e Henry Beard.

-          Velvet Goldmine (1998): diretto Todd Haynes il film è ambientato nella New York degli anni ’80, il periodo in cui il glam rock assumeva le forme di un movimento culturale. Il tutto viene raccontato attraverso le vicende di un cantante ispirato alla figura di Bowie, accompagnato da altri personaggi ispirati a Lou Reed ed Iggy Pop.

 

 

 

 

 

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Freida F

    Ciao Elena, grazie per avermi fatto ricordare a queste bellissime pellicole, da brava nostalgica mi immergo sempre con piacere nel passato. A presto. Freida F

    Rispondi

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