Mantova e Sabbioneta, culla dei Gonzaga

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Un viaggio di tre giorni. Intenso, scandito da tappe ricche di storia, cultura, enogastronomia, sapori e natura. Mantova e la sua terra dal 2008 è Patrimonio Mondiale con il riconoscimento Unesco, insieme a Sabbioneta, città ideale che ancora oggi vive di suoi ritmi scanditi da un passato costellato dalle grandi gesta di Vespasiano Gonzaga. Il tour lascia il segno a ogni visitatore che porta a casa un ricordo indelebile tra personaggi di un tempo e atmosfere da Rinascimento. Mantova può essere definita “la città con i piedi nell’acqua e le radici nel passato”. Un pensiero che riassume le qualità di una località di 47000 abitanti in via di cambiamento verso il futuro. Senza però dimenticare le origini e il passato. La città dove nacque Virgilio oggi si presenta in grande evoluzione agli occhi dei visitatori che la ammirano in tutte le sue prospettive. L’importante è fermarsi a osservare i particolari dei luoghi e immaginarli come una scena che fa tornare alla mente i grandi personaggi di un tempo. Una prima tappa d’obbligo, immersa nella natura, può essere la degustazione in navigazione sui tre laghi (superiore, inferiore e di mezzo, non più balneabili) della città di piatti tipici e vini d’eccezione.

Tramonto  a Mantova

Tramonto a Mantova

Con l’escursione guidata dai Barcaioli del Mincio ci s’immerge nella natura. Se si è fortunati si possono ammirare volatili, tranquille famiglie di cigni nani europei, l’airone rosso, il cenerino e altri esemplari che compongono il parco regionale del Mincio, con la sua riserva naturale di 1100 ettari. La degustazione che viene effettuata in barca, a cura del Consorzio delle Strade dei Vini e dei Sapori di Lombardia, ogni sabato sera riscopre antichi sapori e vini del territorio, in particolare delle colline moreniche. Tra tutti il Lambrusco da sorseggiare in abbinamento alla tradizione gastronomica, come un piatto di risotto con pesce tipico del Garda. La città offre al visitatore svaghi anche la sera, con i suoi localini nel pieno centro storico, a due passi da Palazzo Ducale. Tappa obbligata il gioiello elegante del Barocco: il Teatro scientifico Bibiena, inaugurato nel 1769. Qui pochi giorni dopo il taglio del nastro il quattordicenne Wolfang Amadeus Mozart tenne un concerto.

Uno scrigno che si apre agli occhi del turista in tutta la sua bellezza, inserito nel più vasto complesso del Palazzo Accademico, disposto su palchetti lignei, dove si possono ammirare alcuni abiti da sera firmati Capucci. Il Comune di Mantova cura la stagione aperta lo scorso marzo e con chiusura il prossimo novembre, con un cartellone tra concerti di musica classica di livello internazionale ed eventi artistici di rilievo. La giornata successiva è dedicata alla visita di Palazzo Ducale, tra edifici e giardini, residenza e sede del potere della famiglia Gonzaga dal 1328 al secolo XVIII, con l’ultimo duca Ferdinando Carlo. Respirare quei luoghi simbolo del potere, ricchi di arredi dove lavorarono tra gli altri il Mantegna che affrescò la Camera degli Sposi (da poco riaperta al pubblico), Giulio Romano e Pisanello, è davvero suggestivo. In pochi minuti di visita si ammira la stanza dove i personaggi racchiusi nei dipinti sembrano, quasi in una scena dove i ruoli si capolvolgono, essersi fermati a osservare il turista, attratto dalla maestosità del capolavoro. Dopo la meravigliosa visita al Palazzo Ducale non può mancare una carrellata delle numerose mostre allestite in città.

Torre dell'Orologio ed entrata Museo della Follia.

Torre dell’Orologio ed entrata Museo della Follia.

Palazzo della Ragione, in piazza delle Erbe, accanto alla rotonda di San Lorenzo, originaria dell’XI secolo, ospita fino al 22 novembre il “Museo della Follia” curato e ideato da Vittorio Sgarbi per “Expo Belle Arti 2015” e su iniziativa di Regione Lombardia con la collaborazione del Comune di Mantova e patrocinio del Senato della Repubblica e Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un progetto che racchiude le sculture di Cesare Inzerillo, foto, dipinti, neon e oggetti personali dei pazienti di ex manicomi italiani, un video concesso dai Rai Teche su Franco Basaglia e una mostra antologica su Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi.

