“The Babadook”: la favola horror dell’estate

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A prima vista, “The Babadook” può sembrare un racconto che mette in guardia la gente a non lasciare che i bambini si riempiano la testa di storie raccapriccianti. Può anche assomigliare ad uno di quei vecchi film horror con i bambini influenzati dal fantasma.

Il mostro protagonista sembra avere il potenziale per essere una sciocca leggenda metropolitana, come “Slender Man”, destinata ad essere il fulcro di sterili fan fiction, o semplicemente un’altra icona del cinema horror. Ma il film ha sorprendentemente uno scopo diverso da quello di spaventare unicamente il pubblico. E’ uno studio sul carattere di una madre che affronta un momento difficile nell’andare avanti dopo la tragedia che ha passato perdendo il marito, cercando di crescere al meglio il suo unico figlio. Il vero orrore non si palesa velocemente, ma il film diviene piuttosto interessante quando esso, prima di arrivare al pubblico, infetta i personaggi principali.

La tensione che ne deriva è solo il premio per essersi fatti incuriosire dal nucleo della storia.
babadookUn aspetto fondamentale è che la pellicola non è incentrata sul mostro Babadook. Nonostante questo antagonista abbia un ambizioso design e la sua storia venga raccontata in modo originale da un macabro libro di fiabe illustrato, il film resta pregno dell’elemento più umano della storia: la lotta di una madre che non è in grado di vivere normalmente. Il ritmo della sua vita potrebbe apparire troppo veloce per un film, ma la tristezza e la privazione nella preoccupante e ansiogena quotidianità sono totalmente manifesti, persino nel suo ritmo respiratorio.

La trama ruota intorno per lo più ad Amelia, la madre, la quale è alla ricerca di un modo per superare i problemi comportamentali di Samuel. I flashback sull’incidente non fanno altro che alimentare questo “lento bruciare” della trama, arrivando a sfiorare sentimenti come l’abbandono e la mancanza, nonché il senso di vuoto lasciato dalla morte.

Mostrare deliberatamente il dolore personale della famiglia fa si che si dimostri la loro sanità mentale, ma allo stesso tempo la loro solitudine poiché nessun altro potrebbe mai capire quello a cui vanno incontro. I protagonisti sono ragionevolmente intrappolati nei loro incubi e Mister Babadook diventa solo il punto di ebollizione del calvario.
Alcuni fan dell’horror potrebbero rimanere un po’ delusi per non aver avuto abbastanza della caratterizzazione che merita Babadook. D’altro canto però quest’opera è solo una favola cupa su una madre e un figlio che lottano per mantenere la promessa di proteggersi l’un l’altro.

Consigliato a: psicologi, madri in crisi, mostri urbani
Sconsigliato a: figli psicotici, vecchie vicine di casa, assistenti sociali

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