The disappearance of Eleanor Rigby: Him, Her, Them

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JESSICA CHASTAIN E JAMES MCAVOY

THEM

Scomparire. Se il tamburo palpitante che possediamo all’interno della gabbia toracica batte ad ogni angolo della strada finisce che esplode. Allora la fuga sembra l’unica soluzione possibile quando il tambureggiare conduce al soffocamento, al non respirare. Forse, esprimere il caos a parole? Neanche. Come si può esprimere quell’inafferrabile malessere che turbina come il vento? Allora, ancora, scomparire.

È della scomparsa di qualcosa, di qualcuno, del tutto che narra l’opera prima del regista Ned Benson in The Disappearance of Eleanor Rigby. Un’opera divisa in tre film con lo scopo di osservare la storia da diversi punti di vista: Her, Him e Them.

Presentato nella sezione Un certain regard a Cannes e al Toronto International Film Festival, La scomparsa di Eleanor Rigby narra il decadimento di una storia d’amore come tante. I primi minuti scorrono in balia del riverbero azzurro della leggerezza con lucciole nei parchi e “Questo corpo contiene un solo cuore”, dice Conor alla sorridente Eleanor, “abbi pietà di me”. Fosse stato per Eleanor avrebbero dondolato sulla medesima altalena per molto tempo ancora, ma la presenza della pietà, talvolta, non dipende da noi ed il caos si fa strada separando le vie.

La tragedia famigliare, causa della separazione, ricorda la pellicola del 2012 Alabama Monroe di Felix Van Groeningen. Nei due film la

HER

HER

componente tragica viene affrontata in maniera differente: se nel film belga il dolore viene espresso chiaramente attraverso frasi, canzoni e gesti estremi, in Eleanor Rigby il tutto viene narrato sottilmente. Sono gli occhi a parlare, è una comunicazione indiretta dell’accaduto a seminare indizi. “Dicendole non si rovinano forse le cose?”. Questi due elementi creeranno una tela di ragno che sbroglierà le sue file solamente alla fine, momento in cui lo spettatore comincerà a comprendere il significato del flusso che ha percorso, forse un po’ lentamente, forse senza rendersi realmente conto delle vite per cui ha indossato il mantello di osservatore errante.

Fondamentale, affinché questo lavoro brillasse, è la presenza attoriale di James McAvoy e, soprattutto, di Jessica Chastain la quale riesce perfettamente ad esprimere quel disagio interno di incomunicabilità ed alienazione, pessimismo e tristezza. Infatti, seppur il personaggio maschile dimostra di essere la figura più forte dinanzi agli avvenimenti, è quello femminile che trasmette le sensazioni più forti, tanto che l’immedesimazione si fa così potente da accettare anche le contraddizioni e le scelte più tragiche da lei condotte. Sarà, forse, per la bellezza auratica a cui ormai siamo abituati quando vediamo sul grande schermo un’attrice come la Chastain, fondamentale presenza in film come The Tree of Life di Malick o nel film collettivo Tar – The color of time.

HIM

HIM

La pellicola, sfortunatamente, è stata distribuita esclusivamente nelle sale cinematografiche statunitensi a settembre del 2014. Mentre, in Italia, si è passati direttamente all’home video lo scorso marzo in tre edizioni: La scomparsa di Eleanor Rigby – Lei, La scomparsa di Eleanor Rigby – Lui e La scomparsa di Eleanor Rigby – Loro.

 

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