Un amico in pericolo

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Alcuni giorni fa un mio fraterno amico mi ha inviato una lettera, pregandomi di divulgarla. Eccola.

Nel caso questa dovesse essere l’ultima volta che scrivo, a causa di eventi premeditati o accidentali, sappi che chi attenterà alla vita, mia e di mia moglie, non resterà senza complici, reali o presunti. Questi ultimi, anzi, dovranno ritenersi responsabili per il resto della loro esistenza, durante la quale sconteranno la peggiore delle pene, inflitta dal tribunale della coscienza, per non essersi mai interessati del prossimo in difficoltà, qualunque difficoltà.
Se è vero, infatti, che l’esecutore materiale può essere una sola persona, è altresì vero che il complice, oltre ad essere il mandante morale dell’assassinio, alberga nell’animo di chiunque solitamente, per vigliaccheria, volge lo sguardo altrove. Ogniqualvolta si fa finta di non vedere, si arma indirettamente il braccio violento, omicida.

Senza indifferenza

Nel caso in cui, invece, il malcapitato (minacciato) potesse contare sull’interessamento del suo simile, forse non cambierebbe il suo tragico epilogo –  finirebbe comunque morto – ma, al contempo, avrebbe fino alla fine la sensazione di aver salva la vita, per via del semplice ma esiziale gesto ricevuto: il non essere stato dimenticato da tutti.

La dimenticanza, molto spesso, diventa prodromo di una triste fine.

L’antefatto

Stalking condominiale: un fenomeno sociale in continua crescita.

Stalking condominiale: un fenomeno sociale in continua crescita.

Ieri ho trovato, sulla porta di casa, un foglietto contenente un messaggio minaccioso, destinato a mia moglie e a me, che recita così: “Oltre al sonno, vi toglieremo tutto”.
Pur non firmandosi, l’autore o, meglio, gli autori si sono in qualche modo svelati. È infatti da oltre due settimane che il sonno ci viene sistematicamente disturbato da un gruppo di “persone” (circa dieci tra donne, uomini e bambini) che si radunano in strada, dalle prime ore della sera fino a notte fonda, col solo fine di arrecare disturbo, in vari modi, tra cui il preferito resta una smisurata serie di epiteti e frasi molto scurrili che, per ovvi motivi, non è il caso di riportare.
Nonostante le nostre mancate reazioni di pari grado, alcuni di questi esseri hanno rincarato la dose, arrivando ad aggredirci verbalmente – quando varchiamo l’uscio del palazzo, sia a piedi che in auto – in cerca dello scontro fisico, che abbiamo finora evitato.

Ti starai chiedendo certamente per quale motivo – nel caso ce ne possa essere uno che consenta a chicchessia di sostituirsi a un giudice o ad un esecutore di condanna – queste “persone” stiano rivolgendo tali gesti irriguardosi nei nostri confronti e, inoltre, se le forze dell’ordine ne siano state messe al corrente.
Forse in questi interrogativi si nascondono, in qualche modo, il torto e la ragione.
Il primo per volersi ostinare a credere di vivere in un luogo civile, dove la convivenza tra simili dovrebbe essere scandita da regole, leggi vigenti su tutto il territorio nazionale, in ossequio alle quali ci si possa sentire liberi di avanzare – come nel caso di specie – una legittima richiesta: “Potreste andare a fare baccano in un luogo non abitato?”.
Per il resto – sia per gli ultimi che per i primi concetti – abbiamo deciso di attendere, o di illuderci ancora una volta, scegliendo scientemente di continuare a sperare nel rinsavimento (inconscio) di questa gente.

Napoli, giugno 2015

Un caro saluto
Marcello

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Freida F.

    Caro Marcello,
    Caro Antonio,

    Tristemente riscontro che l’Italia non è un posto nè per vecchi nè per giovani, è diventato solo la somma residua di una inrispettosa incurante maniera di MENEFREGHISMO e STRAFOTTENZA.

    Rispondi
    • Antonio

      Cara Freida,

      mi capita di ascoltare diverse persone intrappolate in altrettante realtà, di cui ho parlato (mi ostino ancora a credere nelle istituzioni) anche ai politici che mi hanno dimostrato apertura. Mi hanno risposto che gli ho fornito notizie preziose… intanto il tempo passa.

      Grazie per la tua vicinanza…

      Rispondi

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