Quando il lavoro abbraccia la scienza, l’arte e la cultura

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Cinque generazioni. Un’azienda. Una passione.

Tre ingredienti che hanno creato una sinergia vincente.

Il marchio è Felluga.

Il prodotto è il vino.

La caratteristica è la qualità.

La spinta propulsiva è l’amore per la terra, l’orgoglio per i risultati, il piacere di ritrovarsi e di condividere ciò che l’impegno, il coraggio, la ricerca e la serietà hanno permesso di creare in questi anni.

Ma questa non è una storia solo di lavoro.

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Livio Felluga tra le sue vigne

Il patriarca, Livio, uomo d’altri tempi venuto dalla terra d’Istria dove la famiglia produceva Refosco e Malvasia, ha intuito la grande potenzialità di quel territorio che si estende tra i Colli Orientali del Friuli e il Collio dove ha sapientemente deposto le sue cure, la sua esperienza e la sua attenzione creando un’azienda di successo tra le più rinomate anche all’estero.

Cento anni compiuti nel 2014, anni vissuti intensamente tramandando ai suoi quattro figli la dedizione per il lavoro che egli ha così tanto amato e che ora non è più solo un lavoro ma è anche passione, gioia, espansione, leggerezza.

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I quattro figli di Livio Felluga

A lui, per questo importante traguardo, i figli hanno voluto dedicare, proprio là, dove le sue mani e il suo cuore hanno plasmato e dato forma e vita nuova alle colline, “Vigne Museum” uno straordinario museo senza muri inaugurato lo scorso anno, un’opera d’arte per celebrare un percorso di creatività e di amore verso la natura e la bellezza. Si tratta di una struttura metallica a contatto con la nuda terra, tra i meravigliosi colli che si estendono non lontano dall’Abbazia di Rosazzo.

i cento anni di Livio Felluga

La presidente della regione FVG Debora Serracchiani inaugura il Vigne Museum nel 2014

Un’originale installazione a cielo aperto, un’architettura particolare e innovativa, basata sulle idee di Yona Friedman, che aveva cominciato ad occuparsi di musei già al tempo delle proposte per il Centre Pompidou di Parigi e firmata assieme a Jean-Baptiste Decavèle.

Essa vuole testimoniare il rispetto e la dedizione per quei luoghi coinvolti nel processo di creazione del vino. Attorno al museo sono state piantate loro, le protagoniste: cento viti, che nel giro di qualche anno cresceranno e abbracceranno la struttura diventando parte di essa da cui sarà comunque possibile ammirare il panorama circostante.

Dunque una sorta di labirinto che inizia a riempirsi di contenuti, di storia, di ricordi e di emozioni. Una traccia del passaggio, del lavoro e della fatica di chi ha dedicato una vita intera alla ricerca della qualità del vivere e una testimonianza del presente proiettata nel futuro creata ad hoc per coloro che verranno affinchè possano continuare a dedicarsi, con uguale gioia, cura e impegno, a produrre vita e solarità. Ma anche segno tangibile del rispetto per madre natura che tanto ci dà e che troppo spesso viene sottostimato.

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La struttura metallica che con il tempo sarà ricoperta dalle vigne

Così, trapassato dagli aliti del vento, dai raggi del sole, dal profumo dell’uva che matura e della terra bagnata dalla rugiada il mondo dell’arte abbraccia paesaggio, scienza e cultura.

Concetti sottolineati lo scorso 7 giugno, in occasione del convegno “Vigne Museum: acqua/terra” promosso dalla famiglia Felluga, da tanti nomi importanti venuti a testimoniare il loro impegno per la salvaguardia del territorio, l’ecologia, l’amore per il bello, l’arte, il sapere, lo scambio e la progettazione di opere in favore della qualità della vita sul nostro pianeta. Non solo parole ma azioni concrete e comportamenti attuali rivolti al futuro, nel rispetto dell’ambiente, della sostenibilità e dell’integrazione. Sono stati relatori Edoardo Vigna, Blaz Persin, Stefano Mancuso, Andrea Maroè, Stefano Moriggi, Giuliano Sergio.

Tutti noi possiamo fare parte di questo magnifico disegno, ognuno nel suo percorso, nella sua famiglia, nel suo lavoro e nella sua vita. Si tratta di non correre sempre ma di fermarsi ogni tanto e riflettere. E scegliere. Scegliere sempre i pensieri e i comportamenti perchè sarà attraverso di essi che il mondo potrà cambiare. Sono i piccoli passi messi uno dietro l’altro che ci porteranno lontano così come l’oceano è fatto di gocce. Tante. Tutte insieme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Antonio

    Un articolo che espande il cuore. Le interessanti notizie esposte con una pregiata prosa poetica ne amplificano i significati e le immagini. Grazie Daria

    Rispondi
    • Daria

      Grazie a te Antonio per aver apprezzato cio’ che ho tentato di tradurre da emozione a parola che crea a sua volta emozione

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    • Daria

      Grazie a te Antonio per aver apprezzato cio’ che ho tentato di tradurre da emozione a parola che crea a sua volta emozione

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    • Daria

      Grazie a te Antonio per aver apprezzato cio’ che ho tentato di tradurre da emozione a parola che crea a sua volta emozione

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