Gli “amici” dell’ISIS

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L’Isis è un mostro generato da due pessimi genitori: Oriente&Occidente…

Alla luce degli eventi accaduti negli ultimi due anni in Iraq e in Siria non può non sorgere la domanda su come sia possibile che un gruppo di terroristi islamici sia riuscito a creare un’entità statale che copre un territorio più grande della Gran Bretagna, sotto cui vivono oltre 11 milioni di persone.
leogiuOltre che  alle numerosi spiegazioni fornite dai mass media sulle famose entrate petrolifere del Califfato, la vendita sul mercato nero degli oggetti d’arte e la tassazione derivante dall’economia interna, è giunta anche la conferma di una serie di sospetti che circolano da anni in Medio Oriente e non solo: i famosi “aiuti” forniti sottobanco dalle Potenze del Golfo, ma paradossalmente anche dallo stesso Occidente.
Qualche settimana fa, grazie all’azione (FOIA) dell’associazione per le libertà civili Judicial Watch, è venuto alla ribalta un interessante documento dei servizi segreti del Pentagono (DIA) in cui si elencano fatti di oltre 3 anni fa. Stando al predetto report, in parte ancora classificato, si scopre che gli Usa erano ben consapevoli del fatto che l’opposizione siriana era costituita da Al Qaeda e vari integralisti islamici nel 2012. Ma nonostante questo hanno continuato a dare loro supporto in funzione anti-Assad. La vera chicca è costituita dai paragrafi finali, dove si evince che le Potenze Occidentali, le Petro-Monarchie del Golfo e la Turchia hanno supportato la guerra dei jihadisti nella parte occidentale della Siria, fino a considerare l’ipotesi della possibile creazione di uno Stato salafita all’insegna dell’estremismo islamico in grado di isolare il regime siriano di Assad. In poche parole, in nome della realpolitik più spietata, sono stati finanziati e sostenuti i taglia-gole che nel 2014 hanno instaurato il Califfato a cavallo della Siria e dell’Iraq.

Questo documento non dovrebbe sconvolgere troppo coloro che, con occhi disincantati, guardano da tempo le convulsioni del Medio Oriente. Sono ormai decenni che la politica del doppio, triplo gioco domina le intenzioni delle èlites occidentali, legate a doppio filo aileogiu3 principi arabi dalla lingua biforcuta. Nei lontani anni ’80, gli Usa e i Paesi del Golfo hanno allegramente armato i famosi mujaheddin afghani, fra i quali poi comparirà Osama Bin Laden. Da sempre l’Arabia Saudita finanzia le correnti più fanatiche e oscurantiste dell’islam (wahabbismo) nel disinteresse del consapevole Occidente, il quale poi finge stupore quando si ritrova gli attentati in casa. Così come è risaputo da tempo che la Turchia ha appoggiato, aiutato e finanziato l’Isis, nonostante essa sia un membro della Nato e quindi un nemico dei fondamentalisti. Infine, non possiamo tralasciare il ruolo di Israele, il quale silenziosamente sta a guardare alla finestra quasi infastidito dai bombardamenti occidentali contro l’Isis che vanno a rinforzare i suoi nemici principali: Hezbollah, l’Iran e gli Sciiti, come testimoniato da un ufficiale dell’esercito israeliano e altre fonti.

Questa ipocrisia, questo gioco sporco, sono tra i principali fattori della forza del Califfato, che attraverso vari stratagemmi approfitta delle divisioni e dei giochini delle potenze in campo. Purtroppo, sui grandi mass media, sarà difficile vedere un grande dibattito intorno a leogiu4queste rivelazioni, specialmente quando queste “verità” sono assolutamente urticanti per gli affari dei nostri leader. Leader che hanno poi la faccia di tolla di andare in TV a fare grandi e vuoti proclami contro il Male che fino a poco prima hanno finanziato o sottovalutato. Ancora più risibili sono Hollande e tutti quei presidenti che si rifiutano di considerare il Califfato per quello che è, ma che al contrario continuano a chiamarlo Daesh, come se fosse un gruppo terroristico qualsiasi. Che piaccia o no, i mostri da noi creati hanno dato vita a uno Stato che gestisce burocrazia, finanza, esercito, ecc. e arriverà presto a battere moneta. Cambiare il nome delle cose non cambia la realtà della situazione.

In compenso, in Medio Oriente, la povera gente continua a morire nell’indifferenza (qua da noi i mass media si svegliano solo in presenza della minaccia ai monumenti storici), mentre l’ideologia dell’estremismo islamico si diffonde, penetra e crea migliaia di nuovi fanatici.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. rosanna sabbatani

    Complimenti!!! Vi leggo sempre con molto interesse e piacere. Bravi ragazzi continuate, xke purtroppo mi sa che la verità sul mondo la impariamo solo da VOI!!! Grazie

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