Biografilm Festival / 5 – 15 Giugno

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La vita nell’epoca della sua riproducibilità digitale è il tema centrale intorno al quale ruotano e si ramificano i film dell’11a edizione del Biografilm Festival. Attraverso un percorso che si snoda in un vortice di luoghi del corpo e luoghi dello spirito, oltrepassando confini e nazioni, entriamo nelle vite di personaggi le cui storie talvolta conosciamo bene, come ad esempio il documentario d’apertura Amy di Asif Kapadia e dedicato alla vita tormentata di Amy Winehouse scomparsa nel 2011. Una storia nota anche a coloro che non ascoltavano musicalmente la cantante ma che, quotidianamente, entravano in contatto con la sua vita attraverso i bombardamenti meditatici, in particolar modo internet.

È da qui che parte l’analisi dell’intero festival, dalla domanda “cosa succede ai dati che condividiamo in rete? Quali nostre informazioni possono essere scoperte, archiviate e usate a nostra insaputa ai tempi dei social network? Come si realizza un film biografico dove le informazioni sono facilmente condivisibili e letteralmente dovunque?

Io, invece, mi pongo questa domanda: è ancora possibile nell’epoca della riproducibilità digitale realizzare un film capace di stupire lo spettatore? Un film che permetta di scoprire sfumature a noi sconosciute del personaggio X e Y? Ma con il flusso di informazioni che assimiliamo ogni giorno è possibile non conoscere qualcosa?

Faccio nuovamente appello al film di Kapadia, un collage composto da immagini e filmati d’archivio, taluni totalmente inediti ed altri che al tempo erano i protagonisti assoluti dei social network, come l’esibizione a Belgrado nel 2011 dove Amy Winehouse si rifiutò di cantare, devastata dalla sofferenza e divorata internamente da un veleno che verrà descritto e compreso nel documentario sopra citato. Un modo per vedere l’avvenimento da ambedue le parti, insider – outsider.

Lo stesso direttore artistico del Biografilm Andrea Romeo dichiara: “Lo spunto per la celebration di quest’anno è nato da una riflessione su come nell’epoca dei social network e dell’immagine digitale sia totalmente cambiato il modo di avvicinarsi al processo biografico. Un tempo fare biografia era un’attività additiva: la difficoltà stava nel reperire tutto il materiale possibile sull’argomento trattato. Oggi è diventata un’attività sottrattiva e selettiva.

Secondo Romeo il biografico, adeguandosi ai cambiamenti tecnologici che caratterizzano la nostra epoca, deve riuscire a selezionare tra l’ampio materiale accessibile fondamentalmente a chiunque quei frammenti davvero utili alla storia che si vuole raccontare.

111 i film totali, tra i quali 75 sono anteprime (mondiali, internazionali, europee e nazionali).

Il Concorso Internazionale propone dieci anteprime provenienti da diverse parti del mondo e che concorreranno al Best Film Unipol Award per il miglior film, al LifeTales Award per il più travolgente racconto biografico ed infine il Premio Hera “Nuovi talenti” per le opere prime. I film sono:

- El Botòn de Nacàr di Patricio Guzman (Orso d’argento alla Berlinale 2015);
- Dal ritorno di Giovanni Cioni;
- The Forecaster di Marcus Vetter;
- Garnet’s Gold di Ed Perkins;
- Iraqi Odissey di Samir
- The possibilities are endless di James Hall ed Edward Lovelace;
- The Russian Woodpecker di Chad Gracia;
- Sumè – The Sound of Revolution di Inuk Silis Høegh;
- A Syrian Love Story di Sean McAllister;
- The Troublemaker di Roberto Salinas.

Interessanti sono le altre sezioni come Contemporary Lives che presenta dieci storie sul potere, ossia come ci comportiamo quando deteniamo un potere sugli altri? E come se a subire siamo noi?

Sul panorama musicale e artistico il programma presenta tra gli altri, oltre al già citato Amy, Faber in Sardegna, Jannaci – Lo stradone col bagliore e Pina Bausch a Roma.

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