Guscio di noce in catene (poesie)

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GUSCIO DI NOCE IN CATENE

Se potessi uscire
Se avessi una casa in cui tornare
Avrei molto lavoro da finire

Scrostare la paura dai muri
Lisciare il parquet coi piedi nudi
Fermare le emorragie dei lavandini.

Avrei già trovato il modo
Di sporcarmi le scarpe col fango
Aggiustando i pesciolini rotti
Arrestati dalle reti dei celerini.

Qui però ho poca scelta
Nell’aria rafferma del mio guscio
Non posso far altro
Che muovere montagne.

 

NON OGGI

Non seguitemi
oggi
non cercatemi.

Consideratemi
parte dell’arredamento
vi darò le spalle
nascosto dietro la poltrona, resterò
a giocare con il circo delle pulci
andrò a raccogliere le patate
al campo in bici con il nonno
a riconoscerci i riccioli
e i pollici opponibili
ad arrampicarci sui ciliegi.

Non seguitemi
oggi
non cercatemi.

Sono fatto male
lo so bene
non c’è bisogno
di ricordarmelo ogni giorno.

 

CICLI

In principio è un triciclo
con un falso manubrio
a conduzione famigliare.

Per alcuni la partenza
avviene su una ruota sola
e si fa un po’ più fatica
ad imparare l’equilibrio.

Poi si passa ad una bici
e te la scegli senza equivoci
ruote armate per le scalate
oppure lisce per scatti feroci
più spesso coi freni addomesticati
per evitare cadute agli incroci.

Quindi alcuni vengono investiti
di cariche guadagnate con sforzi
certi invece più sfortunati
sono intrappolati su binari raccomandati
e non hanno più bisogno di pedali.

Avanti ancora ed ecco un tandem
con due selle ed una canna
che si allunga in seggiolini
per piedini svolazzanti.

Infine il culmine della corsa
quando con i piedi a terra
insegni a stare sui pedali
al nuovo ingranaggio della tua catena.

 

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Chi lo ha scritto

Matteo Villa

Matteo è nato a Carate Brianza nel 1985. Laureato in Lettere Moderne alla Statale di Milano, ha pubblicato una raccolta di poesie, “Inquiete notturne” (edizioni Nuovi poeti). Coltiva da sempre un interesse per i poeti simbolisti, la musica grunge e i fumetti di Andrea Pazienza.

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