W gli sposi!

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Quando ci si dimentica la data di un anniversario, oppure si spegne il cellulare mentre squilla durante un funerale o si chiama il partner con un nome che non è il suo, spesso si dice semplicemente “può capitare”. Altre volte, invece, le cose vanno in modo diverso.

Mia sorella, per esempio, il 30 luglio, quasi al traguardo dei suoi quarantaquattro anni, si sposa. Per la prima volta! E quando l’ha annunciato al mondo, non ha aggiunto altro. Che dire? “Può capitare”, ovviamente! Ma non solo, anche auguri e, soprattutto: w gli sposi!

sposi2Già, w gli sposi! Io che ho fatto addirittura il bis, sono molto felice per questo evento. Penso che il matrimonio sia una di quelle esperienze che ogni essere umano dovrebbe osare, almeno una volta nella vita. E’ pur vero che l’eccitazione per i preparativi, la scelta dell’abito, la festa, i fiori, il viaggio e la passione amorosa di quel momento sono ripetibili, ma difficilmente con la stessa persona. Allora bisognerebbe dilatare quegli istanti apparentemente unici che l’incanto dell’amore – quando ancora intatto – riesce a rendere eterni nella loro transitorietà.

Lei, invece, che fa? Probabilmente stordita dall’alcol per i ripetuti brindisi ai futuri sposi, ma sufficientemente lucida da non lasciarsi scappare l’occasione, fissa la data a brevissima distanza. Solo tre mesi, infatti, fra la proposta preliminare, dolce e fiorita: “Mi vuoi sposare?” a quella definitiva, secca e lapidaria: “Sì”. D’altronde, lo stacco di coscia di mia sorella è davvero notevole. Ce la può fare, anche in poco tempo.

Peccato, però, secondo me avrebbe potuto prolungare la fase dell’eccitazione per i preparativi, anche se a dir la verità, il suo approccio emotivo al “per sempre” tende più all’isteria che all’eccitazione. Forse, meglio così.

Si sposa in Comune – osare sì, ma con prudenza – e questo avvalora ciò che ho letto qualche tempo fa su un quotidiano locale: “Dirsi “sì” in chiesa non va più di moda, almeno in Friuli Venezia Giulia. In aumento matrimoni civili e convivenze”.

“Sì”, Dio mi perdoni, ma prima o poi doveva succedere, era inevitabile! Come sono passati di moda i capelli cotonati dei mitici anni ’70, le spalline imbottite, i jeans a zampa di elefante, quelli a vita alta, a vita bassa, a vita media, i dischi in vinile, i televisori come televisori… così, è passato di moda anche dirsi “sì” in chiesa.

D’altronde, perché sorprendersi se un luogo dove non si può entrare con un gelato, non si può fare pipì, non si può indossare un prendisole quando il termometro sfiora i 40 gradi, passa di moda? Da non dimenticare inoltre, che si tratta di un luogo per il quale è necessaria una prenotazione con mesi e mesi d’anticipo, un luogo dove serpeggia lo spirito del sacrificio (offerta al prete da parte degli sposi), un luogo che impone un contegno austero ed è permeato dell’odore ottuso e monotono delle confessioni dei peggiori peccati.

8531253-bella-ragazza-con-cocktail-vedendo-barista-al-partyUna sala comunale è decisamente più easy. E sono proprio le cose easy che oggi fanno tendenza: rapporti easy, serate easy, genitori easy, vacanze easy e matrimoni easy, cioè facili, rilassati, informali, senza stress e, in questo caso, senza prete. Il matrimonio civile, infatti, può essere celebrato da un amico o da un parente, da chi si detesta ma è portato per il cabaret, dal meccanico di fiducia o dalla parrucchiera della futura suocera. Più easy di così… e poi, alla fine il risultato è sempre lo stesso: si entra con l’incertezza e si esce con la fede!

Ad ogni modo, mentre lavoro, casa e chiesa passano di moda e il Comune è all’apice dell’indice di gradimento, la “fede”, invece, che fa? Questa passa addirittura di mano in mano, a volte, sulla stessa mano! Dio solo sa quanto sia difficile, al giorno d’oggi, tenere “fede” agli impegni presi: i sacrifici, quelli veri, quelli di un tempo, non sono più di moda!

Le “croci”, per esempio, si portano solamente sui lobi delle orecchie, tatuate sul corpo, appese a catenine d’oro, oppure al muro di chiese, conventi, aule scolastiche o ancora, alla parete di qualche antiquata camera da letto; le “corone” di spine, poi, un simbolo anacronistico, solo leggenda evangelica.

sposa-battesimo_412x435C’è una cosa, però, che oggi è più che mai attuale, anzi quasi profetica: il “miracolo” della vita. Madre a sessant’anni… padre sterile… padre a ottant’anni… marito e moglie bianchi, bimbo nero…moglie, moglie e bambino; marito, marito e bambino… parto otto-gemellare… parto in acqua… parto acrobatico… “parto”, tempo presente del verbo partire… per una bella vacanza, che va sempre di moda!

Comunque, niente allarmismi inutili, la storia insegna: a volte, cose, pensieri, mode, persone e “riti” ritornano, è solo questione di tempo e solo Dio sa… come!!! Abbiate fede e, soprattutto, w gli sposi!

 

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