Ancora “Il banchetto degli dei” a Palazzo Te fino al 31 ottobre offre una carrellata alla scoperta dei tesori nascosti di Mantova Gonzaghesca attraverso la multi sensorialità e fino al 4 ottobre “Guardando all’Urss” tra arte italiana del secondo dopoguerra e arte russa del realismo socialista. Fino al 31 ottobre la Biblioteca Teresiana ospita “Cibi dall’altro mondo. Alimenti e spezie dalle Americhe e dall’Asia”. La cucina e la tradizione di Mantova non possono esser lasciati da parte. Grandi protagonisti della città sono i sapori mantovani che nascondono una storia di 6000 anni. Tra i piatti della tradizione le tagliatelle con sugo di anatra, che sorprendono il commensale fin dalla prima forchettata, i tortelli di zucca, la mostarda di mele e la torta sbrisolona.

Tra i prodotti la pera tipica, le cipolle, la zucca e il melone, che si ritrovano già nei ritratti del Rinascimento. La cucina mantovana è una contaminazione tra passato, con la tradizione della corte dei Gonzaga, e quella popolare. Semplice ma elegante allo stesso tempo. La visita a Sabbioneta (sabbia pulita) resta nel cuore di chi ama la storia e suoi fasti. Una cittadella indipendente, definita la Piccola Atene, dalle origini romane, a metà del 1500 si trasformò in minuscolo borgo padano in capitale europea grazie a Vespasiano Gonzaga, esponente di un ramo cadetto della famiglia Gonzaga. Nato il 6 dicembre 1531 da Isabella Colonna e Luigi, ricordato come grande guerriero durante il sacco di Roma del 1527. Il giovane Vespasiano costruì il suo impero a Sabbioneta, città a forma di pentagono.

Palazzo ducale attraverso un bicchiere di vino

Palazzo ducale attraverso un bicchiere di vino

Voleva una reggia tutta sua e negli anni rimaneggiò il palazzo ducale della cittadella, costruì il teatro all’Antica, progettato da Vincenzo Scamozzi, primo teatro stabile d’Europa dell’età moderna. La visita a Sabbioneta rende l’idea della grandiosità di questo personaggio, cultore della romanità, condottiero e mecenate, primo e ultimo duca della città ideale. Personaggio dalle centinaia di sfumature che ha reso un borgo affascinante, a tratti inquietante per la sua grandiosità e l’essere un po’ fuori dal mondo. I visitatori spesso possono assistere alle rievocazioni storiche con i personaggi dell’epoca che vagano tra le stanze immense dei palazzi della cittadella, grazie al gruppo storico locale che anima le visite dei turisti. Mantova e Sabbioneta lasciano sicuramente il segno. Non bastano tre giorni per visitare un territorio così ricco di patrimoni da salvaguardare. Nella nostra visita molto è stato tralasciato. Tocca al turista organizzarsi all’insegna di un patrimonio Unesco che continua ogni anno ad attirare la curiosità, non solo storica, di persone da ogni angolo del mondo. Basta passeggiare lentamente, perché è solo così che si può mantenere vivo il ricordo di questa città, tra le vie del centro storico con i suoi palazzi, vivi testimoni della ricchezza e grandezza dei Gonzaga. Un patrimonio da vivere in prima persona. Per maggiori informazioni su eventi e iniziative: www.madeinmantova.org, www.turismo.mantova.it e www.comune.mantova.gov.it.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Bianca Maria Rizzoli

    Bell’articolo, e bellissimo l’itinerario che avete suggerito e che conosco abbastanza bene per esserci stata diverse volte. Mi permetto di aggiungere una curiosità locale, adatta a chi, come me, ama le stranezze della storia e dell’arte. A sette chilometri da Mantova, nel paesino di Curtatone sulle rive del Mincio, si può visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie, fatta costruire da Francesco Gonzaga per ringraziare la Vergine di aver risparmiato la città dalla peste. Il santuario contiene una curiosissima raccolta di ex voto, tra cui alcune statue in grandezza naturale, molti rilievi anatomici come seni e gambe evidentemente guariti, e perfino un misterioso coccodrillo impagliato appeso al soffitto. Se ci si va in estate, nel porticciolo dietro la chiesa si può assistere anche allo spettacolo della fioritura del loto. A ferragosto sul piazzale antistante si tiene il festival dei madonnari.

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